SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Quando la guerra fa la moda

Può sembrare incredibile ma uno degli eventi più distruttivi e sanguinosi dell’umanità, ovvero la guerra, ha sempre profondamente influenzato l’abbigliamento civile nelle forme delle sue tendenze più di moda. Gli esempi sono innumerevoli e non possono essere tutti trattati nel breve spazio di un articolo. Nondimeno può essere interessante fare qualche esempio concreto.

Il panama

Chi non conosce ad esempio il panama, quel tipico cappello maschile leggero, di colore chiaro e a tesa larga, molto in voga tra la fine del XIX secolo ed i primi trent’anni del Ventesimo secolo.  Prodotto intrecciando a mano fibre ricavate dalle foglie ancora tenere di una pianta della famiglia delle Ciclantacee, la Carludovica palmata, detta in spagnolo palma toquilla, il nome rimase lo stesso anche per i modelli prodotti industrialmente.

Ebbene inizialmente questo cappello, dalla seconda metà del xix secolo fino all’inizio del xx, fu usato come copricapo da fatica dai marinai appartenenti alle flotte delle potenze occidentali, soprattutto nei climi caldi. Quella più simile alla classica paglietta era adottata dai marinai inglesi che adornavano il loro panama con un nastro di seta blu scuro con impresso il nome della nave. Il panama però se egregiamente riparava dal sole impietoso dei paesi caldi era però del tutto inutile come elemento di protezione e fu progressivamente abbandonato da tutte le forze militari sia di mare che di terra.

A lanciarne a livello internazionale definitivamente la moda in campo civile vi fu un curioso evento mediatico che coinvolse il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, il quale lo indossò durante l’inaugurazione del Canale di Panama nel 1906. Le foto dell’evento fecero il giro del mondo, aumentando notevolmente la notorietà del cappello.

Il cardigan

Un altro capo di abbigliamento che tutt’ora riscuote un enorme successo, il cardigan, deriva da un militare eccentrico e vanesio, il tenente generale James Thomas Brudenell, settimo conte di Cardigan. Si tratta di un maglione che si apre, tramite bottoni o cerniera sul davanti, realizzato in lana o cotone, una volta prevalentemente capo di abbigliamento maschile adesso unisex.

Lord Cardigan non era molto amato dai suoi cavalleggeri, per i suoi comportamenti egocentrici ed elitari. Durante la Guerra di Crimea mentre gli uomini della sua brigata erano costretti a sopportare le asprezze del clima russo in trincea, Lord Cardigan dormiva nel suo yacht giunto appositamente dall’Inghilterra e ancorato nella baia di Balaklava. Quando la sera saliva a bordo, prima di godersi i confort dell’imbarcazione, si toglieva la giacca dell’uniforme e indossava un maglione di lana che si apriva sul davanti tramite bottoni, come fosse una giacca.

James Thomas Brudenell però non era un codardo ed il 25 ottobre del 1854 guido la celebre e drammatica carica della cavalleria leggera inglese a Balaklava. Fu uno dei pochi a sopravvivere ad un vero e proprio massacro. Così come sopravvisse e prosperò quel maglione, il cardigan che divenne uno dei capi di abbigliamento più longevi ed apprezzati della moda civile.

Il basco

Ci sono però casi in cui questa osmosi abbigliamento militare – moda civile si inverte. E’ il caso del basco, il tipico berretto dei contadini baschi. Si tratta di un copricapo sprovvisto di falde e visiera che lentamente si diffuse presso la classe operaia di mezza Europa. Oggi è un berretto prettamente militare, utilizzato per la prima volta nel 1888 dagli Chasseurs Alpins, gli alpini francesi. Si diffuse a partire dalla guerra civile spagnola (1936-39), quando fu utilizzato dagli anarchici italiani che combattevano nelle file repubblicane.

Da allora divenne un copricapo regolamentare in quasi tutti gli eserciti del mondo. Due figure iconiche lo hanno reso un autentico “cult” dei cappelli: Ernesto “Che” Guevara ed il leader socialista italiano Pietro Nenni. Ma torniamo ai capi d’abbigliamento mutuati dalle divise militari.

Il trench

Cosa hanno in comune l’Humprhey Bogart di “Casablanca“, il tenente Colombo, alias Peter Falk o l’ispettore Jacques Clouseau, della Pantera Rosa, interpretato mirabilmente da Peter Sellers o ancora il tenente Sheridan, interpretato da Ubaldo Lai? La risposta è scontata: un trench. Si tratta di un tipo di impermeabile, caposaldo intramontabile del guardaroba classico, maschile e femminile, da quasi un secolo.

In realtà il trecnh nasce come un cappotto da trincea creato per l’esercito inglese agli inizi del xx secolo e usato dagli ufficiali britannici e francesi durante la prima guerra mondiale. Le caratteristiche che lo rendono peculiare sono la cintura, le spalline, l’allacciatura a doppiopetto, il sottogola e la falda triangolare sovrapposta all’allacciatura che ne migliora la chiusura. È realizzato in gabardine, normalmente di color kaki, ma oggi nell’uso civile è disponibile in diversi altri colori.

Il trench coat era ottimo per ripararsi dalla pioggia ma poco poteva fare contro il freddo tanto che tutti lo indossavano sopra giacche, maglioni o gilet imbottiti. L’azienda a cui probabilmente va il titolo di inventrice di questo fortunato impermeabile è la Burberry a cui il Ministero della Guerra inglese commissionò un ricco appalto nel 1901.

La sahariana

Chiudiamo questo breve excursus su un altro capo d’abbigliamento reso iconico da innumerevoli film d’avventura ambientati nelle giungle tropicali o nelle savane dell’Africa equatoriale: la sahariana. L’indumento fu creato proprio a scopo militare, per una pratica e migliore vestibilità di chi doveva operare e combattere in zone particolarmente disagiate e torride. Furono gli italiani ad inventarla durante la riconquista della Libia negli anni ’20 del secolo scorso.

Il successo fu talmente grande che la sahariana, così chiamata per il deserto del Sahara, si diffuse tra le truppe coloniali inglesi, francesi, tedesche e spagnole. Come per tanti altri capi d’abbigliamento il passaggio all’uso di questo indumento presso i civili fu rapido e uomini e donne, la indossavano per la sua comodità nelle zone tropicali. Le case di moda si sbizzarrirono nell’ideare varianti di questa giacca la cui caratteristica principale, oltre alla leggerezza del tessuto, è quella di portare cucita alla vita una cintura di stoffa.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: