• 17 Aprile 2021 0:59

SCIENZA & DINTORNI

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La “teoria dei giochi” potrebbe aiutare a scoprire forme di vita aliena intelligente?

Una nuova ricerca dell’Università di Manchester suggerisce di utilizzare una strategia legata al gioco cooperativo noto come “teoria dei giochi” al fine di massimizzare la possibilità di trovare forme di vita aliena intelligente.

Se nella nostra galassia esistono civiltà aliene avanzate e stanno cercando di comunicare con noi, quale potrebbe essere il modo migliore per trovarle

Questa è una grande sfida per gli astronomi impegnati nella ricerca di intelligenza extraterrestre (SETI). Un nuovo articolo pubblicato dall’astrofisico di Jodrell Bank e dal dottor Eamonn Kerins su The Astronomical Journal, propone una nuova strategia basata sulla “teoria dei giochi” che potrebbe massimizzare la possibilità di trovare forme di vita aliena intelligente.

I programmi SETI tendono a utilizzare due tipi di approcci. Il primo è quello di condurre un’indagine che analizzi ampie aree di cielo nella speranza di trovare un segnale. Il secondo approccio è mirato al SETI, ovvero si tratta di una ricerca che si concentra più intensamente su specifici sistemi stellari in cui potrebbe esistere la vita. 

Il Dr. Kerins, a tal proposito, propone l’uso della teoria dei giochi: “Nella teoria dei giochi vi è una classe di giochi noti come “giochi di coordinazione” che coinvolgono due giocatori, i quali devono collaborare per vincere senza comunicare tra loro. Se mentre stiamo cercando gli extraterrestri, questi stanno giocando esattamente a questo tipo di gioco, e se anche loro vogliono entrare in contatto con noi, la teoria dei giochi potrebbe rivelarsi la migliore strategia“.

Kerins ha deciso di ribattezzare la sua idea col nome di “Rilevabilità reciproca“, affermando che i posti migliori per cercare dei segnali sono i pianeti con lo stesso grado di abitabilità della terra.

Se abbiamo prove di un pianeta potenzialmente abitato, e quelle civiltà hanno prove simili sul nostro pianeta, entrambe le parti dovrebbero essere fortemente incentivate a impegnarsi nel SETI”.

Questa nuova teoria suggerisce di esaminare pianeti in transito, ovvero pianeti che si trovano su orbite che passano direttamente sulla faccia della loro stella ospite indebolendola. Questo effetto di attenuazione è stato precedentemente utilizzato per scoprire i pianeti. 

In effetti, i pianeti in transito costituiscono la maggior parte dei pianeti che attualmente conosciamo. Per alcuni, gli astronomi possono determinare se sono pianeti rocciosi come la Terra o se hanno atmosfere che mostrano prove di vapore acqueo.

E se questi pianeti si trovassero in linea con il piano dell’orbita terrestre? Saranno in grado di vedere la Terra transitare verso il Sole e saranno in grado di accedere allo stesso tipo di informazioni su di noi” ha dichiarato Kerins.

La zona dalla quale si vede la Terra in transito verso il Sole è nota come Zona di transito terrestre. Teoricamente dovrebbero esserci migliaia di pianeti potenzialmente abitabili situati in quella zona.

Ma resta la domanda se ascoltare un segnale ricevuto o, a nostra volta, inviare loro un segnale. Alcuni scienziati, come Stephen Hawking, ci hanno avvertito dei potenziali pericoli nell’invio di segnali a civiltà che potrebbero avere una vasta superiorità tecnologica rispetto a noi. Altri hanno notato che se ogni civiltà ha la stessa “paura”, non ci sarà alcun segnale da rilevare per nessuno. 

Nel documento di ricerca, il dottor Kerins mostra che la stragrande maggioranza dei pianeti abitabili nella zona di transito terrestre, dovrebbe essere in orbite attorno a stelle di piccola massa che sono più deboli del Sole. Mostra, inoltre, che queste civiltà avrebbero una visione più chiara di noi. L’utilizzo della teoria della Rilevabilità reciproca, suggerisce che i programmi SETI dovrebbero quindi concentrarsi sulla ricerca di segnali da pianeti potenzialmente abitabili attorno a stelle deboli.

Presto dovremmo avere il primo elenco di pianeti che potrebbero essere abitati da civiltà che già sanno qualcosa sul nostro mondo. Potrebbero sapere quel tanto che basta per essere tentati di inviarci un segnale. Questi sono i mondi su cui dobbiamo davvero concentrarci”.

Fonte: https://phys.org/news/2021-01-game-theory-intelligent-alien-life.html?fbclid=IwAR3yuPAY3ZDSeNCLOnMIDdNEIrg8j8DE_M5G10SQ3noR2o5K1AsekDs351M

Rita Cazzetta

Futura laureanda in architettura, sono un'appassionata di libri, film e serie tv. Mi piace anche trattare argomenti riguardanti l'astronomia, la scienza in generale, l'architettura, la storia, la salute e il benessere.

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