• 13 Novembre 2021 2:58

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La missione BepiColombo sorvola, per la prima volta, Mercurio, il pianeta più prossimo al Sole. Il pianeta più piccolo del sistema solare è stato immortalato ieri, venerdì 1° ottobre, dalla sonda spaziale europeo-giapponese. Questa ha finalmente compiuto, durante la sua missione di sette anni, il suo incontro ravvicinato con il pianeta.

La missione BepiColombo ha effettuato il suo primo sorvolo di Mercurio, intorno alle 19:34 ET di venerdì. La sonda è passata a meno di 200 chilometri dalla superficie del pianeta. L’agenzia spaziale europea, l’ESA, ha dichiarato che: “La BepiColombo, ha effettuando il suo incontro ravvicinato con Mercurio. Questo, il primo di sei sorvoli, è quello più prossimo al pianeta”.

La missione BepiColombo

La missione è gestita congiuntamente dall’ESA e dalla Japan Aerospace Exploration Agency. Questa è stata lanciata ad ottobre del 2018. L’obiettivo della missione è quello di effettuare sei sorvoli totali di Mercurio, prima di entrare in orbita attorno al pianeta a dicembre del 2025.

La missione collocherà due sonde in orbita attorno a Mercurio. Il Mercury Planetary Orbiter guidato dall‘ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter, il Mio, guidato dalla JAXA. Gli orbiter rimarranno disposti nella loro configurazione attuale con il Mercury Transfer Module fino al dispiegamento che avverrà nel 2025.

Quando la sonda Bepicolombo si avvicinerà a Mercurio per configurarsi nella sua orbita, una parte del modulo di trasferimento si separerà. Sarà qui che e i due orbiter cominceranno a ruotare intorno al pianeta.

Le sonde rimarranno intorno a Mercurio per un anno, periodo in cui raccoglieranno dati per aiutare gli scienziati a comprendere meglio il piccolo e misterioso pianeta, come ad esempio quello di scoprire i processi che si svolgono sulla sua superficie e sul suo campo magnetico. Le informazioni che verranno raccolte potranno rivelare l’origine e l’evoluzione del pianeta più prossimo al Sole.

L’ESA ha divulgato questa splendida vista che inquadra parte dell’emisfero settentrionale di Mercurio. L’immagine è stata ripresa ad una distanza di circa 2.420 chilometri, circa 10 minuti dopo l’avvicinamento del pianeta. La BepiColombo, durante il sorvolo, ha raccolto molti dati e immagini scientifiche, che sono state inviate sulla Terra

Il primo sorvolo

La fotocamera principale della sonda, durante il sorvolo, è stata schermata e di conseguenza non era in grado di catturare immagini ad alta risoluzione. Nonostante ciò, due delle tre telecamere di monitoraggio immortaleranno delle immagini degli emisferi nord e sud del pianeta subito dopo l’avvicinamento, che avverrà ad una distanza da circa 1.000 chilometri.

La BepiColombo ha sorvolato il lato notturno del pianeta, per questo motivo le immagini ravvicinate del pianeta non mostrano molti dettagli. Il team di ricerca della missione ha previsto che le immagini dovrebbero mostrare dei grandi crateri da impatto sparsi sulla superficie di Mercurio, esattamente come compaiono sulla nostra Luna.

I ricercatori useranno le immagini immortalate per poter ricreare una mappa della superficie di Mercurio, e per scoprire informazioni sulla composizione del pianeta. Gli strumenti presenti sugli orbiter verranno avviati durante il fly-by. Questi dovranno raccogliere informazioni sul campo magnetico, sul plasma e sulle particelle di Mercurio.

Johannes Benkhoff, scienziato del progetto BepiColombo dell‘ESA, ha dichiarato che: “Non vediamo l’ora di vedere i primi risultati, delle misurazioni effettuate così da vicino, sulla superficie di Mercurio. Quando ho iniziato a lavorare come scienziato del progetto su BepiColombo nel gennaio 2008, la missione Messenger della NASA ha avuto il suo primo sorvolo su Mercurio. Ora è il nostro turno. È una sensazione fantastica!”

Per quale motivo è stato scelto Mercurio?

Gli astronomi conoscono molto poco della storia, della superficie o dell’atmosfera di Mercurio, tutte informazioni molto difficili da ottenere vista la vicinanza del pianeta con il Sole. Mercurio, attualmente, è il pianeta meno esplorato per quanto riguarda i quattro pianeti rocciosi del sistema solare interno.  

La luminosità prodotta del Sole, presente dietro Mercurio, rende il piccolo pianeta molto difficile da osservare, anche dalla Terra. La BepiColombo, a causa dell’enorme attrazione gravitazionale del Sole, dovrà continuamente sparare gas xeno da due dei quattro motori appositamente progettati.

La distanza dalla Terra rende Mercurio un pianeta molto difficile da raggiungere. Inoltre, la missione prevede molta più energia, per evitare che BepiColombo possa essere attratto verso il pianeta, soprattutto rispetto alle missioni che sono state inviate verso Plutone.

La sonda è stata anche dotata di uno scudo termico e un isolamento in titanio, in modo da essere protetta dal calore intenso fino a 662 gradi Fahrenheit, corrispondenti a 350 gradi Celsius. Gli strumenti installati sui due orbiter avranno come compito quello di analizzare il ghiaccio all’interno dei crateri polari del pianeta, il campo magnetico del pianeta e la natura delle cavità presenti sulla sua superficie.

Le informazioni note di Mercurio

Mercurio è un pianeta pieno di misteri nonostante le sue ridotte dimensioni. Infatti, è leggermente più grande della nostra Luna. Le uniche informazioni che gli astronomi hanno su Mercurio è che durante il giorno le temperature possono raggiungere massime di 800 gradi Fahrenheit, corrispondenti a 430 gradi Celsius. A causa della sottile atmosfera del pianeta la temperatura durante la notte può scendere drasticamente fino a -290 gradi, equivalenti a -180 gradi Celsius.

Mercurio, che è il pianeta più vicino al Sole, è situato ad una distanza media di 58 milioni di chilometri dalla nostra stella. Nonostante la sua vicinanza non è il pianeta più caldo del sistema solare. Questo primato spetta a Venere perché possiede un’atmosfera molto più densa.

A Mercurio spetta il primato come pianeta più veloce del sistema solare. Infatti, Mercurio completa un’orbita intorno al Sole ogni 88 giorni, motivo per cui era stato definito dai romani il veloce messaggero degli dei.

Il Sole, se potessimo stare sulla superficie di Mercurio, comparirebbe tre volte più grande di come appare sulla Terra, e la sua luce sarebbe accecante visto che è sette volte più luminosa. L’insolita rotazione di Mercurio e la sua orbita di forma ovale attorno al Sole, fanno si che la nostra stella possa sorgere, tramontare e sorgere rapidamente in alcune parti del pianeta.

FONTE:

https://edition.cnn.com/2021/10/01/world/bepicolombo-first-mercury-flyby-scn/index.html

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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