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Quali sono gli effetti dell’orecchio assoluto sul cervello?

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, suggerisce che il cervello dei musicisti ha connessioni strutturali e funzionali più forti rispetto a quelli dei non musicisti, indipendentemente dall’innata capacità di intonazione.

Anni di formazione musicale modellano il cervello in modi significativi. 

Una minoranza di musicisti, tra cui annoveriamo Mozart e Michael Jackson, possiede l’orecchio assoluto. I musicisti con l’orecchio assoluto, hanno una corteccia uditiva significativamente più grande in grado di rappresentare toni distinti senza una nota di riferimento. Ma ancora non si sa chiaramente come questa capacità possa influenzare il cervello.

Una domanda che ha affascinato neuroscienziati, psicologi e musicologi per molto tempo è come la musicalità e l’orecchio assoluto, si riflettano sul cervello umano.

Precedenti studi su questo tema, hanno prodotto risultati altamente eterogenei per quanto riguarda la localizzazione e la direzione degli effetti. Questa eterogeneità è stata probabilmente influenzata da piccoli campioni e da approcci metodologici molto diversi.

Nella nuova ricerca, il Dr. Simon Leipold della Stanford University, insieme al suo team, ha confrontato il cervello dei musicisti professionisti con quello delle persone che non suonano alcuno strumento musicale.

Nello studio, sono stati coinvolti 153 partecipanti sia di sesso femminile che di sesso maschile. Di questi, 52 hanno l’orecchio assoluto, 51 senza l’orecchio assoluto e 50 non musicisti.

Con sorpresa del team, non c’erano forti differenze tra i cervelli dei musicisti con e senza la capacità di intonazione assoluta.

Rispetto a coloro che non suonano alcuno strumento, è emerso che gli altri due tipi di musicisti avevano una connettività funzionale più forte, ovvero l’attività delle regioni uditive di entrambi gli emisferi cerebrali.

Inoltre lo studio ha sottolineato che i musicisti che hanno iniziato la loro formazione in giovane età hanno connessioni strutturali più forti rispetto ai musicisti che hanno iniziato in età più avanzata.

Questi risultati dimostrano come l’esperienza modella il cervello, soprattutto all’inizio della vita.

I ricercatori hanno dichiarato che, grazie a questo studio, sono riusciti a capire che la maggior parte degli effetti erano replicabili in entrambi i musicisti con e senza intonazione assoluta rispetto ai non musicisti.

Tuttavia, ancora non si hanno prove di un effetto dell’orecchio assoluto sulla connettività funzionale o strutturale intrinseca. I due gruppi di musicisti, infatti, hanno mostrato reti sorprendentemente simili in tutte le analisi.

Tuttavia i ricercatori hanno ipotizzato che l’allenamento musicale a lungo termine è associato a forti cambiamenti nelle reti cerebrali su larga scala e che influenzi particolarmente le reti funzionali rispetto alle reti strutturali. Gli effetti dell’orecchio assoluto sulle reti cerebrali potrebbero essere impercettibili su larga scala, richiedendo il rilevamento di campioni molto grandi o di esperimenti basati sulle attività.

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