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Il mondo di Isidoro

Una delle figure più importanti per la Chiesa cattolica e la cultura in generale dell’Alto Medioevo è stato Isidoro, arcivescovo di Siviglia (560-636), città da cui prese il nome. Vissuto sotto la dominazione visigota, perse presto i genitori Severiano e Turtura e fu cresciuto dal fratello Leandro, che intorno all’anno 600 avrebbe avvicendato sul soglio dell’arcidiocesi.

Isidoro, l’intellettuale

Durante il periodo in cui fu vescovo di Siviglia (600-636), Isidoro ebbe un ruolo chiave in una serie di concili che miravano alla formalizzazione dei principi della fede e dell’insegnamento cristiani. Fra la moltitudine di opere scritte da questo colto dotto medievale (si occupò fra l’altro di storia, grammatica, retorica etc.) spiccano due testi enciclopedici che ebbero un ruolo decisivo su tutta la geografia cristiana.

Il primo, scritto tra il 612 e il 615 dell’era volgare, fin dal titolo, De natura rerum, tradisce l’ambizione di spiegare tutti i fenomeni della natura e del cosmo, ovviamente visti sotto lo speciale angolo visuale della fede cristiana. Allo stesso tempo le sue Etymologiarum sive originum libri XX (622-633), le Etimologie (o Origini), fondevano conoscenza classica e biblica sostenendo che la chiave di tutta la conoscenza è il linguaggio.

La geografia di Isidoro

La geografia descritta da Isidoro parte dall’Asia, con il luogo in cui si trova il paradiso, prima di spostarsi verso occidente attraverso Europa e Africa e, sotto l’influsso delle mappe zonali classiche, citando una quarta parte dell’orbe terracqueo, “che ci è sconosciuta a causa dell’enorme calore del sole”.

Isidoro mescola sapientemente argomentazioni classiche e bibliche per avvalorare la sua concezione del mondo. Per Isidoro tutti i fenomeni naturali rispecchiano la creazione divina. Le prime copie manoscritte dei libri di Isidoro contengono mappe T-O, spesso poco più che semplici diagrammi che mostrano la tripartizione del mondo; ma a partire dal X secolo le mappe che illustrano le sue opere cominciano a essere più complesse: ne sono state create oltre seicento, e molte hanno Gerusalemme al centro.

Le mappe T-O

Le mappe T-O sono delle rappresentazioni geografiche tipiche dell’Alto Medioevo dove il mar Mediterraneo  a forma di T divide i tre continenti Asia, Africa ed Europa tutti circondati da un grande oceano, la O. Questo tipo di rappresentazione del mondo ha alimentato la credenza errata, che la gente nel Medioevo pensasse che la Terra fosse piatta. In realtà la sfericità della Terra era già ben conosciuta fin dai tempi dell’antichità.

Il mondo di Isidoro influenzò per secoli la geografia cristiana, anche grazie alle successive elaborazioni grafiche postume basate sulle sue opere enciclopediche.

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Fonti:

Alcune voci di Wikipedia

La storia del mondo in dodici mappe, di J. Bottom

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