• 28 Novembre 2021 0:07

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La carne, come fare una scelta sana ed equilibrata. Sono molti i quesiti che riguardano questo alimento, si deve mangiare, quale bisogna scegliere e qual è la giusta quantità?

Un altro aspetto da considerare è la tipologia. Il tipo di carne si suddivide in carne rossa e bianca, mentre per quanto riguarda la sua conservazione può essere fresca, conservata o processata. Nell’articolo andremo ad approfondire questi aspetti.

Tipologie di carne

L’impatto dell’alimentazione sulla salute, si sa, è molto importante. La carne è uno degli alimenti più dibattuti per quanto riguarda questo aspetto. Flavia Bernini, biologa e nutrizionista, ha spiegato che: “Fresca è tessuto muscolare. Questo è costituito per il 20% da proteine, per il 2-10% da grassi e per la rimanente parte da acqua”. 

L’esperta continua spiegando che: “Le carni, in maniera convenzionale, vengono suddivise in più categorie, ossia carni rosse, che sono quelle di bovino, di vitello, di maiale, di agnello, di cavallo, di capra e infine di selvaggina. Poi ci sono le carni bianche, che sono il pollo, il tacchino, e il coniglio”.

Le carni bianche, mediamente, posseggono un contenuto proteico maggiore. Nonostante ciò, all’interno di una dieta varia, in cui vengono alternate diverse fonti proteiche, la differenza è decisamente irrilevante. Per quanto riguarda invece la fonte di grassi della carne la distinzione non è così netta. Questa, infatti, dipende non soltanto dal tipo di carne, ma anche dal taglio utilizzato.

Il petto di pollo, ad esempio, è indubbiamente la carne più magra. Questo contiene un grammo di grassi ogni 100 grammi. Successivamente, troviamo la fesa di bovino, che appartiene alle carni rosse, mentre la coscia di pollo, nonostante appartenga alla carne bianca, possiede un contenuto di grassi maggiore.

La classificazione della carne

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha analizzato un aspetto molto interessante che riguarda sia le carni rosse che quelle bianche. Lo IARC, attraverso i loro dati, ha classificato le carni rosse nel gruppo 2A, ossia tra le sostanze “probabilmente cancerogene” per l’uomo. 

Ovviamente questo non significa che ci si ammalia se si mangia un filetto o una fiorentina, ma che un consumo eccessivo di carne rossa, potrebbe aumentare il rischio di sviluppare un tumore. Quest’ultimo è una patologia multifattoriale, che non è mai legata al consumo di un cibo specifico. 

Le carni bianche non hanno avuto gli stessi studi delle carni rosse. Nonostante ciò, è possibile ipotizzare che, per le loro caratteristiche nutrizionali, tra cui un minor contenuto in ferro, il loro consumo incide in modo molto meno significativo sull’aumento della probabilità di insorgenza tumorale.

Il consiglio, per non sbagliare, è quello di considerare la categoria di carne nel suo complesso, e di seguire le indicazioni suggerite dalle linee guida. Queste riportano che la soglia da non superare è di 300 grammi di carne, tra rossa e bianca a settimana. 

Con la giusta quantità il rischio tumorale, legato al consumo di carne non sussiste anzi tutt’altro. Infatti, con le giuste quantità riusciremo ad avere l’apporto delle loro proprietà nutrizionali. 

Le carni processate

Le carni processate sono quelle sottoposte ad operazioni di affumicatura, essiccazione, salatura o aggiunta di conservanti, in particolare nitriti e nitrati come i salumi.

Lo IARC, ha inserito questo tipo di alimento in una categoria molto più severa. Questa è il gruppo 1, ossia quello degli agenti “cancerogeni certi”. Anche in questo caso il rischio di contrarre la malattia varia in base al tipo di consumo. Infatti, si parla di aumento del rischio in funzione di un consumo eccessivo.

Qual è la cosa giusta da fare?

Il modo giusto è quello di variare la dieta rispettando le giuste quantità. L’alimentazione ideale non deve contenere alimenti in eccesso. Per questo sarebbe opportuno ridurre il consumo di carni processate, e prediligere una frittata o un latticino con verdure.

Un altro aspetto sempre più importante è quello dell’impatto ambientale legato alla produzione di carne. L’attuale modello produttivo della carne, attualmente, non supporta la sostenibilità del pianeta. Questo non vuol dire che la carne va eliminata ma soltanto diminuita e sostituita con altri alimenti.

Il metodo adatto è quello di alternare. I valori nutrivi presenti nella carne, come proteine, ferro, zinco e vitamina B12, sono molto importanti, ma possono essere ricavati anche da altri alimenti di origine animale, come il pesce, le uova ed il latte. L’equilibro nell’alimentazione è indubbiamente il metodo giusto da utilizzare.

I consigli riportati in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il parere del medico o di un professionista del settore, che saprà in maniera opportuna valutare il caso specifico.

FONTE:

https://alimentazione.gazzetta.it/news/17-09-2021/carne-si-no-forse-quale-preferire-come-sceglierla-quanta-mangiarne-55596

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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