L’era dei gruppi rock femminili

Tra il 1961 e il 1966 furoreggiarono tra i giovani ed i giovanissimi una serie di gruppi pop e rock tutti al femminile. I più importanti furono partoriti dal genio e dalla sregolatezza di Philip Harvey Spector, all’epoca poco più che ventenne. Spector autore, arrangiatore, talent scout, discografico e, in misura minore, anche interprete, si era formato alla scuola di Jerry Leiber e Mike Stoller, due fra i più talentuosi autori e produttori dell’epoca, responsabili di gran parte della carriera di Elvis Presley.

Nel 1961 Spector insieme a Lester Sill fonda la casa discografica Philles Record, con sede a Filadelfia, specializzata nella produzione di musica pop, soul e R&B. Ed alla sua scuderia appartengono due dei più famosi girl group dell’epoca: The Crystals e The Ronettes.

Il primo di questi gruppi femminili si formò attorno al 1960 ed era composto da Barbara Alston, Mary Thomas, Dolores “Dee Dee” Kenniebrew, Myrna Girard e Patricia “Patsy” Wright. Ancora studentesse presso le scuole superiori, le Crystals erano inizialmente guidate Benny Wells, zio di Barbara, che per il nome si era ispirato a quello della figlia del musicista e compositore Leroy Bates.

Il gruppo fu notato da Spector durante un’audizione a Manhattan e le convinse ad accasarsi con la Philles Record appena costituita. Il giovane produttore perfezionò lo stile della band che inanellarono il primo successo con il singolo Uptown. I due brani di maggiore successo usciti sotto il marchio The Crystals furono, nel 1963,  He’s a Rebel e He’s Sure the Boy I Love. La formazione però era stata integrata da Spector con la cantante Darlene Love ed alcuni componenti del suo gruppo. Ciò creò frizioni con il gruppo originale delle Crystals che porteranno nel 1965 la band ad interrompere la collaborazione con l’etichetta discografica di Spector.

Nel 1957, Veronica Bennett (più tardi conosciuta come Ronnie Spector, una volta divenuta moglie del produttore Phil Spector) forma il gruppo che sarebbe poi diventato noto come The Ronettes e composto dalla stessa Ronnie, da sua sorella Estelle e dalle loro cugine Nedra, Diane ed Elaine. Le cinque ragazze imparano a perfezionare le loro armonie vocali nella loro abitazione per poi iscriversi ad uno show amatoriale all’Apollo Theater dove rimediano un sonoro insuccesso e la successiva defezione di Elaine e Diane che lasciano il gruppo dopo quella notte.

Dopo svariati tentativi di affermarsi sulla scena musicale Estelle contatta telefonicamente il produttore Phil Spector e lo convince a organizzare un provino per lui che, con la sua Philles Records, era da tempo alla ricerca di nuove voci femminili. Il provino va bene e così inizia la collaborazione di The Ronettes con il geniale, enigmatico e controverso produttore.

Il frutto più importante di questo “matrimonio musicale” è senza dubbio la canzone Be My Baby. Scritta dallo stesso Phil Spector assieme a Jeff Barry e Ellie Greenwich, registrata nel luglio del 1963 e pubblicata nell’agosto successivo, Be My Baby ottiene subito un successo incredibile e diventa una hit da classifica, piazzandosi al numero due della Billboard Top 100.

Il successo fu così travolgente che Ronnie Spector ebbe modo di dichiarare in seguito: «Le nostre vite sono state capovolte. Tutte le cose che avevo sempre sognato finalmente si avverarono.» Non andrà altrettanto bene il suo matrimonio con Spector, anche per problemi di gelosia professionale e sessuale dell’uomo. Il gruppo attraverserà una breve ma intensa stagione di successo, l’unica band femminile che nei suoi concerti registrava scene di isteria di massa come accadeva per i Beatles o i Rolling Stones.

The Shangri-La sono invece un girl group formato da quattro ragazze adolescenti: le sorelle Mary (1948) ed Elizabeth “Betty” Weiss (1946), e le gemelle Marguerite “Marge” (1948-1996) e Mary Ann Ganser (1948-1970). Il nome del gruppo proviene da un ristorante del quartiere Queens. Il loro singolo di maggior successo fu  Leader of the Pack, che nel 1965 raggiunse il primo posto nella Billboard Hot 100, l’ottavo in Norvegia e l’undicesimo nel Regno Unito. La loro stagione di successo fu breve ed il gruppo si sciolse per forti dissapori in modo definitivo nel 1968.

Shirley Owens, Doris Coley, Addie “Micki” Harris e Beverly Lee, quattro studentesse di scuola superiore a Passaic, nel New Jersey, decisero nel 1958 di riunirsi in un gruppo vocale. Dapprima scelsero come nome del gruppo The Poquellos. Notate dalla produttrice Florence Greenberg, si affidano a lei che come prima cosa cambia il loro nome in The Shirelles.

Il grande successo arriva  nel 1961 con la canzone targata Goffin-King Will You Love Me Tomorrow che decretò le Shirelles il primo gruppo femminile di rock & roll di successo, aprendo la strada a molte formazioni vocali femminili. La loro canzoni saranno riprese da artisti del calibro di Aretha Franklin, Yardbirds, Eric Clapton, The Mamas & the Papas,  Roberta Flack e i Beatles. La loro carriera musicale proseguirà con alcuni cambi di formazione fino al 10 giugno 1982.

Nel corso di un concerto che il gruppo stava tenendo ad Atlanta, la Harris fu colpita da un attacco cardiaco fulminante e le compagne, profondamente scosse dall’accaduto, scelsero di ritirarsi dalle scene, e incisero per l’ultima volta l’anno successivo assieme a Dionne Warwick che qualche anno prima aveva sostituito temporaneamente Doris Coley.

Due dei loro successi sono registrati nella classifica stilata da Rolling Stone delle 500 più belle canzoni di tutti i tempi: si tratta di Will You Love Me Tomorrow, al posto 126 e Tonight’s the Night alla posizione 409.

Non possiamo concludere questa carrellata non esaustiva dei girl group senza citare The Supremes. Nel 1960 il gruppo che in origine si chiamava The Primettes, firma un contratto con la Motown e cambia nome in The Supremes. Il primo brano a portare popolarità alle Supremes fu When the Love Light Starts Shining che riuscì ad arrivare alla posizione 23 della Billboard Hot 100 nel 1963. Tuttavia fu soltanto nel 1964 grazie a Where Did Our Love Go, rifiutato da un altro gruppo tutto al femminile, che le Supremes conobbero il vero successo. Il singolo riuscì ad arrivare in vetta alla Hot 100 e alla classifica R&B.

Altri successi furono Baby Love e You can’t hurry love, forse il loro brano più conosciuto. Durante gli anni sessanta le Supremes avevano avuto Diana Ross come cantante principale. Di conseguenza la sua figura divenne rapidamente molto celebre rispetto a quella delle altre, al punto che nel 1967 il presidente della Motown, Berry Gordy, decise di rinominare il gruppo come Diana Ross & The Supremes e sostituì Florence Ballard con Cindy Birdsong. Tuttavia, nel 1970 la Ross lasciò il gruppo per intraprendere la carriera da solista. Le Supremes si sciolsero nel 1977 dopo una carriera di quasi venti anni.

Già nel decennio successivo agli anni Sessanta, il fenomeno dei gruppi pop e rock interamente al femminile iniziò a declinare progressivamente. Ma che fine aveva fatto il poliedrico Philip Harvey Spector?

Nel 1966, a soli 26 anni, in seguito all’insuccesso commerciale di un disco a cui credeva molto Spector si ritirò dalla scena musicale appartandosi in una inaccessibile villa sulle colline di Hollywood, circondato da uno stuolo di guardie del corpo e da leggende che lo volevano prigioniero della droga e sull’orlo della follia.

Qualche anno dopo però ritornerà come produttore di artisti quali Lennon, George Harrison, i Ramones, Leonard Cohen, ma il suo “tocco magico” era ormai un ricordo del passato. Il 3 febbraio 2003 viene trovata cadavere nella sua abitazione la modella e attrice Lana Clarkson. Spector parla di un suicidio involontario ma viene arrestato, liberato su cauzione di un milione di dollari e infine condannato in via definitiva nel 2009 a diciannove anni di reclusione per omicidio di secondo grado.

Muore durante la sua detenzione nel gennaio 2021 all’età di 81 anni, per complicazioni legate al COVID-19, a seguito delle quali era stato trasferito dal carcere in un ospedale.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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