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Aiuto! Arriva il polline…

L’arrivo della primavera è tradizionalmente il periodo dell’anno che segna la ricomparsa dei sintomi delle riniti allergiche. La stagione del polline però è sempre più anticipata rispetto al canonico periodo per effetto dei cambiamenti climatici che, con l’aumento delle temperature e della concentrazione di CO2 nell’aria, influisce sul rilascio dei pollini da parte di piante e alberi.

Prevedere l’intensità della stagione delle allergie

Per coloro che soffrono di queste fastidiose allergie e che molto spesso devono iniziare profilassi a basi di specifici antistaminici sarebbe molto utile poter prevedere l’intensità della stagione, in modo da potersi preparare in modo ottimale ad un periodo dell’anno per loro molto problematico.

Adesso uno studio pubblicato recentemente su Science basato su due diversi modelli di previsione sarebbe in grado di stimare con sufficiente attendibilità come potrebbe cambiare la stagione delle allergie nei prossimi anni in Europa. Ma cos’è la rinite allergica?

La rinite allergica

La rinite allergica è una manifestazione allergica che colpisce le prime vie aereenasogola, ma anche gli occhi, provocando sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, quali lacrimazione, starnuti, prurito al naso e agli occhi, naso che cola, congestione delle mucose nasali, difficoltà a respirare e in alcuni casi un senso di oppressione al torace. L’inalazione di pollini è una delle cause più frequenti di rinite allergica, insieme all’esposizione a peli di animalispore di funghi, acari della polvere. Solitamente si sviluppa in età infantile o durante l’adolescenza e ha un andamento stagionale, legato in particolare alla diffusione dei pollini nell’aria.

Una reazione eccessiva del sistema immunitario

Si tratta di una reazione con allergeni presenti nell’ambiente che scatenano una risposta eccessiva del sistema immunitario. Questa reazione produce anticorpi e innesca il rilascio di istamina, una sostanza che ha un effetto irritativo, nel caso della rinite allergica, sulla mucosa nasale e sulle vie aeree in generale. È nota una componente ereditaria e familiare della rinite allergica, per cui se un genitore soffre di questa condizione è più probabile che ne soffrano anche i figli.

La gestione dei sintomi della rinite allergica è impegnativa e necessita di un intervento tempestivo. Prevedere la gravità della stagione pollinica delle graminacee sulla base di modelli statistici e meccanicistici costituirebbe un grande passo avanti per coloro che soffrono di queste allergie. I risultati dello studio suggeriscono che la gravità annuale è in gran parte regolata dalle condizioni meteorologiche pre-stagionali.

Il rischio futuro

Lo studio suggerisce che l’intensità delle allergie potrebbe aumentare considerevolmente a causa dei cambiamenti climatici, arrivando a toccare quota +60% se la quantità di CO2 nell’atmosfera arrivasse a 800 parti per milione (ora siamo a oltre 400 ppm).

Con il passare del tempo la stagione delle allergie è destinata ad allungarsi per effetto dei cambiamenti climatici. Ed anche se le campagne in atto per contenere e ridurre la presenza di CO2 nell’atmosfera dovessero avere un buon successo sarà inevitabile una certa recrudescenza delle allergie primaverili che rischieranno di non essere più confinate esclusivamente a questa stagione dell’anno.

Per lo studio completo clicca QUI

Fonte:

alcune voci di Wikipedia

focus.it

 

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