venerdì, Maggio 7

La morte, ospite improvviso e indesiderato. “The Garden Party” di Katherine Mansfield

Scriveva Katherine Mansfield nel 1920: << La mia carriera letteraria iniziò in Nuova Zelanda, scrivevo racconti brevi. A nove anni pubblicai il mio primo tentativo >>.E’, infatti, in Nuova Zelanda, dove Katherine Mansfield era nata nel 1888, che venne pubblicato sulla rivista “The New Age” il suo primo racconto breve dal titolo “Enna Black“.

L’opera prima

Ma l’entrata ufficiale nel mondo delle lettere avviene soltanto molti anni dopo a Londra quando pubblicò, nel 1911, la sua prima raccolta di racconti “In a German Pension”. Quest’opera richiamò su di lei non solo l’attenzione dei lettori ma anche quella di un illustre critico letterario dell’epoca, John Middleton Murry che, quattro anni dopo, divenne suo marito.

Il capolavoro

Solo nel 1921, però, fu dato alle stampe il suo secondo volume di racconti “Bliss and Other Stories” subito seguito, nel 1922, da “The Garden Party“, ultima opera ad essere pubblicata prima della sua morte prematura. Nel 1917, infatti, Katherine Mansfield aveva contratto la tubercolosi. E’ nel volume di racconti “The Garden Party” che ella affronta, con una certa lucidità e consapevolezza, il tema della morte.

Il tema della morte

La morte compare spesso in “The Garden Party“, quasi come una sorta di ospite indesiderato che arriva all’improvviso durante una festa, forse quale preludio inconscio della fine della scrittrice ormai prossima? Katherine Mansfield per descrivere i suoi personaggi penetra “dentro di loro” ed essi, rivelati dai loro stessi pensieri, dai loro gesti e dalle loro emozioni diventano creature esistenti, reali, ricche di umanità.

Non vengono, invece, mai descritti fisicamente. In tutti i personaggi delle opere di Katherine Mansfiel, e non solo in quelli di “The Garden Party“, come nelle loro storie, vi è sempre però l’eco, seppure piuttosto lontana, della vita e delle esperienze della loro autrice, e non è un caso che la scrittrice neozelandese basi i suoi racconti su esperienze vissute innanzitutto da lei in prima persona.

Nel racconto “Alla baia” – sempre in riferimento alla raccolta “The Garden Party” – il microcosmo in cui vive la famiglia Burnell diventa quasi il simbolo dell’intera umanità vista nella routine banale di una giornata qualsiasi. Emblematico è anche il racconto “Il signor e la signora Colomba“, in cui le due colombe non sono soltanto la copia animale del timido Reggie e della romantica Anne, ma diventano il simbolo dell’intera umanità che continua a girare in tondo e a rincorrersi senza cambiare mai.

Katherine Mansfield  muore nel 1924, a soli trentaquattro anni. Quando morì aveva appena pubblicato tre raccolte di racconti, il resto fu pubblicato postumo ad opera dell’ ex marito (i due, intanto, si erano separati legalmente) John Middleton Murry.

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