OSIRIS-REx: fornite informazioni sulla futura orbita dell’asteroide Bennu

OSIRIS-REx ha fornito molte informazioni sulla futura orbita dell’asteroide Bennu. I ricercatori, in un recente studio, hanno utilizzato i dati di tracciamento di precisione della navicella spaziale Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer, la OSIRIS-REx, per poter comprendere più possibile gli spostamenti dell’asteroide Bennu.

Le osservazioni effettuate sull’asteroide, che risulta essere potenzialmente pericoloso, possono ridurre le incertezze sulla sua orbita futura e migliorare la capacità degli scienziati di poter determinare la probabilità di impatto totale e prevedere le orbite di altri asteroidi.

Lo studio realizzato, denominato “Effemeridi e valutazione dei rischi per l’asteroide vicino alla Terra (101955) Bennu basato sui dati OSIRIS-REx”, è stato pubblicato sulla rivista Icarus.

Kelly Fast, program manager per il Near-Earth Object Observations Program, presso la sede della NASA, a Washington, ha spiegato che: “L’obiettivo della difesa planetaria della NASA, è quello di trovare e monitorare gli asteroidi e le comete che possono avvicinarsi alla Terra e che possono rappresentare un pericolo per il nostro pianeta”.

Kelly Fast, continua spiegando che: “Svolgiamo il nostro lavoro attraverso continui sondaggi astronomici. Questi raccolgono dati per scoprire gli oggetti sconosciuti e per perfezionare i nostri modelli orbitali. La missione OSIRIS-REx, ha fornito una straordinaria opportunità per perfezionare e testare questi modelli, aiutandoci a prevedere dove sarà localizzato Bennu quando si avvicinerà alla Terra tra più di un secolo”.

L’asteroide Bennu

L’asteroide Bennu, nel 2135, si avvicinerà alla Terra. I ricercatori, nonostante l’oggetto non rappresenti un pericolo per il pianeta, devono comunque comprendere qual è sarà l’esatta traiettoria di Bennu. Questo servirà a prevedere in quale modo la gravità della Terra, potrà modificare il percorso dell’asteroide intorno al Sole. Inoltre, farà capire in quale modo il rischio di impatto verrà influenzato.

I ricercatori grazie a dei modelli computerizzati all’avanguardia, forniti dal Deep Space Network, della NASA, sono riusciti a ridurre drasticamente le incertezze dellorbita di Bennu. In questo modo sono riusciti a determinare che la probabilità d’impatto nell’anno 2300 sarà di circa 1 su 1.750, quindi lo 0,057%.

I ricercatori hanno inoltre identificato una data precisa come possibile impatto sulla Terra. Questa, che possiede una probabilità di impatto di 1 su 2.700, quindi circa lo 0,037%, è il 24 settembre del 2182.

L‘asteroide Bennu, nonostante possieda delle probabilità molto basse di colpire la Terra, è comunque uno dei due oggetti noti più pericolosi presenti nel nostro sistema solare. L’altro asteroide è il 1950 DA.

La OSIRIS-REx: i dati raccolti

La OSIRIS-REx, prima di abbandonare Bennu il 10 maggio del 2021, ha passato più di due anni nei pressi dell’asteroide. In questo modo ha potuto raccogliere moltissime informazioni sulle sue dimensioni, che sono di circa 500 metri di larghezza, la forma, la massa, e la composizione. Inoltre, ha monitorato la sua rotazione e la sua traiettoria orbitale. 

La navicella ha anche preso un campione di roccia e polvere dalla superficie dell’asteroide. Questo arriverà sulla Terra il 24 settembre del 2023, fornendo così la possibilità per effettuare ulteriori indagini scientifiche.

Il capo dello studio Davide Farnocchia, del centro per Near Earth Object Studies (CNEOS), ha spiegato che: “I dati di OSIRIS-REx, ci forniscono informazioni molto precise. Siamo in grado di testare i limiti dei nostri modelli e calcolare la traiettoria futura di Bennu, con un grado molto elevato di certezza per il 2135. Fino ad ora non avevamo mai modellato la traiettoria di un asteroide con così tanta precisione”.

“Buco della serratura gravitazionale”

Le misurazioni effettuate con grande precisione su Bennu, agevolano la determinazione dell’orbita dell’asteroide, in quale modo si evolverà e se passerà in quella che viene definito il “buco della serratura gravitazionale”, durante il suo avvicinamento ravvicinato previsto nel 2135.

I buchi della serratura non sono altro che delle zone nello spazio che potrebbero causare la deviazione del percorso dell’asteroide, verso un possibile impatto con la Terra. Questo accadrebbe se Bennu li percorresse in determinati momenti, a causa della presenza dell’effetto dell’attrazione gravitazionale terrestre.

Davide Farnocchia, per poter determinare in quale luogo passerà l’asteroide durante il suo avvicinamento ravvicinato del 2135 e se esiste la possibilità di un passaggio attraverso un buco della serratura gravitazionale, insieme al suo team hanno quantificato con precisione i vari tipi di forze, che potrebbero influenzare l’asteroide mentre orbita attorno al Sole.

Le forze che agiscono sugli asteroidi

Tra le forze analizzate c’è il calore del Sole, che gioca un ruolo chiave. Un asteroide, mentre viaggia attorno al Sole, viene scaldato dai raggi. L’oggetto subirà quindi un riscaldamento e un raffreddamento mentre ruota. La superficie dell’asteroide, quando si raffredda, rilascia energia infrarossa, che genera una piccola quantità di spinta sull’asteroide. Questo è un fenomeno definito effetto Yarkovsky.

La spinta creata da questo effetto in tempi brevi è minuscola. Ma se li si considera a lungo l’effetto sulla posizione dell’asteroide si accumula. Questo può determinare un ruolo significativo nel modificare il percorso di un asteroide.

Steve Chesley, ricercatore senior presso il JPL, e co-investigatore dello studio, a riguardo ha spiegato che: “L‘effetto Yarkovsky agisce su tutti gli asteroidi di tutte le dimensioni e, sebbene sia stato misurato da lontano per una piccola frazione della popolazione di asteroidi, OSIRIS-REx, ci ha dato la prima opportunità di misurarlo in dettaglio su Bennu, mentre orbitava intorno al Sole”.

Steve Chesley, continua spiegando che: “L’effetto che influenza Bennu, è equivalente al peso di tre chicchi d’uva, che agiscono costantemente sull’asteroide. Un’azione minuscola, ma significativa nel determinare le future possibilità di impatto di Bennu, nei decenni e nei secoli a venire”.

Il team di ricercatori ha anche preso in considerazione altre forze perturbanti. Tra queste ci sono la gravità del Sole, dei pianeti, delle loro lune e più di 300 altri asteroidi, la resistenza causata dalla polvere interplanetaria, la pressione del vento solare e gli eventi di espulsione di particelle di Bennu.

La raccolta dei campioni

I ricercatori hanno anche considerato la forza esercitata da OSIRIS-REx, durante la raccolta di campioni Touch-And-Go (TAG) avvenuto il 20 ottobre del 2020. Questo per verificare se avrebbe potuto alterare leggermente l’orbita di Bennu, confermando così le stime effettuate in precedenza secondo cui l’evento TAG, poteva avere un effetto trascurabile.

Rich Burns, project manager di OSIRIS-REx, presso il Goddard Space Flight Center della NASA, a Greenbelt, nel Maryland, ha sottolineato che: “La forza esercitata sulla superficie di Bennu, durante l’evento TAG era minuscola, anche rispetto agli effetti di piccole forze considerate. TAG non ha in alcun modo alterato la probabilità di Bennu, di avere un possibile impatto con la Terra”.

La OSIRIS-REx, attualmente è in viaggio per tornare a casa, portando con sé un prezioso campione di questo affascinante e antico oggetto. La ricerca aiuterà a comprendere meglio non solo la storia del sistema solare, ma anche il ruolo della luce solare nell’alterare l’orbita di Bennu. Questa verrà calcolata attraverso le misurazioni delle proprietà termiche dell’asteroide a delle scale, senza precedenti, all’interno dei laboratori sulla Terra.

Per ulteriori informazioni sulla missione OSIRIS-REx, è possibile visitare:

https://www.nasa.gov/osiris-rex

Per visualizzare invece le immagini che sono state discusse durante la teleconferenza è possibile visitare:

https://svs.gsfc.nasa.gov/13906

Ulteriori informazioni su CNEOS, asteroidi e oggetti vicini alla Terra sono disponibili su:

https://cneos.jpl.nasa.gov

Per notizie e aggiornamenti su asteroidi e comete segui @AsteroidWatch su Twitter

FONTE:

https://www.nasa.gov/press-release/nasa-spacecraft-provides-insight-into-asteroid-bennu-s-future-orbit

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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