Le Idi di Marzo

Quando pensiamo a questa data del calendario romano è inevitabile che il pensiero corra all’assassinio di Giulio Cesare del 44 avanti era volgare. Nel calendario romano con “idi” si indicava la metà del mese, invece con “calende” si designava il primo giorno del mese e le Idi di Marzo per i romani era una data molto importante. In quel giorno infatti si celebrava la festa di Anna Perenna.

Anna Perenna era un’antica dea romana che presiedeva al corso dell’anno o, più propriamente, al perpetuo rinnovarsi dell’anno. Alcuni studiosi ritengono che con questo nome rappresentasse  una sorta di personificazione femminile dell’anno e del suo perpetuo ritorno, tanto più che era costume tra i romani l’augurio di annare perannareque commode (passare un buon anno dall’inizio alla fine).

Anna Perenna era anche la dea dell’abbondanza e del nutrimento. Per festeggiare questa dea i romani si recavano in un punto ben preciso, una piccola valle erbosa incorniciata da colline coperte di boschi sacri, dove era proibito abbattere alberi, cogliere legna e cacciare animali. Questa valle si trova pochi chilometri fuori città ed è facilmente raggiungibile a piedi seguendo la Via Flaminia.

Al centro di questa piccola valle c’era una fonte sacra dedicata appunto ad Anna Perenna. Noi dobbiamo a questa divinità romana poco conosciuta alcune espressioni terminologiche di uso comune, come “perenne” o “perennemente“. Il 15 marzo migliaia di romani gremivano questa piccola valle, dove si celebravano riti religiosi, si beveva acqua dalla fonte sacra ma soprattutto si banchettava fino all’alba tra fiumi di vino.

La tradizione voleva poi che se una donna perdeva la verginità in quell’occasione la sua vita sentimentale e sessuale sarebbe stata felice. Per questo molte coppie consumavano il primo rapporto in piccoli anfratti della valle o al riparo di tende improvvisate. La valle sacra è stata identificata nell’attuale quartiere di Roma, Parioli, dove sono stati rinvenuti una fonte votiva dedicata alla Dea e numerosi oggetti attestanti pratiche magiche svolte presso il sito, risalente al IV secolo a.C.

Piazza Euclide

La fonte sacra esiste ancora oggi, ed è visitabile. I suoi resti, quasi irriconoscibili, costituiti da un’enorme massa di mattoni ancora saldamente uniti e da lastre di marmo con iscrizioni perfettamente leggibili, si trovano a qualche metro di profondità accanto a un ristorante. Il bosco invece non esiste più spazzato via dalla progressiva cementificazione della Città Eterna. Dove duemila anni fa c’era una piccola valle ed un bosco sacro adesso c’è una piazza, il cui nome, Piazza Euclide rimanda ad un matematico e filosofo greco.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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