• 12 Novembre 2021 10:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

National Food Strategy britannica: tasse su zucchero e sale per agevolare un’alimentazione sana

La National Food Strategy britannica incentiva l’inserimento di tasse su zucchero e sale, come strategia alimentare nazionale, per agevolare un’alimentazione sana. La strategia scelta dal governo britannico nasce dal rapporto del National Food Strategy. Questo potrebbe incentivare, nei prossimi anni, un cambiamento dell’alimentazione dei cittadini britannici.  

Il sistema alimentare, attualmente, è la causa principale di molti decessi, e solo in Gran Bretagna ha un costo di 74 miliardi di sterline in assistenza sanitaria. Inoltre, questo tipo di abitudini alimentari sono la causa di gravi conseguenze per l’ambiente e dell’emissione di un quarto dei gas serra prodotti dal paese. Si stima che più della metà degli over 45, in Gran Bretagna, ha condizioni di vita di salute legate alla dieta.

Il junk food

Gli esperti, per queste motivazioni, consigliano di intervenire in maniera decisamente drastica per risolvere il problema. Uno dei problemi principali è il junk food, degli alimenti largamente prodotti e consumati.

Le aziende hanno investito molto su questo tipo di alimenti, cibo ricco di sale, zuccheri e grassi, tutti ingredienti che creano dipendenza, ma che purtroppo sono molto lavorati e poco sani. Le calorie che provengono dai cibi ultra-trasformati sono tre volte più convenienti, rispetto a quelle che provengono da alimenti più sani.

Il rapporto propone di applicare una tassazione onerosa, equivalente a tre sterline per ogni chilo di zucchero e sei per ogni chilo di sale. Questa verrebbe applicata per l’uso negli alimenti industriali e in quelli offerti da ristorazione e aziende di catering.

Se la tassazione venisse applicata, toccherebbe un livello mai visto prima. Questo avrebbe come scopo principale la moral suasion, nei confronti dei produttori di cibi ultra-trasformati, con lo scopo di agevolare un cambiamento veloce e significativo.

L’applicazione di questo piano comporterebbe, per ogni cittadino inglese, un assunzione che varia tra le 15 e le 38 calorie in meno al giorno, comportando ad ogni persona una perdita di peso media di 2 kg all’anno. Inoltre, le persone potrebbero essere meno invogliate ad acquistare alimenti di qualità pessima, divenendo così più attenti sull’aspetto nutrizionale.

Altre raccomandazioni dagli esperti

Gli esperti raccomandano di prestare attenzione anche ad altri alimenti, che potrebbero portare ulteriori cambiamenti. Tra queste ci sono quello di ridurre il consumo di carne del 30% in dieci anni, aumentare quello di fibre del 50%, e diminuire quello di alimenti ricchi in sale, grassi e zuccheri del 25%.

Per agevolare questo passaggio si sta creando il programma Community Eatwell, nel quale è previsto che i medici di famiglia prescrivano, esattamente come fanno con le terapie, una quantità sufficiente di frutta e verdura ai loro pazienti che si nutrono con un’alimentazione poco sana. Inoltre, dovrebbero partecipare ad un programma esteso di educazione della popolazione.

Il piano prevede di coinvolgere gli allevatori e gli agricoltori, figure che verrebbero accompagnate verso la sostenibilità e la produzione di alimenti più sani. Inoltre, prevede di istituire dei sussidi economici almeno fino al 2029. Un altro aspetto da considerare è la necessità di pianificare il destino delle terre. Queste verrebbero suddivise in parti uguali tra riserve, zone a bassa e ad alta intensità di sfruttamento agricolo. 

Conclusioni

Tutte queste condizioni proposte devono anche considerare gli altri paesi, in modo da evitare un eventuale sfruttamento della terra e delle persone di nazioni più povere. Per far ciò devono essere varati degli accordi internazionali, tali da poter svolgere uno scambio commerciale equo e sostenibile. 

La ricerca sull’alimentazione e sulla produzione alimentare, solo in Gran Bretagna, dovrà essere sostenuta con un miliardo di sterline. Inoltre, dovrà essere varato il Good Food Bill, una legge quadro che regoli tutto il sistema e che ponga degli specifici obbiettivi di salute.

Il programma prodotto è stato stilato in collaborazione con i rappresentanti di alcune tra le più grandi aziende. Queste sono pronte ad applicare tale strategia, che se attuata, divertirebbe una reale occasione di miglioramento nel campo alimentare.

Il primo ministro inglese conclude aggiungendo che avrebbe analizzato a fondo il rapporto, promettendo che il governo avrebbe risposto con proposte di leggi future entro sei mesi.

FONTE:

https://www.bbc.com/news/uk-57838103

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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