venerdì, Maggio 7

Claude Lévi-Strauss- Le strutture elementari della parentela (1949).

In uno dei testi classici più noti dell’etnologia francese, l’antropologo belga Claude Lévi-Strauss espone le sue tesi sulla proibizione dell’incesto come tratto culturale universale. Istituendo la regola dello scambio matrimoniale, segna il passaggio dell’umanità dalla natura alla cultura.

La proibizione dell’incesto come tratto culturale universale

Nessuna analisi reale permette di cogliere il punto di passaggio tra fatti di natura e fatti di cultura e di riconoscere il loro meccanismo. Ma ovunque si manifesti la regola, sappiamo con certezza di trovarci sul piano della cultura. Egli sostiene come la proibizione dell’incesto sancisce il passaggio dell’uomo dalla natura alla cultura

L’incesto è un divieto universale, proprio quindi di tutte le culture; a variare sono, tra una cultura e l’altra, solamente le categorie di parenti con i quali non è possibile contrarre un matrimonio. Le ragioni per cui una serie di individui non possono unirsi in matrimonio tra loro non sono legate. Come sostenevano vari predecessori di Lévi-Strauss, non si legano a motivazioni di ordine religioso, biologico o psicologico. Si legano al fatto che vietare l’incesto è alla base della possibilità di fondare lo scambio e la comunicazione con altri gruppi

Esogamia

Il matrimonio, secondo Lévi-Strauss, è uno scambio che gli uomini di un gruppo fanno con gli uomini di un altro gruppo. Questo scambio avviene “cedendo” reciprocamente le donne dei rispettivi gruppi. La proibizione dell’incesto è dunque strettamente connessa all’esogamia e alla definizione del matrimonio come scambio e comunicazione.  

Reciprocità

Egli individuò alla base delle strutture di parentelala reciprocità, il cui principio era già stato analizzato nel celebre saggio di Marcell Mauss sul dono. Per Lévi-Strauss, la reciprocità è un fondamento inconscio del pensiero umano, presente quindi in tutti gli uomini, al di là della loro provenienza.

Atomo di parentela

Egli esaminò alcuni tipi di parentela e ne individuò la struttura base nell‘atomo di parentela. Questo è un sistema di relazioni tra quattro individui: il padre, la madre, il figlio, il fratello o il padre della madre. Da questa struttura egli ricavò anche una sorta di standard nei comportamenti delle quattro figure.  

Lèvi-Strauss è consapevole del fatto che seguendo una rigida distinzione tra i due sistemi non è possibile trovare sistemi di parentela che siano assolutamente elementari. Lèvi-Strauss elaborò la teoria del matrimonio dei cugini incrociati in cui gli individui di sesso maschile e femminile  appartenenti a due metà di un medesimo villaggio si sposano tra di loro dando origine da una intensa rete di scambi.

Mentre nelle strutture elementari esiste una possibilità di scelta, nelle strutture complesse no. La regola stabilisce in modo rigido che non si possono sposare individui appartenenti allo stesso gruppo biologico. Tuttavia non è possibile nella pratica fare una netta contrapposizione tra i due sistemi. Esistono delle forme da lui definite ibride ed equivoche o perché i privilegi economici permettono di effettuare una scelta secondaria all’interno della categoria obbligatoria.

L’esigenza di esaminare i sistemi di parentela è legata all’esigenza di superare i limiti metodologici della sociologia comparativa. Lèvi-Strauss ne è consapevole al punto da dire che i limiti della sociologia comparativa sono:

  • il fatto di isolare gli elementi dalla totalità privandoli di significato;
  • di prendere in considerazione solo una parte di un determinato elemento. 

Analisi strutturale del linguaggio

Secondo Lévi-Strauss impariamo a esprimerci con le parole non attraverso un meccanismo di memorizzazione di un elenco chiuso di espressioni ma grazie a un processo che ci permette di sottoporre la materia prima del linguaggio  ad una trasformazione da cui si originano un numero illimitato di espressioni che hanno un significato compiuto.

Il processo da cui si origina linguaggio va al di là dell’esperienza dell’individuo. Esso è una forma  a priori, è una sorta di principio di tutti i linguaggi possibili, già presente nell’intelletto umano. È proprio questo principio regolatore che a livello inconscio permette di creare non solo nuove espressioni e nuovi termini ma anche di apprendere lingue diverse. 

Lévi-Strauss tratta i rapporti sociali come un linguaggio costituito da simboli. Questo linguaggio è un sistema di comunicazione che si manifesta attraverso gli aspetti verbali e attraverso gli elementi empirici che costituiscono l’esperienza umana come possono essere ad esempio gli animali e le piante.

Ciascun settore dell’esperienza umana si presenta con delle categorie il cui significato non è immediatamente rilevabile. Invece, decodificate, si mostrano come basate sugli stessi principi regolatori da cui si origina il linguaggio.

L’influenza di Lévi-Strauss

Il metodo strutturalista venne applicato per studiare i sistemi elementari di parentela partendo dalla spiegazione del tabù dell’incesto. Questo avrebbe un’origine culturale e non biologica e si basa sull’idea che la proibizione di sposare donne consanguinee nasce dall’esigenza di comunicare con gruppi umani più vasti intessendo relazioni che sarebbe impossibile avere in un gruppo chiuso.

L’impostazione seguita da Lévi-Strauss ha cambiato profondamente la mentalità di tutti gli ambiti di ricerca che, dallo strutturalismo in poi,  non possono più prescindere dalle conclusioni a cui egli pervenne.

Non bisogna dimenticare che l’influenza di Lévi-Strauss è stata così profonda e incisiva  su tutte le scienze umane che  qualsiasi studio sull’alterità deve fare i conti con i punti fermi della linguistica strutturalista quando si tratta di analizzare il complesso dei linguaggi verbali e non verbali tipici di ogni sistema di comunicazione. 

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