SCIENZA & DINTORNI

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L’estate del Sergente Pepper

Il 1967 è un anno speciale per la musica rock, un anno di rottura dell’offerta musicale. Gli album o se volete gli LP, come si chiamavano un tempo, prima di allora erano fondamentalmente una collezione di pezzi che facevano corona intorno a uno o due potenziali hit. Insomma spesso si costruivano gli album intorno ad un singolo pezzo candidato al successo.

Nell’estate del 1967, esattamente l’11 di giugno, in tutto il mondo, in contemporanea esce l’ultima fatica dei Beatles, SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND, il primo vero “concept album” della storia del rock. La definizione di “concept album” è piuttosto articolata ed anche controversa. Si tratta di un album discografico in cui tutte le canzoni contribuiscono a dare un significato nel loro insieme, spesso ruotando attorno a un unico tema oppure sviluppando complessivamente una storia che può essere strumentale, compositiva o lirica.

Forse però l’elemento che meglio di altri contraddistingue un concept album è la sua straordinaria uniformità, qualitativa e compositiva dell’intero disco. Lasciando da parte la querelle sulla definizione più azzeccata di questo nuovo modo di proporre l’offerta musicale, l’album dei Beatles, è preceduto dall’uscita nel mese di febbraio di due canzoni Strawberry fields for ever e Penny Lane che non soltanto contribuiranno ad alimentare una spasmodica attesa nei mesi successivi ma confermeranno ai fan ed ai critici musicali che i Fab Four non suonano più un semplice rock.

Di fatto i Beatles pur mantenendo i piedi ben saldi all’interno della canzone pop vi innestano elementi fortemente innovativi, sperimentali, psichedelici che percorrono l’interno album. Per mesi ci hanno lavorato, anche in orari improbabili, negli studi modernissimi della EMI, in Abbey Road, coccolati e gestiti dal loro produttore George Martin. Si avvalgono di un modernissimo impianto di registrazione a 24 piste che era stato usato nello stesso periodo anche dal leader dei Beach Boys, Brian Wilson.

Proprio Wilson dopo il successo di PET SOUNDS, aveva provato inutilmente ad inseguire il sogno di un concept album, senza però riuscirci. I Beatles lavorarono a tempo pieno su questo disco, non più “distratti” dai concerti live. Infatti il 29 agosto 1966, al Candlestick Park di San Francisco, tengono quello che per loro dovrebbe essere l’ultimo concerto della carriera. Stanchezza, noia e soprattutto la difficoltà di riprodurre live, in modo adeguato, la nuova musica che stanno producendo sono alla base di questa decisione.

Quando il 1 giugno 1967 l’album esce va letteralmente a ruba. Venderà 11 milioni di copie nei soli Stati Uniti e 32 in tutto il mondo, assicurandosi anche ben 4 Emmy Awards nell’edizione di quell’anno. Uno di questi premi va alla copertina, uno dei capolavori assoluti della pop art.

Si tratta di un collage che mette insieme un ideale pubblico per cui i Beatles avrebbero amato esibirsi: Albert Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Edgar Allan Poe, Sonny Liston, Lenny Bruce, Paramahansa Yogananda, Aleister Crowley, Stanlio e Ollio, Lewis Carroll e molti altri. Tra i soggetti messi in lista da Lennon – poi scartati per evitare polemiche feroci – anche Gesù, Adolf Hitler e Gandhi. Tutti i personaggi (in vita) furono contattati e, nonostante i timori, gli interpellati (meno uno) rilasciarono il loro consenso, dichiarando di essere ben contenti di apparire e di non voler alcun compenso economico.

Questi è la composizione di uno degli album più famosi ed importanti della musica rock:

Lato A

  1. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – 2:00 (Lennon-McCartney)
  2. With a Little Help from My Friends – 2:43 (Lennon-McCartney)
  3. Lucy in the Sky with Diamonds – 3:26 (Lennon-McCartney)
  4. Getting Better – 2:47 (Lennon-McCartney)
  5. Fixing a Hole – 2:35 (Lennon-McCartney)
  6. She’s Leaving Home – 3:33 (Lennon-McCartney)
  7. Being for the Benefit of Mr. Kite! – 2:35 (Lennon-McCartney)

Durata totale: 19:39

Lato B

  1. Within You Without You – 5:05 (Harrison)
  2. When I’m Sixty-Four – 2:37 (Lennon-McCartney)
  3. Lovely Rita – 2:41 (Lennon-McCartney)
  4. Good Morning Good Morning – 2:42 (Lennon-McCartney)
  5. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise) – 1:19 (Lennon-McCartney)
  6. A Day in the Life – 5:34 (Lennon-McCartney)

Durata totale: 19:58

  • Il brano A Day in the Life dura 5:04. Dopo qualche secondo di silenzio, al minuto 5:10, inizia la traccia fantasma Sgt Pepper Inner Groove, contenente varie voci in backmasking.

Per parlare del valore dei singoli brani e della loro genesi artistica ci vorrebbero almeno quattro altri articoli, ci limitiamo a segnalare il pezzo di chiusura “A Day in the Life” unanimemente riconosciuto come una delle vette compositive più alte dei Beatles. Il brano, creazione di Lennon e di McCartney che vi lavorarono fianco a fianco, vuole essere una metafora della limitatezza di una visione “oggettiva” della realtà che non riesce a cogliere tutta la profondità dell’esistenza umana. Evidente il riferimento alla “visione” prodotta dal LSD, allucinogeno al tempo molto in voga tra artisti ed intellettuali.

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