Un divieto, emanato nel 1987, ha salvato la Terra

Un divieto, emanato nel 1987, ha salvato la Terra. Secondo gli esperti, il divieto chimico ha bloccato l’innalzamento dei livelli di CO2 del 50%, salvando così il nostro pianeta. Il divieto riguarda delle sostanze chimiche in grado di distruggere lo strato di ozono. Il blocco è stato effettuato a livello globale alla fine degli anni ’80.

I ricercatori ritengono che, senza questo blocco, le devastazioni create dal cambiamento climatico sarebbero divenute decisamente peggiori entro il 2040, a differenza di quanto previsto fino ad oggi. La notizia è stata fornita da un recente studio pubblicato sulla rivista Nature.

Lo studio ha messo in luce che, nel caso in cui i CFC avessero continuato ad aumentare, il 21° secolo avrebbe registrato un aumento de livelli di CO2 almeno del 40%. La ricerca effettuata mostra dei modelli molto preoccupanti, decisamente peggiore della crisi climatica ad oggi in atto.

I ricercatori hanno previsto che la continua crescita dei clorofluorocarburi (CFC) avrebbe portato al collasso globale dello strato di ozono entro il 2040. Questa situazione avrebbe creato un’esposizione della superficie della Terra alle dannose radiazioni ultraviolette, creando così gravi conseguenze alle piante e agli animali.

Il Protocollo di Montreal

Il Protocollo di Montreal, un trattato stipulato a livello globale, ha vietato i clorofluorocarburi. I ricercatori pensano che il divieto abbia impedito a queste sostanze di rimuovere il 60% della copertura dell’ozono sui tropici entro il 2100, evitando la creazione di un buco di dimensioni decisamente maggiori di quello presente sopra l’Antartide nel primi anni ’80.

I livelli di esposizione di massa alle radiazioni sono in grado di danneggiare i tessuti vegetali. In altre parole le radiazioni avrebbero compromesso la capacità delle piante di effettuare la fotosintesi. Il protocollo di Montreal, ha quindi permesso allo strato di ozono di guarire, evitando così gravi conseguenze.

I ricercatori hanno fornito dei modelli fino al 2100, mettendo in luce che la distruzione dello strato di ozono, causati dai CDC, avrebbe impedito ai suoli, alle foreste e a tutta la vegetazione di assorbire una quantità di 580 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Questo avrebbe causato un aumento dei livelli di CO2 atmosferica dal 40% al 50%. 

Questa condizione avrebbe portato ad un aumento di 1,4°F (0,8°C) di riscaldamento, rispetto alle attuali proiezioni, del mondo reale, entro la fine del 21° secolo.

I clorofluorocarburi (CFC)

I CFC sono dei potenti gas serra, sostanze ormai vietate dagli anni ’80. I ricercatori ritengono che se ciò non fosse accaduto le temperature globali sarebbero aumentate di altri 1,7 °C entro il 2100.

Per questa ragione è necessaria una sorveglianza costante sul divieto dei CFC. Il divieto ha portato a 4,5° F (2,5° C) di riscaldamento climatico in meno, tutto questo grazie al rispetto del Protocollo di Montreal. 

I ricercatori, i politici e gli esperti del settore, oggi, stanno collaborando insieme per rallentare le emissioni di combustibili fossili, così da evitare che le temperature aumentino di 2°C. 

Conclusioni

Paul Young, della Lancaster University, ha comunicato che: “Se queste sostanze chimiche avessero continuato ad aumentare e a distruggere lo strato protettivo di ozono, questa sarebbe divenuta una catastrofe sia per la salute umana, che per la fauna e la flora”.

Paul Young, continua spiegando che: “L’aumento dei raggi UV avrebbe enormemente ridotto la capacità delle piante di assorbire il carbonio dall’atmosfera. Questo significa che livelli di CO2 più elevati avrebbero causato un maggiore riscaldamento globale”. Il divieto ci ha salvato da uno scenario molto pericoloso, nonostante ciò la catastrofe climatica non è ancora finita.

Le emissioni di combustibili fossili sono ancora troppo elevate in tutto il mondo. Per questa ragione occorre un impegno globale per evitare una crisi climatica, rispettando sta volta l’Accordo di Parigi.

FONTE:

https://interestingengineering.com/cfc-1987-chemical-ban-saved-earth

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.