La cometa Bernardinelli-Bernstein, la più grande mai vista fino ad ora

La cometa Bernardinelli-Bernstein, è la più grande mai vista fino ad ora. L’oggetto in questione è la 2014 UN271, il più grande corpo ghiacciato identificato fino ad oggi. La cometa è stata denominata Bernardinelli-Bernstein, un nome preso dai ricercatori che hanno individuato l’oggetto il 24 giugno di quest’anno.

La cometa è un corpo celeste gigante che è comparso su molte immagini. Gary Bernstein ha spiegato che “sembrava più reale della maggior parte delle cose che avevamo mai osservato”. Secondo quanto dichiarato dal professore di astronomia e astrofisica Gary Bernstein, “questo è un onore insolito per un cosmologo”.

Gli astronomi hanno stimato che la cometa abbia un diametro di circa 160 chilometri, una dimensione decisamente straordinaria per questa tipologia di corpi celesti. Secondo Pedro Bernardinelli “è molto raro vedere grandi comete, fondamentalmente perché, a meno che non vengano riprese nel loro primo o secondo passaggio, la maggior parte del loro materiale sparisce lungo il viaggio”.

Il ghiaccio vaporizzato, un elemento che rende uniche le comete, tende ad esaurirsi ogni volta che avviene un passaggio vicino al Sole. Tra gli oggetti analizzati dagli astronomi, c’è ne sono solo due che appartengono alla stessa classe di comete, la Hale-Bopp, osservata nel 1997 ad occhio nudo dalla Terra, e la C/2002 VQ94 (Linear).

I ricercatori, nonostante le difficoltà, pensavano di riuscire ad individuare oggetti come la cometa Bernardinelli-Bernstein, che vagavano all’interno della fascia di Kuiper, luogo in cui orbita Plutone, e in quella più lontana denominata Nube di Oort.

La cometa Bernardinelli-Bernstein

Le immagini della cometa gigante sono state immortalate tra il 2014 e il 2019 dai telescopi dell’Osservatorio di Cerro Tololo in Cile. Queste sono state scattate all’interno del progetto di ricerca DES, un’iniziativa che dovrebbe agevolare la comprensione dell’energia oscura. Quest’ultima è una sostanza misteriosa che non è mai stata vista direttamente dagli scienziati, ma che costituisce il 68% dell’universo.

I ricercatori ritengono che la materia sia in grado di alterare la nostra visione di altre galassie. I ricercatori hanno dichiarato che “avremmo voluto dominare la cometa Comet DES, esattamente come il progetto, ma a quanto questo andava contro le regole”.

Lo studio effettuato da Bernardinelli si concentrava fondamentalmente sulla ricerca di un tipo di oggetti del sistema solare esterno. Questi erano completamente diversi dalle comete. Infatti, riguardava i TNO, ossia dei pezzi di roccia che circondano il Sole, e che rimangono al di fuori dall’orbita di Nettuno, il pianeta del nostro sistema più lontano dal Sole.

Attraverso il DES, sono state riprese molte più di 80 mila immagini del cielo. In ognuna di esse sono presenti decine di migliaia di oggetti cosmici di tutte le forme e le dimensioni. Secondo Bernardinelli “quando si acquisisce un’immagine del cielo, non si ottiene solamente un’immagine delle galassie, ma di tutto ciò che c’è tra te e loro, stelle, aeroplani, asteroidi e tutto ciò che è presente nell’istante in cui viene ripresa”.

Nell’immagine la cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) fotografata il 22 giugno 2021 dall’Osservatorio di Las Cumbres a Sutherland, Sudfrica

Il nuovo progetto

I due ricercatori hanno ideato un metodo per poter estrarre le immagini dei TNO dal Dark Energy Survey. Questo è un algoritmo in grado di identificare, allineando almeno sette immagini diverse, un granello che si muove secondo le leggi che regolano il movimento degli oggetti del sistema solare, un sorta di “enorme unisci i punti”.

La cometa è comparsa in circa 30 immagini differenti, per questo i ricercatori hanno individuato molto facilmente l’oggetto nonostante ne stessero cercando altri.
I TNO di simili dimensioni erano già stati individuati, ma per quanto riguarda le comete, la grandezza era di molto superiore a quelle osservate. Subito dopo la scoperta sono stati molti i ricercatori che hanno rivolto i telescopi verso la cometa Bernardinelli-Bernstein. Inoltre, hanno anche analizzato gli archivi delle immagini, scoprendo così che esistevano ulteriori avvistamenti dell’oggetto.

Dalle immagini è emersa la sua attività, che avviene in un’orbita molto lontana dal Sole. Queste mostrano la caratteristica chioma sfocata, creata dal riscaldamento del ghiaccio, che arriva al punto di evaporare e creare una nuvola gassosa che circonda il nucleo. Il fenomeno che si crea oscura il nucleo e illumina la cometa.

Conclusioni

I ricercatori, indipendentemente dalle dimensioni e dall’attività della cometa, sono tutti concordi sul fatto che l’aspetto più interessante della cometa Bernardinelli-Bernstein è il metodo con cui saranno in grado di studiarla. 

I ricercatori nel 2023 inizieranno un rilevamento continuo dall’Osservatorio Vera Rubin in Cile. Questo dovrà seguire la cometa fino a quando farà il suo incontro ravvicinato con il Sole, evento che avverrà nel 2031.

La cometa, attraverso il suo lungo viaggio e i dati recuperati a partire dal 2010, offrirà agli astronomi un’occasione unica, per poter osservare quale tipo di fenomeno si attiva e a quale distanza dal Sole.

Pedro Bernardinelli, che ha effettuato la casuale scoperta della cometa che porta il suo nome, conclude affermando che: “Non avevo mai pensato troppo alle comete prima d’ora, ma sto sicuramente considerando di specializzarmi anche in questo ramo”.

Gary Bernstein, invece, conclude dichiarando che: “Credo che continuerò ancora il mio lavoro quotidiano in cosmologia. Ma ho davvero imparato molto sulle comete. E devo dire che è stato molto divertente!”.

FONTE:

https://www.globalscience.it/29160/bernardinelli-bernstein-la-piu-grande-cometa-mai-avvistata/?fbclid=IwAR2NK7-tOFU_LlQeZsxYJOzsMeAyzQzsPLHszOOZPTEr7Cj_cwoFggIFM0w

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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