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Il Romanticismo e il rinnovamento spirituale e civile dell’uomo e dell’Europa

ll Romanticismo fu un movimento spirituale che, tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, si estese a tutti i popoli d’Europa determinando un profondo rinnovamento nelle lettere, nelle arti, nel pensiero. Molto complesso, vario e diversificato nelle diverse nazioni europee il Romanticismo nacque e si propagò soprattutto nel nord Europa.

Lo sviluppo del Romanticismo in Europa

In Germania il primo costituirsi di una scuola romantica avvenne nel 1797 con la pubblicazione della rivista “Athenaum“, in Inghilterra nel 1798 con il programma aggiunto alle “Lyrical Ballads” da Wordsworth e Coleridge, nei paesi scandinavi nel 1803 con l’incontro di Steffens e Oehlenschlanger, in Francia nel 1813 con la traduzione del Cours de Lttérature dramatique di Schlegel e l’analisi del romanticismo tedesco nell’Allemagne di Madame de Stael, in Italia nel 1816 con la “Lettera semiseria di Grisostomo” e con le discussioni provocate dalla lettera di Madame de Stael sulle traduzioni.

Affinità di esigenze intellettuali, di sensibilità e di condizioni civili e politiche estesero il Romanticismo in altri paesi europei facendo proprio “dell’Età del Romanticismo” in realtà l’era dei vari risorgimenti nazionali, delle lotte per la libertà dei popoli e per l’affrancamento dell’uomo da quanto lo schiaccia e lo umilia.

Vivere per gli ideali

L’uomo vive e lotta per gli ideali: la sua è una tensione eroica che non conosce ostacoli né difficoltà. La vita è continua negazione e rifiuto ma, malgrado tale concezione pessimistica, il Romanticismo ha tuttavia un senso attivo ed eroico appunto dell’esistenza. Perciò la vita è lotta e sacrificio, e gli ideali acquistano maggior forza e significato proprio dal sacrificio glorioso di chi, sconfitto ma non vinto, ne testimonia la validità superiore.

Pessimismo nei confronti della realtà, impeto vigoroso ed eroico, bisogno di azione e senso fremente degli ideali, amore di libertà, spirito patriottico, dedizione senza riserve a ciò che da vita al sentimento e riempie il cuore e la mente caratterizzano tutti gli aspetti di quella che si può definire vera e propria “civiltà” romantica.

Sullo sfondo di tutti i motivi poetici del Romanticismo si trova sempre la natura in cui l’uomo riflette i propri sentimenti e ritrova se stesso, sia nel tormento della passione e del dramma interiore, sia nell’anelito alla serenità e alla pace che solo nella morte eroica, titanica e in giovane età troveranno appagamento pieno ed eterno.

L’ardore per la libertà

Pur mantenendo vivo l’ardore di libertà interiore, l’uomo non riesce a rinunciare allo spirito di solidarietà: nella società, che pur lo limita, l’individuo esalta e contempla se stesso. In questo modo la libertà da astratta diventa concreta ed elargisce all’uomo la dimensione della società civile, della nazione, della patria, dell’umanità tutta.

E ancora, l’ansia di libertà e il rifiuto di ogni costrizione e limite si esprimono anche con l’anelare all’Infinito in una tensione sublime che riflette l’incommensurabilità dello spirito a cui la realtà, limitata e opaca, trasmette un senso di soffocamento e di finitezza. La contemplazione della natura, soprattutto nel silenzio e nella notte, fa sentire, all’artista in particolare e all’uomo in generale, il limite angusto e mortificante della realtà e lo invita, con il suo fascino misterioso, a lasciarsi immergere e quasi annegare nella sorgente dell’Essere e dell’Eternità.

Il rapporto uomo e natura nella civiltà romantica

Allora uomo e natura diventano, per così dire, due aspetti di una stessa dimensione spirituale, perciò nella natura l’uomo si rispecchia e si effonde confidandole dolori e ansie e ricevendone comprensione e conforto in una sorta di muto e intenso colloquio. Il dramma dell’artista e dell’uomo, dunque, e il loro slancio vitale, mortificato e inappagato, verso la libertà trovano eco e si immedesimano nella natura sconvolta e tormentata, mentre una notte dolce e serena appaga e acquieta le ansie, le nevrosi, i demoni, le fobìe, i dissidi dell’anima – psiché.

La riscoperta della Storia come base per le lotte nazionali

Infine, l’amore della libertà e della patria, la coscienza sociale e civile, l’esaltazione dell’eroismo e della gloria trovano materia di canto poetico nel clima delle lotte per l’indipendenza nazionale comune a tanti paesi europei. La poesia romantica, soprattutto, si fa così esaltatrice di una visione libertaria completa nella concretezza dell’amore per la terra d’origine, per la sua bellezza e per la sua gloria passata; rivive il passato, in primis il Medioevo, in quanto periodo storico in cui si formano le singole nazioni nel quadro generale di un’Europa come compagine eterogenea eppure comunitaria, il Medioevo con le sue leggende popolari nelle quali vibrano commossi, pur nella semplicità nativa e spontanea, ardore eroico e senso dell’onore, fierezza e malinconia del passato, avventura, amore e mistero.

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