Eugene Gladstone O’ Neill e i molti volti dell’esistenza

Eugene Gladstone O’ Neill nasce a New York nel 1888. Drammaturgo americano di notevole spessore, figlio di un noto attore di teatro, lavorò nella compagnia paterna, fece il giornalista e viaggiò per mare come marinaio. Ammalatosi di tubercolosi, trascorse un periodo in un sanatorio dove maturò la decisione di scrivere per il teatro.

Nel frattempo aveva letto e studiato le opere di Ibsen e di Strindberg. Nel 1936 gli venne assegnato il Premio Nobel per la Letteratura e, nello stesso anno, gli venne conferita la laurea “honoris causa” come secondo autore americano a vincere il famoso premio dell’Accademia di Svezia. L’opera di Eugene O’ Neill non può certo essere definita in poche righe vista la sua complessità e varietà. Egli toccò tutti i temi dell’umana esistenza: da quelli epici, dove gli eroi sono come simboli viventi, a quelli sommessi, patetici, sofferti degli sconfitti e delusi della vita.

Il suo primo dramma, “Al di là dell’orizzonte“, che ritrae la storia della dissoluzione di una famiglia, collocò Eugene O’ Neill come il maggiore scrittore di teatro americano. Le sue opere successive furono ciascuna sempre superata dal successo della successiva e, in un certo qual senso, contribuirono a creare il mito del grande drammaturgo. In una sintesi cronologica le opere di Eugene O’ Oneill sono, oltre al già citato “Al di là dell’orizzonte” (1920), “Anna Christie” (1922), “Lo scimmione” (1922), “Desiderio sotto gli olmi” (1924), “Tutti i figli di Dio hanno le ali” (1924), “Il grande dio Brown” (1926), “Strano interludio” (1928, ebbe il secondo Premio Pulitzer), “Il lutto si addice ad elettra” (1931), “Lungo viaggio verso la notte” (è del 1940 ma venne rappresentato, per volere dell’autore, dopo la sua morte), “Viene l’uomo del ghiaccio” (1946).

Drammaturgo complesso e scrittore mordace, Eugene O’ Neill ha saputo dare voce ad un microcosmo americano silenzioso e spesso misconosciuto ma non per questo artefice della formazione e della potenza di un grande paese, prima democrazia del mondo moderno. Egli ha saputo affrontare e mettere a fuoco la vita e la morte, le loro sfaccettature e il loro incidere, violento o meno, nella realtà quotidiana di ciascuno. Eugene Gladstone O’ Neill si può ben dire che è stato un drammaturgo geniale, singolare e mai artificiale o avulso e distaccato dalla realtà.

Morì a Boston nel 1953.

Francesca Rombola

Francesca Rita Rombolà è poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie fra le quali "Echi lontani" (NeP Edizioni); "Tra le rocce di Ryoan - Ji" (Edizioni Thoth); "Lesbos" (Calibano Editore) e diversi romanzi fra i quali "La notte della luna nuova" (Edizioni Thoth); "Sul treno" (Editrice GDS) ; "Su i tuoi passi di bruma" (Editrice GDS). Scrive sul blog http://www.poesiaeletteratura.it Canto le parole nell'era dei sentimenti estinti...

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