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Processo ai Rolling Stones

E’ un freddissima sera di febbraio del 1967, esattamente domenica 12, quando una ventina di poliziotti irrompono nell’abitazione di campagna di Keith Richards a Redlands, nel West Sussex. Si aspettano di trovare lui e Jagger insieme ad un gruppo di amici impegnati in un drug-party.

La spia di News of the World

La loro sicurezza deriva dalle notizie fornite dal tabloid scandalistico News of the World che ha corrotto l’autista di Richards, infiltrando nel gruppo uno spacciatore. Quando alle 17.30 di quella serata i poliziotti si presentano di fronte all’abitazione in effetti il drug party è da poco terminato. I due Stones sono ancora sotto gli effetti dell’acido e accolgono i poliziotti amichevolmente.

La perquisizione non trova granché: mozziconi di spinelli, eroina nelle tasche di Robert Fraser, il gallerista loro amico e una piccola dose di amfetamine. Saliti al piano di sopra, gli agenti sorprendono la cantante Marianne Faithfull appena uscita dal bagno che in quel trambusto si copre le nudità con la prima cosa a portata di mano, “una enorme coperta di pelliccia”.

Il processo

La perquisizione fa scattare una denuncia per possesso di anfetamine per Jagger e una per aver consentito di fumare hashish a casa propria per Richards. I due si dichiarano “non colpevoli” e vengono lasciati a piede libero. Il processo a carico dei due Stones si apre il 10 maggio 1967  di fronte alla  Chichester Crown Court nel West Sussex per rispondere dell’accusa di “uso di sostanze stupefacenti“. Dopo circa un’ora di udienza Richards viene giudicato colpevole di “avere permesso che nella sua proprietà venisse permesso di usare droga“.

La condanna

Mich Jagger viene giudicato colpevole per essere stato trovato in possesso di alcune (sembra 4) compresse di anfetamina, peraltro regolarmente acquistate in Italia. Jagger in lacrime viene ammanettato e condotto in carcere (a Brixton) da un poliziotto mentre Keith Richards viene condotto nella prigione di East Acton. Le pene detentive sono rispettivamente di 3 mesi per Jagger ed 1 anno per Richards.

Resteranno in carcere una sola notte. Liberati su cauzione, attraverso i propri legali, proporranno appello. Nel frattempo anche un terzo membro degli Stones, Brian Jones è stato accusato per uso e possesso di canapa. I loro fans manifestano pubblicamente a favore del gruppo più trasgressivo del tempo. I giornali benpensanti esultano invece per la condanna esemplare.

L’assoluzione

Inopinatamente però il direttore dell’autorevole e conservatore Times, prende sorprendentemente le parti di Jagger con un pacato ma fermo editoriale dal titolo a effetto: “Chi spezza una farfalla sulla ruota della tortura?”. Il processo d’appello ribalta la sentenza e proscioglie entrambi gli Stones.

La “vendetta”

Per sottolineare la loro vittoria e “vendicarsi” dei torti subiti, i Rolling Stones gireranno un video per la regia di Peter Whitehead in una chiesa dell’Essex, evocando i processi a Oscar Wilde (detenuto a Reading, fra l’altro, il carcere toccato a Jagger). Nel filmato, Mick recita il ruolo di Wilde, Marianne Faithfull interpreta il suo amante Bosie e Keith è il marchese di Queensberry. Con finto candore gli Stones lo propongono a Top Of The Pops. Si tratta del programma musicale più importante del Regno Unito (andato in onda dal 1964 al 2006). La BBC che era l’emittente che lo mandava in onda, però, rifiutò di mandare in onda il video degli Stones.

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