• 9 Novembre 2021 20:41

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Quanto può allungarsi l’aspettativa di vita umana?

Nel 1850, ovvero meno di due secoli fa, l’aspettativa di vita combinata di uomini e donne si collocava intorno ai quaranta anni di vita negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in gran parte dell’Europa. Un numero, giudicato con il metro di oggi, semplicemente agghiacciante.

Da allora questo valore ha seguito una crescita praticamente lineare per entrambi i sessi, fin quasi a raddoppiare. In tutto il mondo le donne vivono più degli uomini e l’aspettativa di vita più alta del pianeta appartiene al Giappone con i suoi 87 anni. Fino allo scatenarsi della pandemia di Covid19 questa tendenza era prevista in ulteriore crescita, dato che i livelli di aspettativa di vita per le persone anziane nei Paesi sviluppati sono cresciuti, tra il 1950 e il 2000, di circa 34 giorni ogni anno.

La pandemia in Italia, nel 2020 ha ridotto l’aspettativa di vita di 1,2 anni con sensibili differenze tra i singoli territori. Ora si attesta a 82 anni (79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne). Fino al 2019 questo indicatore era stato sempre in crescita. A livello provinciale i territori maggiormente colpiti dal coronavirus come Bergamo, Cremona e Lodi hanno registrato un calo per gli uomini di 4,3 e 4,5 anni.  Per le donne residenti a Bergamo la speranza di vita si è ridotta di 3,2 anni, a Cremona e Lodi di 2,8.

E’ probabile che quando supereremo la pandemia il valore dell’aspettativa di vita riprenda a crescere, in Italia come nel resto del mondo. Ma in assenza di scoperte mediche rivoluzionarie questa ascesa si interromperà comunque. La traiettoria a lungo termine dell’aspettativa di vita femminile in Giappone – che è cresciuta da 81,91 anni nel 1990 a 87,26 nel 2017 – descrive una curva logistica simmetrica ormai prossima al suo asintoto, situato intorno ai 90 anni. Lo stesso limite sembra valere anche per gli altri paesi con alti valori di aspettativa di vita.

Analizzando i dati storici possiamo osservare che fino al 1950 abbiamo assistito ad un incremento lineare più sostenuto, circa 20 anni guadagnati in mezzo secolo. Dopo è seguita una crescita meno impetuosa. Forse non esiste un limite geneticamente programmato della nostra vita, ma la nostra esistenza (e quindi la sua durata) è una combinazione tra geni e l’ambiente che ci circonda. In altre parole possono essere i geni stessi ad imporre dei limiti biofisici, ma tali limiti possono essere imposti dalle condizioni ambientali come ad esempio, l’inquinamento.

Il record mondiale di longevità apparterebbe ad una donna, la francese Jeanne Calment vissuta 122 anni e morta in una cittadina francese il 4 agosto 1997. Usiamo il condizionale perché ci sono alcune zone d’ombra rispetto alla vita di questa cittadina francese. La seconda classificata è un’altra donna, la statunitense Sarah Knauss, morta a 119 anni e 97 giorni. Per trovare il maschio più longevo dobbiamo scendere fino al 21mo posto di questa classifica dei “matusalemme” umani, si tratta del giapponese Jirōemon Kimura, vissuto per ben 116 anni e 54 giorni. L’Italia è ben rappresentata nella classifica dei 100 uomini più longevi del mondo, con 5 persone ultracentenarie classificate. Il miglior piazzamento spetta a Emma Morano, classificatasi all’ottavo posto, con 117 anni e 137 giorni e deceduta il 15 aprile 2017 a Verbania.

Emma Morano all’età di 30 anni

Tornando all’elisir di lunga vita avere genitori o nonni longevi non deve infondere eccessive speranze sulla nostra aspettativa di vita. Statisticamente l’ereditarietà in questo campo oscilla tra il 15 e il 30%. C’è però chi è piuttosto ottimista su un ulteriore e sostanzioso innalzamento dell’aspettativa di vita. Si tratta di Raymond Kurzweil   inventore, informatico,  saggista e futurologo  statunitense che dal 2012 lavora per Google come director of engineering.

Raymond Kurzweil

Kurzweil  sostiene che dal 2029 i progressi nelle scienze mediche cominceranno ad «aggiungere un anno, per ogni anno che passa, alla nostra aspettativa di vita. Con ciò non mi riferisco all’aspettativa di vita basata sul vostro anno di nascita, ma piuttosto all’aspettativa di vita che vi rimane». I progressi a cui allude il futurologo americano devono essere del calibro del ringiovanimento delle cellule umane attraverso l’allungamento dei loro telomeri.

telomeri sono elementi genetici essenziali per la corretta struttura e funzione dei cromosomi lineari e, in particolare, per la loro stabilità: ne proteggono infatti le estremità da fenomeni di ricombinazione aberrante, degradazione e replicazione incompleta. Con progressi di questo livello l’aspettativa di vita potrebbe superare anche significativamente i 125 anni.

Ciò detto un consiglio: evitate di fare all in sulla data del 2029 e cercate di mantenervi in buona salute con la prevenzione, l’esercizio fisico ed una sana alimentazione. I risultati, magari non così eclatanti, sono certamente più realistici.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

I numeri non mentono di S. Vaclav

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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