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La preparazione dell’offensiva della Somme

Per la prima volta dall’inizio del conflitto, in quell’estate del 1916, gli inglesi avevano la responsabilità di gestire una grande offensiva. L’operazione della Somme mise a dura prova la capacità logistica del BEF, il Corpo di Spedizione britannico in Francia.

Centinaia di migliaia di uomini e cavalli dovettero essere portati al fronte, insieme a milioni di proiettili, milioni di tonnellate di cibo ed equipaggiamenti; si dovettero migliorare le infrastrutture stradali e ferroviarie, predisporre le postazioni d’artiglieria nascoste, scavare le trincee di raccolta e i tunnel e minare una lunga fascia di terreno.

Tutto questo cercando di mantenere un minimo di segretezza di fronte al nemico. Gli inglesi dovevano risolvere due grossi problemi. Per la prima volta si sarebbero trovati ad attaccare su un fronte ampio, dall’altro la penuria di armi e munizioni, che non consentiva un bombardamento “a uragano” nello stile di Neuve Chapelle su un fronte di tale estensione.

Come se non bastasse anche i tedeschi avevano appreso importanti lezioni dalle precedenti battaglie. Il fronte era difeso da tre linee di trincee con bunker ed un reticolo di trincee di collegamento. Le trincee poi, in base alle esperienze passate, erano profonde almeno 5 o 6 metri, che rappresentavano la profondità ottimale per proteggere le truppe dai proiettili più devastanti dell’artiglieria inglese.

Bunker, posti di comando e punti di osservazione erano poi stati rafforzati con il cemento e villaggi e fattorie venivano incorporate, adeguatamente fortificati, nelle linee difensive. Il sistema difensivo tedesco dipendeva in modo significativo dalle sentinelle avanzate che dovevano dare il tempo di schierare le mitragliatrici ricoverate nei rifugi per proteggerle dai bombardamenti.

La seconda linea di difesa tedesca non si doveva limitare a tenere il fronte ma dotata di reparti speciali di granatieri doveva intervenire per richiudere eventuali brecce che si fossero verificate in prima linea. Le riserve vere e proprie invece erano dislocate nella terza linea di difesa pronte ad essere lanciate al contrattacco.

L’artiglieria era poi ben protetta e pronta ad intervenire con bombardamenti mirati grazie ad un semplice sistema di griglie sulla mappa. Insomma i britannici si sarebbero trovati di fronte un sistema fisico e tattico di difesa di tutto rispetto.

Per scardinarlo contavano su un fuoco concentrato di artiglieria tale da creare un effetto devastante. Nel complesso disponevano di 1010 cannoni da campo e obici, 182 cannoni medi e pesanti e 245 obici medi e pesanti, con ulteriori 100 cannoni francesi pronti ad assisterli sul fianco destro. Questa potenza di fuoco sarebbe potuta andare benissimo per una battaglia come quella di Neuve Chapelle, ma sul fronte della Somme corrispondeva ad un cannone ogni ogni venti metri di fronte e a un pezzo di artiglieria pesante ogni ottantacinque metri.

Alcune divisioni pensarono di ovviare a questa rarefazione dell’artiglieria con il cosiddetto creeping barrage ovvero fuoco mobile di sbarramento. Si trattava di un bombardamento che partiva dalla terra di nessuno per poi avanzare verso la prima linea di difesa nemica. Questo tipo di bombardamento necessitava però di grande competenza e precisione da parte degli ufficiali, qualità che l’artiglieria inglese possedeva non in grande misura.

Il piano d’attacco poi era semplice e per niente innovativo: si sarebbe trattato di attacchi ad ondate successive che avrebbero dovuto sfondare con facilità il fronte nemico. L’innovazione in quell’estate del 1916 riguarderà il ruolo dell’aviazione, ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

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