SCIENZA & DINTORNI

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La “splendida piccola guerra”

Nel 1898 l’impero coloniale spagnolo è agonizzante, molti possedimenti sono già stati persi ed in altre colonie i movimenti indipendentisti sono in pieno fermento. E’ il caso di Cuba dove le forze spagnole hanno spinto masse di contadini ad abbandonare le campagne per rifugiarsi in centri abitati fortificati nella speranza di isolare i ribelli.

Le mani degli Stati Uniti su Cuba

Il sovraffollamento e la carenza di igiene provocherà decine di migliaia di decessi. Nonostante questo disperato tentativo la presa su Cuba della Spagna si era fatta molto problematica. La crisi dell’isola aveva attirato le aspirazioni imperialiste degli Stati Uniti tanto che Josè Martì, leader dell’indipendentismo cubano ed ancor oggi considerato Eroe nazionale così già scriveva il 14 dicembre 1889, al suo amico Gonzalo de Quesada: “Sulla nostra terra, Gonzalo, grava un altro piano più tenebroso […]: il diabolico piano di forzare l’isola, di farla piombare nella guerra per avere il pretesto per intervenirvi e con il credito di mediatore e garante, tenersela per sé“.

Il fronte interventista

L’allusione agli Stati Uniti è esplicita. L’allora Presidente McKinley era molto perplesso riguardo un’azione militare, ma di fatto si trovava isolato. Il suo governo, all’interno del quale c’era il futuro Presidente Theodore Roosevelt, la cosiddetta “yellow press“, ovvero la stampa scandalistica del magnate William R. Hearst e la comunità in esilio dei dissidenti cubani erano compattamente a favore di un intervento militare.

Il casus belli

La situazione precipita il 15 febbraio 1898. Quella sera la corazzata USS Maine è pigramente ormeggiata nel porto di Havana. Gran parte degli ufficiali erano ospiti della buona società cubana e passavano la serata a teatro o giocando a bridge, quando una violenta esplosione, provocò la morte di due ufficiali e di 264 marinai statunitensi nonché l’affondamento della nave da guerra.

Due giorni dopo partì la campagna della stampa scandalistica al grido di “Remember the Maine! To Hell with Spain!” pretendendo l’intervento a favore dei ribelli per vendicare il supposto “affronto” alla potenza nazionale. La Spagna di dichiarò immediatamente estranea ai fatti ed inizialmente cercò di cooperare all’inchiesta nel tentativo di raccogliere gli elementi che dimostrassero la sua estraneità nei fatti. La tensione tra i due paesi salì alle stelle.

The Splendid little war

Quando la Spagna si rese conto che la commissione d’inchiesta guidata dal capitano William T. Sampson aveva sposato la tesi che l’attentato fosse frutto di una mina, il 23 aprile 1898 dichiarò guerra agli Stati Uniti. Il Presidente McKinley a sua volta dichiarerà guerra alla Spagna il 25 aprile.

Fu un conflitto breve e con poche perdite per gli americani (ne morirono di più per la febbre gialla), tanto che la guerra fu chiamata “splendid little war“.

Il “bottino” americano

Il 12 agosto 1898, ovvero tre mesi e mezzo dopo l’inizio delle ostilità, venne firmato l’armistizio con il quale gli Stati Uniti ottennero dalla Spagna:

  • il riconoscimento dell’indipendenza di Cuba, che divenne una sorta di protettorato americano;
  • la cessione agli USA di Porto Rico e dell’isola di Guam;
  • l’accettazione dell’occupazione di Manila nelle Filippine.

Questi risultati vennero quindi ratificati il 10 dicembre successivo dal Trattato di Parigi, con cui fu formalizzata la cessione per 20 milioni di dollari agli USA delle Filippine, di Porto Rico e di Guam nel Pacifico. Secondo molti storici questa piccola guerra segna l’inizio dell’imperialismo americano nel mondo.

La vera causa dell’affondamento del Maine

Beffa tra le beffe, al termine delle ostilità venne svolta un’indagine sull’esplosione del Maine e si appurò che l’incidente non era stato provocato dagli spagnoli, ma da uno sbaglio del capitano della nave che aveva autorizzato lo stoccaggio di esplosivi nei locali della caldaia.

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