Viki Baum: il denominatore comune dell’amore

Viki Baum nasce a Vienna nel 1888. Scrittrice austro – americana, seguì i corsi di musica al Conservatorio di Vienna divenendo arpista nell’orchestra di Darmstdt. Nel 1916 sposò il suo direttore, Richard Lert, e nel 1926 iniziò a lavorare per una casa editrice tedesca che divenne, in seguito, l’editrice dei suoi romanzi. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale si trasferì negli USA (nel 1938) divenendo cittadina americana.

La visione che Viki Baum ha del mondo è, si può dire, ecumenica e consolatoria essendo, per lei possibile una comprensione generale fra gli esseri umani a condizione che riconoscano nell’amore un denominatore comune. I suoi romanzi, costruiti principalmente su trame appassionanti e di facile presa sul lettore, hanno avuto ed hanno un successo piuttosto consistente.

Essi sono stati spesso recepiti dal cinema (ad esempio “Grand Hotel” del 1932 con Greta Garbo, che ottenne uno strepitoso successo al botteghino, vincendo anche un Oscar).Tra le opere più rilevanti di Viki Baum vanno citate quelle del periodo europeo: “La via del palcoscenico” (1920), “Il lago delle vergini” e “Storia d’amore e di fame” usciti nel 1927, “Elena Willfuer” (1929), “Menschen im Hotel” (1929, uscito poi con negli USA nel 1931 con il titolo internazionale “Grand Hotel”).

Rilevanti anche le opere del periodo americano: “Shangai” (1939), “Hotel Berlin” (1943), “Neadless Angel” (1948), “Theme for ballet” (1958). Scrittrice forse poco conosciuta in Italia, se non per l’opera dal successo internazionale “Grand Hotel”, Viki Baum ha saputo coniugare un certo romanticismo tipicamente nordico con il realismo del Novecento. Le trame di tutti i suoi romanzi sono impregnati di passionalità e talvolta di un amore che sembra travalicare ogni frontiera ed ogni limite.

I suoi lettori sono da sempre soprattutto donne, ma con una percentuale di certo notevole anche di lettori uomini. L’amore è, per Viki Baum, il motore che muove il mondo e la forza che può produrre cambiamenti epocali nella società come nel singolo. Nell’amore profondo ella vede la possibilità di riscatto e di salvezza per ogni essere umano indistintamente e percepisce l’afflato struggente che l’amore può instillare nella mente, e soprattutto nel cuore, per portare ad un cambiamento completo, e forse ad un rinnovamento interiore e della società, ad un livello davvero rivoluzionario. Viki Baum muore a Hollywood (California) nel 1960.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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