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Il cavallo medioevale

Il cavallo in tutto quel lungo periodo che convenzionalmente definiamo Medioevo ebbe un’importanza fondamentale. Essenziale nel trasporto di cose e persone, questo animale renderà più facile e veloce il lavoro in agricoltura prendendo il posto del più lento bue.

Probabilmente però è in campo militare che il cavallo raggiungerà il massimo livello di importanza. In relazione allo sviluppo della cavalleria come arma fondamentale degli eserciti medievali, il cavallo tradizionale era inadatto a sopportare il peso del cavaliere completamente armato e lo sforzo del combattimento d’urto. Per questo fu necessario orientarsi verso specifiche razze ed adottare addestramenti particolari.

Con il passare del tempo il cavallo si distinse in base al tipo di utilizzo a cui era destinato in quattro categorie principali: il destriero, il corsiero, il palafreno, il ronzino e il somiero.

Il destriero

Era il cavallo da combattimento per eccellenza, robusto per sopportare il peso del cavaliere in armatura e per caricare più volte durante una battaglia. Si trattava di animali opportunamente addestrati che non temevano le mischie, le urla, l’odore del sangue. Non conosciamo esattamente le sue dimensioni ma possiamo attendibilmente paragonarlo alle attuali razze Murgese, Frisone, Andaluso, Shire.

Questi cavalli da guerra a seconda dell’epoca venivano bardati con la semplice sella e sottosella (X-XI sec.), oppure con gualdrappa imbottita (fine XII sec. circa ), alle cotte di maglia e gualdrappa (XIII- XIV sec. circa), fino alle piastre complete (XV-XVI circa in poi). 

Il corsiero

Questo cavallo veniva utilizzato prevalentemente nei tornei per la sua mole comunque considerevole ma molto più veloce del destriero, il tipo di muscolatura era comunque sviluppata per un lavoro di sforzo prolungato, ma la minore massa rendeva questo cavallo adatto a impatti considerevoli durante i tornei. Le razze dovevano essere le stesse dei destrieri, differenziandosi per un addestramento specifico.

In caso di necessità quest’animale poteva tranquillamente essere impiegato in guerra, forse come cavalleria non pesantemente armata ma leggermente più leggera, o in caso di mancanza del destriero da guerra pesante.
Il cavallo era costoso per quell’epoca e quindi solo i nobili avevano la possibilità di averne uno o due per i più facoltosi, le bardature a protezione dell’animale, venivano fate su misura (cotte di maglia o piastre di ferro) e avevano un costo elevato, pertanto sono pochi i signori che sceglievano di acquistare queste armature per il loro destriero. 

Il palafreno

Robusto ma di più piccola corporatura questo cavallo veniva utilizzato dai signori essenzialmente per i viaggi. Il palafreno era in grado di percorrere lunghi viaggi con un peso moderato in groppa, veloci nel trotto, si impiegavano anche durante lo sport più noto nel medioevo, cioè la caccia. Grazie alla sua agilità e velocità consentiva di seguire una preda in battute di caccia anche contro animali più possenti come il cinghiale.

Il ronzino e il somiere

Questi cavalli “meno pregiati” servivano essenzialmente per trasportare gli scudieri al seguito del proprio signore, oppure merci e vettovaglie necessarie all’esercito in marcia. Erano anche utilizzati ampiamente nei lavori agricoli. Poco costosi, rispetto agli altri, erano certamente i cavalli più diffusi ed “abbordabili” del Medioevo. Il costo di un ronzino o di un somiere era quasi equivalente al costo di una mucca.

Il costo dei cavalli

Tutt’altra cosa era acquistare un cavallo da guerra. Soltanto i nobili potevano permettersi per il loro acquisto fino a 50 sterline di costo nel XII secolo o 80 nel XIII. L’equivalente di una dozzina di mucche. Per avere un’idea dell’entità del costo un operaio o un contadino potevano guadagnare intorno alle 2 sterline l’anno. Per comprare un cavallo da guerra nel XIII secolo occorreva quindi “risparmiare” per 40 anni, peggio che comprare una Ferrari oggi.

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