• 10 Aprile 2021 22:29

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

La vespa smeraldo, l’Alien del mondo animale

Il suo nome scientifico è Ampulex compressa, più comunemente conosciuta come vespa smeraldo per via di una colorazione intensa che somiglia alla nota pietra preziosa. Una delle caratteristiche più interessanti (e spaventose) di questo insetto è la sua capacità di trasformare le prede in una sorta di “zombie” impotente e remissivo.

Uno strano meccanismo riproduttivo

Ogni femmina di vespa smeraldo ha una missione: per riprodursi ha la necessità di trovare un ospite di cui possa nutrirsi il “cucciolo“. Come molte specie parassitoidi, ha di fatto una sola preda idonea per questa missione: lo scarafaggio Periplaneta americana, più comunemente detta blatta americana.

Una strategia d’attacco sofisticata

La strategia di attacco della vespa smeraldo è straordinaria. Tutto inizia quando una femmina di Ampulex compressa individua una blatta americana. Per paralizzare l’ospite lo punge direttamente in una parte del sistema nervoso centrale, detto primo ganglio toracico. Questa struttura contiene i motoneuroni che controllano le zampe anteriori dello scarafaggio.

Con questo primo colpo la vespa impedisce alla blatta di difendere la testa dalla puntura successiva che attraverso le pieghe morbide della gola fa giungere la tossina fino al cervello della vittima. Con questa seconda puntura la blatta si trasforma in uno “zombie” docile e sottomesso.

Il veleno iniettato con la puntura che raggiunge il cervello contiene dopamina che porta lo scarafaggio a pulirsi continuamente le antenne e le zampe, invece di fuggire. Nel frattempo la vespa smeraldo va alla ricerca di una cripta dove seppellire lo sventurato scarafaggio come fosse una sorta di uovo. Appena trovato il rifugio adatto la scena successiva fa concorrenza agli horror più splatter della storia del cinema.

L’Alien del mondo animale

Torna dallo scarafaggio e tronca entrambe le antenne della preda, lasciandogli soltanto dei moncherini sanguinanti. A questo punto usa i moncherini come cannucce per bere il sangue della blatta americana. Dopo essersi saziata la vespa afferra uno dei moncherini dello scarafaggio ed a mo’ di guinzaglio trascina l’inebetita preda nella cripta prescelta.

A questo punto attacca un solo uovo in una delle zampe medie della blatta. Quindi esce dal rifugio, lo sigilla utilizzando dei detriti. A questo punto si può immaginare che il più sia stato fatto. Dall’uovo la piccola larva, attraverso la cuticola della blatta entra dentro il corpo dello scarafaggio ed inizia a nutrirsi dall’interno, un po’ come fa la creatura xenomorfa nella saga di Alien.

Una questione di millimetri

In realtà una larva di vespa si muove molto lentamente ed è in grado di nutrirsi soltanto da una certa membrana morbida dello scarafaggio. Se manca il bersaglio anche soltanto di un millimetro muore e la blatta si riprende dall’azione paralizzante delle tossine in circa una settimana. Per ovviare a questo drammatico insuccesso la vespa smeraldo esamina con estrema attenzione il posto adatto della zampa dello scarafaggio dove depositare l’uovo.

Si tratta di un punto delle articolazioni dove l’esoscheletro dell’insetto è meno duro. Per individuare il punto giusto le vespe si servono di minuscoli peli che crescono sotto il loro addome e che utilizzano come sensori per individuare il “posto giusto” dove posizionare l’uovo. Ma c’è di più. Prima di posizionare l’uovo la vespa smeraldo esegue tre punture nella zona centrale del corpo dello scarafaggio, in una zona della sua corazza detta basisterno.

L’attacco al secondo ganglio toracico

Queste punture sono dirette al secondo ganglio toracico della blatta e più esattamente al lato del ganglio che controlla la zampa dove poi sarà attaccato l’uovo. La tossina induce la zampa a distendersi durante l’operazione di insediamento dell’uovo. In questo modo la vespa riesce con i suoi peli-sensori ad esplorare meglio la zona ed individuare con incredibile esattezza il punto perfetto per l’uovo. Da li poi la larva sarà in grado di penetrare nel corpo dello scarafaggio-zombie.

Un esito non sempre scontato

Questa sofisticata strategia di attacco sembra invincibile. In realtà ci sono scarafaggi che non si fanno sorprendere dagli attacchi delle vespe smeraldo. Quando percepiscono l’arrivo di una minaccia, si fermano e si preparano a vendere cara la pelle. Si ergono in tutta la loro altezza distendendo le lunghe zampe coperte di aculei.

Questa postura lo rende un obiettivo più distante e difficile. Con le zampe aculeate protese contro l’aggressore rende la vita di quest’ultimo più difficile. Si disegna così uno strano balletto tra la blatta e la vespa, che si studiano disegnando un cerchio, tra avanzate e prudenti ritirate. Ogni tanto la blatta sferra dei potenti calci con le zampe posteriori centrando la testa della vespa e scaraventandola lontano.

La vespa di solito, almeno dopo il primo calcio ben assestato, non si scoraggia e torna all’attacco. Al secondo o terzo centro però di solito la vespa smeraldo batte in ritirata. In questi casi, la coriacea blatta americana ha la meglio sull’Alien del mondo animale.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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