Il 25 settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno sottoscritto – con l’approvazione dell’Assemblea Generale – un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Cos’è quindi il programma d’Agenda 2030?

Il programma d’Agenda a partire dalla nascita dell’ONU

Per rispondere a questa domanda, torniamo un attimo alle origini: alla nascita dell’ONU.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU, è un ente intergovernativo a carattere mondiale nato tra l’Aprile e il Giugno del 1945 con la fine della Seconda Guerra mondiale.

Le esigenze di questo organismo sono espresse nel Preambolo, per cui è importante ‹‹ salvare le future generazioni dal flagello della guerra […]; riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo […], nella eguaglianza nei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole […]. Promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà, e per tali fini praticare la tolleranza e vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato. Unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale; assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune; impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli […] ›› (Banti A.M., “L’età contemporanea. Dalla Grande guerra a oggi).

L’Organizzazione sostituisce l’ente sovranazionale “Società delle Nazioni” – promosso dal presidente americano Woodrow Wilson e costituito nel 1920 – ed è oggi pienamente in funzione.

Il progetto di Sviluppo Sostenibile

Compresa la ‘natura’ dell’ONU, passiamo ora al programma d’Agenda 2030!

Il piano d’azione intende realizzare una forma di “sviluppo sostenibile”: l’obiettivo dei rappresentanti dei membri ONU è di ridimensionare l’attività umana per ‹‹ affrontare i grandi problemi ambientali del mondo e la scarsità di risorse ››.

Si vorrebbe passare dal modello di sviluppo tradizionale, che vede la natura come ‹‹ luogo da modificare o sfruttare per migliorare la vita degli uomini ››, in chiave puramente economica, ad uno sostenibile, detto anche “delle tre E”: Economics, Environment, Equity (Economia, Ambiente, Equità).

Inclusione globale nel progetto sostenibile

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile ‹‹ hanno validità globale: riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura. Tutti i Paesi sono chiamati a impegnarsi per definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati, comunicando i risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’ONU ››.

Potrebbe essere altrimenti?

La società di oggi è globale: le interdipendenze economiche, politiche e sociali avvicinano simultaneamente le comunità e le culture più disparate ed apparentemente distanti sul suolo terreste.

L’affermazione di questo tipo di società implica l’assimilazione di un modello di sviluppo predefinito per tutte le aree geografiche: da nord a sud, dal “lontano ovest all’estremo oriente”.

Il modello tradizionale di sfruttamento di risorse ha modificato gli assetti sociali e la qualità di vita di ogni comunità culturale, così come dell’ambiente, spesso danneggiandole enormemente: ecco il perchè dell’Agenda 2030.

Com’è strutturata l’Agenda 2030?

L’Agenda è costituita da ‹‹ 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inseriti in un programma d’azione più vasto composto da 169 traguardi (target), ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale ›› .

‹‹ I 17 punti fanno riferimento ad un insieme di questioni importanti per lo sviluppo che mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l‘ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani, con la necessità di adottare un approccio integrato, e misure concrete ›› .

Ecco i 17 goals:

1. Sconfiggere la povertà  / 2. Sconfiggere la fame  / 3. Salute e benessere  / 4. Istruzione di qualità  / 5. Parità di genere  / 6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari  / 7.  Energia pulita e accessibile  /  8. Lavoro dignitoso e crescita economica  / 9. Imprese, innovazione e infrastrutture  / 10. Ridurre le disuguaglianze  / 11. Città e comunità sostenibili  / 12. Consumo e produzione responsabili  / 13. Lotta contro il cambiamento climatico  / 14. Vita sott’acqua  / 15. Vita sulla Terra  / 16. Pace, giustizia e istituzioni solide  / 17.  Partnership per gli obiettivi  (1/2 – 2/2).

Fonte: https://www.ecoage.it/sviluppo-sostenibile.htm

Fonte: https://www.agenziacoesione.gov.it/comunicazione/agenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile/

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