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Vasco Pratolini: uno dei più rappresentativi esponenti del Neorealismo

Vasco Pratolini nacque a Firenze nel 1913 in una strada della città vecchia, quella “Via de’ Magazzini” dalla quale avrebbe preso il titolo una delle opere più intimamente autobiografiche e artisticamente più riuscite del suo primo periodo di attività narrativa.

Un’infanzia difficile

Di famiglia operaia, trascorse l’adolescenza in ristrettezze economiche. A cinque anni perse la madre mentre il padre era in guerra (Prima Guerra Mondiale), e quindi visse con i nonni fino all’età di dodici anni. Morto il nonno, Vasco passò, con la nonna, ad abitare in “Via del Corno“, che sarebbe stata poi la scena di uno dei suoi romanzi più felici: “Cronache di poveri amanti” del 1947.

Furono, quelli, tempi di povertà e di tristezza che rivivranno in alcune delle sue opere più riuscite, specialmente in “Cronaca familiare” anch’esso del 1947. Autodidatta, studiando tutto il tempo che il lavoro gli permetteva, Vasco Pratolini compì uno sforzo tale per cui, contratta la tubercolosi, dovette passare due anni in sanatori dell’alta Italia.

Gli esordi

Tornato a Firenze, nel 1937 entrò in contatto con l’ambiente culturale della rivista “Solaria“. Alcuni anni dopo si trasferì a Roma come impiegato al Ministero dell’ Educazione Nazionale dove, fra l’altro, si accostò agli scrittori de “La Ronda“. Nel 1941 uscì il suo primo libro “Il tappeto verde“, raccolta lirico – narrativa dei precedenti scritti più riusciti, a cui seguirono, poco dopo, altre raccolte di elzeviri apparsi su giornali: “Via de’ Magazzini” (1942) e “Le amiche” (1943).

Di due anni successivo è il primo romanzo “Il quartiere” (1945), che segna l’inizio di un nuovo e ben più profondo impegno narrativo, continuato poi da Vasco Pratolini – a Milano, a Napoli e infine a Roma – per più decenni e che ha fatto di lui uno dei più ammirati narratori del Novecento ed uno dei più rappresentativi esponenti del Neorealismo.

Un eroe del nostro tempo

Vasco Pratolini ha unito sempre, all’attività di scrittore, anche varie altre attività culturali ed artistiche specialmente nel campo della cinematografia e della radio. Molti sono stati i premi assegnati ai suoi libri e molte le loro traduzioni in lingue straniere. Nel 1949 pubblica “Un eroe del nostro tempo” il quale offre una nuova prova di Neorealismo di questo scrittore con la storia piuttosto movimentata di un ragazzo di sedici anni fascista e sfruttatore, l‘ex marò Sandrino.

Dello stesso anno è “Le ragazze di San Frediano” in cui al centro del racconto c’è una specie di don Giovanni che, atteggiandosi a divo, fa innamorare le ragazze del quartiere popolare di San Frediano a Firenze. Il ciclo di “Una storia italiana” (1955 – 1966) è formato dai romanzi “Metello“, “Lo scialo“, “Allegoria e derisione” nei quali Vasco Pratolini da un quadro esauriente della vita italiana dagli inizi del Ventesimo secolo fino alla metà degli anni Sessanta dello stesso secolo.

L’ultimo romanzo

Fra il secondo e il terzo libro di “Una storia italiana” si inserisce il romanzo “La costanza della ragione” (1963) in cui l’autore racconta la storia di un ragazzo, Bruno, orfano del padre disperso in guerra e che giunge alla maturità attraverso un succedersi di esperienze diverse sullo sfondo della Firenze del secondo dopoguerra. Vasco Pratolini muore a Roma il 12 gennaio 1991.

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