Europa: piccoli impatti agitano la superficie della Luna di Giove

La superficie della Luna di Giove, Europa, è agitata da piccoli impatti. La luna di Giove e il suo oceano potrebbero possedere attualmente le condizioni per sostenere la vita. I ricercatori stanno analizzando i processi presenti sulla superficie in vista dell’esplorazione della luna.

Gli impatti dei detriti spaziali sono piuttosto evidenti sulla nostra Luna, un’antica superficie ricoperta di crateri. La luna ghiacciata di Giove, Europa, invece riesce a resistere sia agli impatti che alle radiazioni molto intense. Il materiale che viene portato in superficie dalle agitazioni presenti sulla luna, è colpito dalla radiazione di elettroni ad alta energia accelerata da Giove.

I ricercatori della NASA stanno analizzando gli effetti cumulativi che creano i piccoli impatti sulla superficie di Europa. Questo mentre si preparano ad esplorare la luna con la missione Europa Clipper. Inoltre, stanno studiando la possibilità di effettuare una futura missione con un lander. 

L’immagine riporta una vista a colori della luna di Giove, Europa, immortalata dalla sonda spaziale Galileo, della NASA, alla fine degli anni ’90. Gli scienziati, ora, stanno analizzando i processi che influenzano la superficie mentre si preparano ad esplorare la luna ghiacciata

Europa e l’interesse scientifico

Europa è di particolare interesse a livello scientifico. Questo perché il suo oceano salato, che si trova al di sotto di uno spesso strato di ghiaccio, potrebbe attualmente avere condizioni adatte a sostenere la vita. L’acqua presente potrebbe anche riuscire a farsi strada attraverso la crosta ghiacciata fino ad arrivare sulla superficie della luna.

Le nuove ricerche e i modelli prodotti hanno stimato fino a che punto la superficie è stata disturbata da un processo definito “effetto orticolo”. Lo studio, che è stato pubblicato il 12 luglio su Nature Astronomy, ha stimato che la superficie di Europa, durante milioni di anni, è stata agitata da dei microimpatti fino ad una profondità media di circa 30 centimetri. Le molecole, che si possono qualificare come delle potenziali biofirme e che includono i segni chimici di vita, possono essere influenzate alla profondità raggiunta dagli impatti.

Questo accade perché gli impatti potrebbero essere in grado di portare il materiale verso la superficie, luogo in cui le radiazioni potrebbero rompere i legami di qualsiasi potenziale molecola. Il materiale presente sulla superficie, sempre a causa degli impatti, verrebbe spinto verso il basso, raggiungendo così il sottosuolo.

Emily Costello, ricercatrice planetaria presso l’Università delle Hawaii, a Manoa, autrice principale della ricerca, ha spiegato che: “Per riuscire a sperare di trovare delle biofirme chimiche incontaminate, dovremo guardare al di sotto della zona in cui sono avvenuti gli impatti. Le biofirme chimiche presenti in aree più basse di questa zona però potrebbero essere state esposte a radiazioni distruttive”.

L’immagine ingrandita, catturata dalla missione Galileo della NASA, ritrae la superficie di Europa. L’immagine, in cui è visibile lo strato sottile e luminoso, mostra le aree colpite dagli impatti

Ulteriori approfondimenti

Il nuovo modello creato, nonostante si sia da tempo ritenuto che gli impatti fossero avvenuti sia su Europa che su altri corpi nel sistema solare, fornisce un quadro completo del processo.

Questo nuovo modello è il primo che prende in considerazione gli impatti secondari causati dai detriti sulla superficie di Europa. Questi sono avvenuti dopo un impatto iniziale. La ricerca inoltre sostiene che sia le medie che le alte latitudini di Europa, hanno subito degli impatti minori.

Cynthia Phillips, ricercatrice che studia Europa, presso il Jet Propulsion Laboratory, della NASA, nel sud della California, coautrice dello studio, ha spiegato che: “Questa ricerca amplia la nostra comprensione dei processi fondamentali sulle superfici in tutto il sistema solare. Se vogliamo capire le caratteristiche fisiche e anche come si evolvono i pianeti, dobbiamo comprendere il ruolo che hanno gli impatti. Solo così possiamo creare dei modelli”.

L’Europa Clipper, che dovrebbe essere lanciato nel 2024, avrà come scopo quello di comprendere questi eventi. Questo avverrà attraverso una serie di sorvoli ravvicinati di Europa, mentre orbita attorno a Giove. La missione prevede di inviare degli strumenti che esamineranno a fondo la luna. Inoltre, è previsto la campionatura della polvere e dei gas che si sollevano al di sopra della superficie.

Altre informazioni sulla missione

L’Europa Clipper contribuirà ad espandere il campo dell’astrobiologia, la ricerca interdisciplinare sulle variabili e sulle condizioni di mondi lontani, che potrebbero ospitare la vita come la conosciamo. 

La missione non prevede il rilevamento della vita, nonostante ciò condurrà una ricognizione dettagliata di Europa e indagherà se la luna ghiacciata, con il suo oceano sotto la superficie, ha la capacità di supportare la vita. 

La comprensione dell’abitabilità di Europa, secondo i ricercatori, potrebbe contribuire a capire in quale modo si è sviluppata la vita sulla Terra, e riuscire ad ottenere il potenziale per individuare la vita oltre il nostro pianeta.

Maggiori informazioni su Europa:

europa.nasa.gov

FONTE:

https://www.nasa.gov/feature/jpl/surface-of-jupiter-s-moon-europa-churned-by-small-impacts

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.