Vermi inviati nello spazio per analizzare la perdita muscolare

Migliaia di vermi sono stati inviati nello spazio come parte integrante di una ricerca. Questa avrà come scopo quello di analizzare la perdita muscolare, che avviene durante la permanenza nello spazio.

Gli scienziati ritengono che l’effetto che ha il volo spaziale sugli esseri umani è un aspetto particolarmente preoccupante. Infatti, gli astronauti che sono rimasti per 6 mesi in orbita, hanno subito una perdita del 40% della loro massa muscolare.

I muscoli e le ossa degli astronauti, mentre galleggiano intorno alla Stazione Spaziale Internazionale, svolgono un minor allenamento, di quello che invece subirebbero se stessero camminando e sollevando oggetti sulla Terra.

La ricerca è stata condotta dalle università di Nottingham ed Exeter. La missione fa seguito a delle precedenti ricerche effettuate dallo stesso team nel 2018.

Con questo studio i ricercatori sperano di far luce ed agevolare lo sviluppo di nuovi trattamenti per le distrofie muscolari. Quest’ultime sono delle condizioni genetiche che, in maniera molto graduale, causano l’indebolimento dei muscoli.

I nuovi esperimenti, questa volta si concentreranno sull’identificazione di determinate molecole che causano questi problemi. Inoltre, verranno testate delle nuove terapie con lo scopo di prevenire la perdita muscolare a gravità zero.

Vermi inviati nello spazio

I vermi verranno lanciati sull’SpX-22, un veicolo spaziale commerciale sotto contratto della NASA, al Kennedy Space Center, in Florida. Questi saranno posizionati in un’incubatrice ad una temperatura di 20°C per cinque-sei giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale.

I vermi che verranno utilizzati possiedono una dimensione di circa 1 mm. Questi sono noti per possedere molte delle stesse caratteristiche biologiche degli umani.

Anche i vermi, come gli essere umani, subiscono dei cambiamenti biologici a causa della permanenza nello spazio. Questi includono i cambiamenti nella massa muscolare e la capacità di utilizzare l’energia.

I ricercatore pensano che lo studio possa agevolare lo sviluppo di nuovi trattamenti per le condizioni muscolari. Infatti, riuscire a comprendere il perché i muscoli cambiano nello spazio e come è possibile contrastare questi effetti, sarà di enorme aiuto non soltanto per i futuri astronauti, ma anche per le persone sulla Terra che soffrono di malattie muscolari.

Il Molecular Muscle Experiment

Il Molecular Muscle Experiment dovrà indagare, a livello molecolare, in quale modo i muscoli reagiscono al volo spaziale nel verme C. Elegans. I vermi, che verranno spediti nello spazio, saranno migliaia. Questi saranno posti in delle speciali sacche in un’incubatrice, permettendogli così di crescere e riprodursi.

I vermi, in poco meno di una settimana, diverranno maturi. Successivamente, saranno congelati all’interno dei congelatori presenti sulla Stazione Spaziale, per poi effettuare l’analisi nei laboratori una volta tornati sulla Terra.

Questo esperimento analizzerà soprattutto i cambiamenti muscolari più osservati nello spazio, i segnali di insulina e l’attaccamento cellulare, che causa la distrofia muscolare. Tutte queste informazioni serviranno a produrre delle contromisure efficaci.

La preparazione per effettuare lo studio è fondamentale, visto che l’esperimento coinvolge organismi viventi. Il team di scienziati ha nutrito le larve per settimane prima di inserirle nelle loro “tute spaziali”.

Il caricamento nella navicella Dragon è avvenuto più tardi possibile, in quanto, una volta usciti dal laboratorio, i vermi devono trovarsi nell’incubatrice europea Kubik, della Stazione spaziale entro 160 ore. Se ciò non avvenisse i vermi potrebbero morire prematuramente e i risultati dell’esperimento verrebbero così irreversibilmente compromessi.

In contemporanea, altri due set di vermi saranno allevati ​​in condizioni simili sulla Terra, come riferimento per confrontare i dati. Un gruppo crescerà nelle stesse identiche condizioni sperimentate dei fratelli astronauti, senza però la presenza di microgravità.

Alcune dichiarazioni

Bethan Philips, professore associato di fisiologia clinica, metabolica e molecolare all’università, ha affermato che: “La ricerca avrà molte implicazioni non solo per quanto riguarda gli astronauti, ma anche per molte condizioni sulla Terra”.

Bethan Philips, continua affermando che: “Fin dagli albori dell’era spaziale, ci sono state molte preoccupazioni per quanto riguarda eventuali danni provocati dai viaggi nello spazio agli astronauti”.

Tim Etheridge, professore associato di fisiologia integrativa presso l’Università di Exeter, ha spiegato che: “Nuove informazioni prodotte dall’esperimento, potrebbero fornire le basi per poter inviare in sicurezza gli esseri umani nelle missioni a lungo termine nello spazio profondo”.

Il ministro della Scienza Amanda Solloway ha infine dichiarato che: “È davvero sorprendente pensare che l’invio di vermi nello spazio, possa riuscire a migliorare la nostra salute e aiutarci a condurre una vita più lunga. Sono molto entusiasta che i ricercatori britannici stiano conducendo questa ricerca”.

Fonte:

https://www.bbc.com/news/uk-england-nottinghamshire-57331351

https://www.hebergementwebs.com/nuovo/essere-spedito-nello-spazio-per-una-missione-di-ricerca-per-la-perdita-muscolare

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