La Guardia Svizzera

La Guardia Svizzera Pontificia (in latino, Pontificia Cohors Helvetica o Cohors Pedestris Helvetiorum a Sacra Custodia Pontificis) è il più antico corpo armato ancora operativo. I suoi uomini sono incaricati di proteggere il Papa e le sue residenze fin dal 1506. Attualmente il Corpo comprende circa 135 uomini che seguono e proteggono il Papa anche durante i suoi viaggi.

Gli ufficiali sono nominati direttamente dal Papa tra i sergenti della Guardia e le ex-guardie che hanno continuato la loro carriera nelle strutture della sicurezza svizzera (eccetto ovviamente il cappellano). Questa è la struttura di comando del Corpo.

  • Oberst (colonnello, comandante delle guardie)
  • Oberstleutnant (tenente colonnello, vicecomandante e capo di Stato Maggiore)
  • 1 Kaplan (cappellano militare, considerato alla stregua di un tenente colonnello)
  • 1 Major (maggiore, comandante della squadra 2)
  • Hauptmann (capitano, comandanti della 1 e 3 squadra)
  • 3 Leutnant (tenente, nuovo grado introdotto nel dicembre 2020)

L’addestramento è tipicamente militare e quando non sono in funzioni di rappresentanza sono dotati di armi da fuoco moderne tipiche di molte forze di polizia o di eserciti moderni. Interessante è l’origine del rapporto “fiduciario” tra questo Corpo e le istituzioni vaticane, il Pontefice in primis. Durante il lungo conflitto che contrapponeva Carlo V e Francesco I, Papa Clemente VII si schierò con la Francia.

Le truppe imperiali marciarono su Roma, irrompendovi il 6 maggio 1506 e devastandola. Il papa e i cardinali si rifugiarono, scortati da 42 uomini della Guardia, a Castel Sant’Angelo, mentre il resto degli svizzeri rimase a difendere il sagrato di San Pietro: 147 soldati che, schierati ad “istrice”, resistettero per ore contro un nemico di gran lunga superiore di numero. L’eroica resistenza si trasformò in un inevitabile massacro. I lanzichenecchi si accanirono sulle guardie svizzere pur a prezzo di molti caduti.

Kaspar Röist, il comandante, ferito e trasportato nella sua abitazione, nel quartiere della Guardia, venne scoperto e massacrato insieme a sua moglie. Il sacrificio della Guardia Svizzera divenne un simbolo di fedeltà degli elvetici nei confronti del soglio di Pietro. Ancora oggi il giorno in cui le nuove reclute giurano nel cortile di San Damaso di proteggere il pontefice e le sue residenze è il 6 di maggio, in onore di quei caduti.

Questo è il testo che il cappellano legge per intero: «Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice (nome del Pontefice) e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Comandante e agli altri miei superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Giuro di osservare tutto quello che l’onore della mia posizione esige da me.» A questo punto ogni recluta con la mano sulla bandiera del Corpo, ripete il giuramento nella propria lingua madre ed assume questo solenne impegno.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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