L’acqua di Marte

E’ ormai conoscenza consolidata ed acquisita che Marte non è sempre stato un pianeta arido e brullo come quello che si presenta agli occhi elettronici delle sonde, dei lander e dei rover delle innumerevoli missioni “marziane”. Le esplorazioni effettuate da queste missioni hanno mostrato indiscutibilmente le tracce, sul suolo marziano, di alvei di fiumi, bacini lacustri e canyon.

Tutti segni inequivocabili di abbondante presenza di acqua allo stato liquido risalente a circa 3 miliardi di anni fa. Fino ad oggi i planetologi hanno ipotizzato la scomparsa del prezioso liquido attraverso una transizione netta, una sorta di secco taglio geologico tra un mondo ricco d’acqua e uno sterile e brullo.

Un recente studio pubblicato sulla rivista “Geology” da un gruppo di ricerca dell’Università di Tolosa, in Francia, basata sulle osservazioni del rover Curiosity della Nasa, teorizza invece un passaggio da pianeta umido a pianeta secco effettuato in più fasi.

Curiosity è operativo su Marte dal 2012 e da nove anni studia il cratere Gale. Si tratta di un cratere di Marte del diametro di circa 154 km e con un’età stimata di circa 3,6 miliardi di anni. Si trova a sud della pianura Elysium Planitia. È stato chiamato così in onore di Walter Frederick Gale un astronomo dilettante che lo descrisse nel XIX secolo.

All’interno del cratere è presente il rilievo Aeolis Mons e la depressione simile ad un mare, ma più ridotta Aeolis Palus. Curiosity ha iniziato le lenta scalata di Aeolis Mons che si innalza dalla depressione per ben 5500 metri. In questo momento si trova ancora nella zona dei sedimenti del primo periodo umido, ma puntando lo strumento di imaging Chem-Cam verso gli strati più in alto ha scoperto che lungo le pendici del monte , oltre gli strati che testimoniano l’inizio del periodo arido di Marte, si trovano altri depositi sedimentari.

Questa scoperta sarebbe il segno concreto di un nuovo periodo umido che sarebbe durato diversi milioni di anni. Per avere la sicurezza di una transizione molto più lunga ed articolata del passaggio da pianeta umido a pianeta arido, dovremo però munirci di molta pazienza ed attendere che lentamente Curiosity prosegua la sua scalata di Aeolis Mons.

Fonte:

Le Scienze, giugno 2021, ed. cartacea

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