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La Regione Sconosciuta di Sergio Magaldi: il senso misterioso dell’esistenza

E’ il sequel di un altro romanzo dal titolo “L’Amore Consapevole”, è lo stesso io narrante che parla in prima persona, si tratta dell’ultima fatica letteraria di Sergio Magaldi il cui titolo, “La Regione Sconosciuta“, è forse tutto un programma.

Il protagonista, il direttore editoriale della casa editrice Chiaroscuro, compie un viaggio strano e per molti versi incredibile; lo accompagna una donna bellissima, e forse non del tutto umana, di nome Florence (che è anche il nome della città di Firenze in inglese). Egli lascerà la terra, o meglio, la dimensione spazio – temporale di questo pianeta e, insieme a Florence, vivrà situazioni paradossali, difficili, gioiose e dolorose allo stesso tempo, incontrerà esseri di dimensioni altre e attraverserà dimensioni altre, sorta di non – luoghi, o super – luoghi, abitati da presenze, entità, talvolta soltanto da voci di trapassati con i quali parlerà e ai quali domanderà del passato e del futuro, della vita e della morte: gli interrogativi e i dubbi che assillano, in fondo, gli uomini fin dalle più remote civiltà. 

Perché questo viaggio, quasi in un Aldilà dei nostri tempi? A che scopo e a qual fine? E’ difficile rispondere a queste domande, difficile in quanto è un pò come chiedere all’autore della Divina Commedia, quel Dante Alighieri di Firenze che tutto il mondo ha conosciuto, conosce, apprezza, ama, o anche disprezza, comprende e forse ci invidia, perché ha immaginato di compiere un viaggio nei regni ultraterreni che attendono l’uomo dopo la morte insieme ad una guida come il poeta latino Virgilio.

In un dato momento della propria esistenza lo scrittore, il poeta, il pensatore, l’uomo di ingegno, il sapiente “deve” compiere questo viaggio (astrale, immaginario e immaginifico, materiale o meno) per se stesso, in primis, per dare coronamento, e completezza, o il “battesimo del fuoco“, se si preferisce, alla sua iniziazione alla vita e alla morte unite e poi per donare agli altri (in teoria a tutti, in pratica a chi voglia seguire, con coraggio e abnegazione, i suoi insegnamenti e le sue idee) lo scrigno prezioso che contiene la Conoscenza, indicando la via che la sublima.

Forse con “La Regione SconosciutaSergio Magaldi vuole dirci che ancora oggi, in questo ventunesimo secolo così caotico, confuso, avulso alla cultura, alla creatività, al senso del mistero e del divino, è possibile per l’uomo compiere il viaggio iniziatico di sempre che lo porterà alla meta finale dove si acquieta ogni soffrire e si azzera ogni faustiano cercare e ricercare.

L’io narrante, alla fine del romanzo, giungerà esattamente nella Regione Sconosciuta, cioè ha superato bene tutte le prove che il cammino gli ha parato dinnanzi. Scritto in uno stile superbo e insuperabile, profondo e tuttavia semplice e lineare, “La Regione Sconosciuta” di Sergio Magaldi è un libro denso eppure di una levità sorprendente, che si legge tutto d’un fiato.

Si compone di tanti capitoletti, ciascuno con un titolo emblematico e pertinente, ha una bellissima e impeccabile veste grafica e una copertina piuttosto simbolica che parla da sé con i suoi molti sottintesi. L’ultimo capitoletto del libro ha come titolo “Zero”, che è poi il nome – metafora della capitale della Regione Sconosciuta che il protagonista – uomo iniziato raggiungerà, insieme a Florence, precisamente nelle ultimissime battute del romanzo: “Florence si distese davanti all’apertura del cono e l’arcobaleno si fermò sul suo corpo di luce. << Vieni – sussurrò languida – non hai ancora capito che qui a Zero ogni legge si annulla? Presto sarai di ritorno a casa e scoprirai che il tuo lungo viaggio ha avuto in realtà la durata di una sola notte umana! >>”.

Allora, forse, dopotutto e alla fine di tutto, proprio queste parole riescono a rispondere alle domande che ci si è posti inizialmente: al di là del tempo e dello spazio, al di là dell’Assoluto, del Tutto, al di là del Principio e della Fine là il senso misterico del vero esistere.

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