venerdì, Maggio 7

Marte: ecco perché ne siamo così affascinati

Marte ci ha da sempre affascinati, fonte inesauribile di ispirazione per molti libri e film di fantascienza. Inoltre, è oggetto di esplorazione robotica fin dagli anni ’60.

Tre veicoli spaziali, lo scorso febbraio, sono arrivati su Marte con l’obiettivo di cercare di comprendere il nostro vicino planetario, così da svelarne i segreti del suo passato e prepararsi alla futura esplorazione.

Le tre missioni, che sono rispettivamente la Tianwen-1, della Cina, la Hope Probe, degli Emirati Arabi Uniti e il rover Perseverance della NASA, hanno sfruttato l’allineamento tra Marte e la Terra. Questo evento, che si verifica ogni 26 mesi e avviene quando i due pianeti sono dalla stessa parte del Sole, ha consentito di affrontare dei viaggi più rapidi ed efficienti.

Marte: le ultime missioni

La sonda Hope, rimarrà in orbita per un anno marziano, un periodo equivalente a 687 giorni sulla Terra. Questa avrà come scopo quello di raccogliere dati sull’atmosfera di Marte.

La Tianwen-1, il cui nome significa letteralmente “ricerca della verità celeste”, si trova in orbita attorno al pianeta. Successivamente il progetto prevede di far atterrare un rover sulla superficie marziana. La missione avrà l’obiettivo di trovare informazioni importanti sul suolo marziano, sulla struttura geologica, sull’ambiente, sull’atmosfera e sui segni lasciati dall’acqua in passato sul pianeta.

Il rover Perseverance, invece, è alla ricerca di segni di vita antica su Marte. Questo dovrà raccogliere campioni della superficie di Marte, materiale che poi successivamente verrà portato sulla Terra. Il rover è in grado di condividere ciò che vede e sente attraverso le sue 23 telecamere e i due microfoni.

Per poter comprendere gli aspetti del passato di Marte, il suo clima, l’acqua, la geologia e i sistemi di vita, occorrerà molto tempo e differenti capacità, verranno esplorati aspetti differente del pianeta, così da svelarne la vera storia.

Marte: i suoi intrighi

Marte, nonostante sia posizionato a milioni di miglia di distanza, di tanto in tanto è visibile nel nostro cielo notturno. È molto facile riuscire ad immaginare gli orbiter che volteggiano intorno al pianeta e i rover che lasciano le tracce delle ruote nella terra rossa.

Il passo successivo sarà quello di riuscire a far arrivare gli umani sulla superficie di Marte, così da vedere con i propri occhi quella che è stata una realtà solo per gli esploratori robotici, e lasciarne le impronte come sulla Luna.

La NASA ha cominciato ad inviare missioni per esplorare Marte dal 1965, condividendo con l’umanità le immagini e le conoscenze acquisite sul pianeta rosso. Marte è il secondo luogo più accessibile nel nostro sistema solare per inviare missioni oltre alla Luna.

Marte: una storia misteriosa

Marte possiede una storia molto misteriosa. Infatti, molto tempo fa doveva essere molto simile alla Terra. Questa condizione lo rende un ottimo candidato per ricercare un’antica vita. Marte potrebbe fornire molte informazioni importanti sul sistema solare.

Steve Jurczyk, amministratore della NASA, ha spiegato che: Marte è il pianeta più simile alla Terra nel nostro sistema solare. Questo è davvero intrigante, perché studiando la storia geologica e climatica del pianeta e cosa gli è accaduto, possiamo anche comprendere come si è evoluta la Terra e cosa potrebbe accadere in futuro”.

I robot che adesso stanno esplorando Marte stanno mettendo le basi per le future missioni umane. Gli scienziati, per molto tempo, hanno creduto che Marte fosse un luogo arido, freddo e desolato. È stato grazie agli orbiter e ai rover che si è potuto sapere che Marte fosse stato in realtà un pianeta caldo e umido miliardi di anni fa.

La NASA e l’esplorazione di Marte

La NASA, nel 1994, ha avviato il Mars Exploration Program, con lo scopo di esplorare il pianeta rosso, per comprenderne la formazione e l’evoluzione e se in passato ha ospitato la vita. Gli scienziati, inoltre, sono molto interessati a Marte per avviare l’esplorazione umana.

Il programma Artemis, della NASA, avrà come obiettivo quello di far atterrare la prima donna e il prossimo uomo al polo sud lunare entro il 2024. La Luna verrà utilizzata come terreno di prova per strategie e tecnologie, prima di intraprendere il viaggio verso Marte.

Il rover Sojourner, che presentava delle dimensioni ridotte atterrato su Marte nel 1997, è stata una vera e propria dimostrazione tecnologica. La sua missione ha permesso alla NASA di progettare dei rover molto più grandi, come Curiosity e Perseverance. Ingenuity, invece, è il primo velivolo ad essere mandato su Marte, in grado di sorvolare terreni pericolosi e inaccessibili ai rover.

Robin Murphy in un recente articolo di Focus per la rivista Science Robotics, ha dichiarato che: “Sia nella fantascienza che nel mondo reale, il futuro appartiene ai robot e agli esseri umani che lavorano insieme, ciascuno contribuendo con le proprie capacità uniche in modi davvero ingegnosi nell’esplorazione dell’universo”.

Riuscire a portare Marte sulla Terra

Il rover Perseverance sta esplorando il cratere Jezero, il sito di un antico lago e delta del fiume, un luogo che esisteva 3,9 miliardi di anni fa, periodo in cui Marte era ancora potenzialmente abitabile per la vita. Il rover è alla ricerca di prove di microfossili. Inoltre, ha come obiettivo quello di raccogliere campioni del cratere, e del delta del fiume, con la speranza di trovare tracce di una vita passata.

Il rover Perseverance fornirà i primi campioni di Marte mai tornati sulla Terra, con un percorso piuttosto complicato. Infatti, la missione Mars Sample Return prevede la collaborazione della NASA con l‘Agenzia spaziale europea.

Neil Jacobstein, in un recente articolo di Focus per Science Robotics, ha spiegato che: “Il rover Perseverance, grazie ai suoi strumenti, ha una reale possibilità di rilevare segni di vita su Marte. Se il Perseverance riuscirà a rilevare la vita, o microfossili, e se tale scoperta venisse poi verificata da missioni successive, questo potrà totalmente mutare la nostra comprensione dell’universo”.

Neil Jacobstein, conclude affermando che: “Tutti coloro che ritengono che la Terra sia l’unica culla della vita dovranno modificare i loro orizzonti. Quelli che invece pensano che la vita possa essere onnipresente nell’universo avranno un nuovo inizio. I robot, in ogni caso, avranno dimostrato di essere una componente centrale e duratura dell’esplorazione spaziale”.

Fonte:

https://edition.cnn.com/2021/04/15/world/mars-exploration-humankind-scn/index.html

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