Perseverance: effettuato con successo il suo primo carotaggio di una roccia marziana

Perseverance ha effettuato con successo il suo primo carotaggio di una roccia marziana. I ricercatori, adesso, attendono ulteriori immagini aggiuntive della provetta del campione, prima di poter completare il processo di raccolta del suo primo campione di Marte.

I dati ottenuti il 1° settembre dal rover Perseverance, indicano che il team è riuscito a raggiungere il suo obiettivo, ossia quello di estrarre con successo il carotaggio di una roccia marziana. Le prime immagini raccolte hanno mostrato un campione intatto presente nella provetta dopo il carotaggio.

Le immagini aggiuntive immortalate, dopo che il braccio aveva completato l’acquisizione del campione, purtroppo, sono risultate poco concludenti a causa delle scarse condizioni di luce solare. I ricercatori aspetteranno condizioni di luce migliori per poter scattare un’altra serie di immagini, prima di effettuare l’elaborazione del campione.

Nell’immagine è visibile il foro del secondo tentativo di raccolta effettuata dal Perseverance. L’immagine è stata immortalata il 1° settembre dalle telecamere di navigazione del rover

Le immagini aggiuntive

Riuscire ad ottenere delle immagini aggiuntive prima di procedere con la sigillatura e la conservazione del campione di roccia marziana, secondo il team, è un passaggio fondamentale. Questo soprattutto a causa dei risultarti ottenuti dal primo carotaggio, avvenuto il 5 agosto scorso, che hanno portato il team a includere questo passaggio nella fase di campionatura.

Il team è sicuro che il campione sia stato raccolto. Nonostante ciò, attenderanno delle ulteriori immagini, in condizioni di illuminazione ottimali, per poter avere un ulteriore conferma.

Il sistema di campionamento e memorizzazione nella cache di Perseverance, usa un trapano a percussione rotante e una punta di carotaggio cavo presente all’estremità del suo braccio robotico, lungo 2 metri, per riuscire ad estrarre campioni. Questi risultano essere leggermente più spessi di una matita. All’interno della punta durante il carotaggio è posizionata una provetta per campioni.

L’obiettivo del secondo tentativo di raccolta del campione era una roccia delle dimensioni simili ad una valigetta. Questa è situata su una linea di cresta lunga più di 900 metri, che presenta vari affioramenti rocciosi e massi.

L’immagine, immortalata il 1° settembre dal rover Perseverance, mostra il tubo della campionatura con all’interno il contenuto di roccia. L’anello esterno color bronzo è la punta di carotaggio. L’anello interno di colore più chiaro, invece, è l’estremità aperta del tubo, dove all’interno è situato un campione di roccia. Purtroppo, in un’immagine successiva, il campione di roccia non era chiaramente evidente all’interno del tubo

Il secondo campionamento

La serie iniziale di immagini raccolte dal Mastcam-Z, mostrava la presenza dell’estremità di una roccia carotata all’interno del tubo. Il rover, subito dopo aver immortalato le immagini, ha cominciato una procedura chiamata “percuss-to-ingest”. In questa fase la punta del trapano e il tubo viene fatto vibrare per un secondo per cinque volte di seguito.

Il movimento viene eseguito per poter eliminare dal bordo del tubo del campione la presenza di qualunque materiale residuo. Inoltre, l’azione eseguita crea uno scivolamento del campione all’interno del tubo.

Il rover, dopo aver terminato questa procedura, ha dovuto raccogliere una seconda serie di immagini con il Mastcam-Z. Purtroppo, l’illuminazione era scarsa, per questo le parti interne del campione sono risultate poco visibili.

Jennifer Trosper, project manager presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha dichiarato che: “La missione è riuscita a ottenere il suo primo nucleo di roccia. Questo è un risultato fenomenale. Il team ha determinato una posizione, ha selezionato e scavato una roccia scientificamente preziosa. Abbiamo fatto quello che siamo venuti a fare”.

Jennifer Trosper, continua spiegando che: “Lavoreremo ancora sul campione raccolto, visto il piccolo inconveniente delle condizioni di illuminazione nelle immagini”.

Conclusioni

Il rover, oggi 3 settembre, ha ricevuto altri comandi, che lo porteranno all’acquisizione di immagini del tubo, in un orario più favorevole per quanto riguarda la luce solare.

Le foto verranno immortalate anche dopo il tramonto, così da avere una minor fonte di luce puntiforme, condizioni che possono saturare un’immagine. Le foto saranno inviate sulla Terra la mattina presto del 4 settembre.

Il team di Perseverance, se le immagini aggiuntive dovessero risultare inconcludenti, ha ancora diverse opzioni da poter scegliere per il prossimo futuro. In queste sono incluse l’utilizzo della sonda di volume del sistema di campionamento e la memorizzazione nella cache, situata all’interno del telaio del rover, come conferma definitiva del fatto che il campione sé posizionato nel tubo.

Per ulteriori informazioni su Perseverance:

mars.nasa.gov/mars2020/

e

nasa.gov/perseverance

FONTE:

https://www.nasa.gov/feature/jpl/nasa-s-perseverance-rover-successfully-cores-its-first-rock

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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