• 14 Novembre 2021 2:04

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Quanti asteroidi abbiamo? La risposta arriva dallo strumento Sphere, installato sul Very Large Telescope dell’Eso, in Cile, ed è 42. Il telescopio ha permesso di ricavare delle immagini straordinariamente nitide di quarantadue grandi asteroidi. Questo ha consentito di quantificare con molta precisione anche la densità di alcuni di essi.

Lo studio è stato pubblicato su Astronomy & Astrophysics da un team guidato da Pierre Vernazza, del Laboratoire d’Astrophysique di Marsiglia. La ricerca è stata eseguita utilizzando il Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, l’Osservatorio europeo australe in Cile. Qui gli astronomi hanno immortalato 42 fra i più grandi oggetti presenti nella fascia degli asteroidi, situata tra Marte e Giove.

Questa è la prima volta che viene ripreso, in modo così nitido, un gruppo così grande di asteroidi. Le osservazioni effettuate hanno rivelato un’ampia gamma di forme peculiari, che vanno da quelle sferiche fino ad una molto particolare a forma d’osso. Inoltre, hanno consentito agli astronomi di rintracciare le origini degli asteroidi nel sistema solare.

Le immagini dettagliate dei 42 asteroidi

Le immagini dettagliate dei 42 asteroidi forniscono un balzo in avanti verso l’esplorazione degli asteroidi. Questo è stato reso possibile grazie ai telescopi da terra, strumenti che contribuiscono a rispondere ai quesiti fondamentali sulla vita e sull’universo. La pubblicazione delle immagini è coincisa il 12 ottobre del 2021, giorno in cui ricorre il 42° anniversario della pubblicazione del libro di Douglas Adams“Guida galattica per autostoppisti…”.

Pierre Vernazza, del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille in Francia, che ha condotto lo studio sugli asteroidi pubblicato su Astronomy & Astrophysics, ha spiegato che: “Solo tre grandi asteroidi della fascia principale, Cerere, Vesta e Lutetia, sono stati ripresi fin’ora con un alto livello di dettaglio, poiché sono stati visitati dalle missioni spaziali Dawn e Rosetta, che sono rispettivamente della NASA e dell’Agenzia spaziale europea (Esa)”.

Pierre Vernazza, continua affermando che: “Le nostre osservazioni hanno fornito immagini nitide per molti altri oggetti, 42 in totale”. Il numero di osservazioni dettagliate di asteroidi, precedentemente allo studio effettuato, era decisamente esiguo. Di conseguenza le caratteristiche principali degli asteroidi, come ad esempio la loro forma tridimensionale e la loro densità erano in gran parte sconosciute.

La ricerca

Pierre Vernazza, tra il 2017 e il 2019, insieme al suo team hanno provato a riempire questa lacuna. Per far ciò hanno eseguito un’indagine approfondita dei principali oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. La maggior parte dei 42 asteroidi possiede delle dimensioni superiori ai 100 km. In particolar modo sono stati ripresi 20 oggetti su 23 presenti nella della fascia più grandi di 200 chilometri. I due asteroidi più grandi presenti nel gruppo analizzato sono Cerere e Vesta, che hanno rispettivamente dei diametri di circa 940 e 520 chilometri. Invece i due oggetti più piccoli sono Urania e Ausonia, di soli circa 90 chilometri.

Il team di ricerca, ricostruendo le forme, si è reso conto che gli asteroidi osservati possono in linea generale essere suddivisi in due famiglie. La prima racchiude gli oggetti quasi perfettamente sferici, come Igea e Cerere, mentre la seconda possiede una forma più particolare allungata, di cui la regina incontrastata è l’asteroide Cleopatra, a forma di “osso per cani”.

I ricercatori, valutando sia la forma degli asteroidi che le informazioni sulla loro massa, hanno scoperto che la densità cambia in maniera significativa nel campione osservato. I quattro oggetti meno densi tra quelli analizzati, tra cui ci sono Lamberta e Sylvia, hanno una densità di circa 1,3 grammi per centimetro cubo, una caratteristica molto simile alla densità del carbone.

I più densi invece sono Psyche e Kalliope, che possiedono una densità rispettivamente di 3,9 e 4,4 grammi per centimetro cubo, di gran lunga superiori alla densità del diamante, equivalente a 3,5 grammi per centimetro cubo.

Queste caratteristiche sulla densità forniscono molte informazioni sulla composizione degli asteroidi, evidenziando che questa varia in modo molto significativo, dati fondamentali sulla loro origine per gli astronomi.

Josef Hanuš, dell’Università Carolina di Praga, uno degli autori dello studio ha spiegato che: “Le nostre osservazioni forniscono un forte supporto per una sostanziale migrazione di questi corpi sin dalla loro formazione. Una tale varietà nella composizione può essere compresa solo se i corpi hanno avuto origine in regioni distinte del sistema solare”.

Conclusioni

I risultati della ricerca appoggiano la teoria secondo cui gli asteroidi meno densi si sono formati nelle regioni remote oltre l’orbita di Nettuno, per poi successivamente migrare nell’attuale posizione.

Le informazioni sono state ottenute dallo strumento Sphere (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch) montato sul Vlt dell’Eso. Secondo il coautore Laurent Jorda, “con le ampliate capacità di Sphere, e viste le poche informazioni sulla forma dei più grandi asteroidi della fascia principale note fin’ora, siamo stati in grado di fare progressi sostanziali in questo campo”.

I ricercatori potranno osservare un gran numero di asteroidi nei minimi dettagli con il futuro Elt, l’Extremely Large Telescope dell’Eso, attualmente in costruzione in Cile. Questo inizierà le operazioni entro la fine di questo decennio.

Pierre Vernazza, ha spiegato che: “Le osservazioni degli asteroidi della fascia principale con Elt ci consentiranno di studiare oggetti con diametri fino a 35-80 chilometri, in base alla loro posizione nella fascia, e crateri di dimensioni fino a circa 10-25 chilometri”.

Pierre Vernazza, termina dichiarando che: “Possedere uno strumento simile a Sphere installato sull’Elt ci permetterebbe persino di riprendere un campione simile di oggetti nella lontana fascia di Kuiper. Ciò significa che saremo in grado di caratterizzare da terra la storia geologica di un campione molto più ampio rispetto ai piccoli oggetti”.

Riproduzione artistica dell’Extremely Large Telescope dell’Eso

Per ulteriori informazioni:

Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “VLT/SPHERE imaging survey of the largest main-belt asteroids: Final results and synthesis”, di P. Vernazza, M. Ferrais, L. Jorda, J. Hanuš et al.

VIDEO:

FONTE:

https://www.media.inaf.it/2021/10/12/quarantadue-asteroidi-sphere/

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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