• 11 Novembre 2021 10:58

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Jean Cocteau. La scrittura intesa come un atto d’amore

Jean Cocteau nasce nel 1889 a Maisons – Laffitte a pochi chilometri da Parigi. E’ considerato una delle personalità più elevate e più importanti della cultura francese del Novecento. L’immagine pubblica di Jean Cocteau è stata caratterizzata dalla più imprevedibile mobilità d’umore, dai repentini cambiamenti di stile e dalle attività più varie; infatti ha compiuto le più diverse e disparate esperienze artistiche e letterarie come romanziere, drammaturgo, critico d’arte e regista cinematografico.

La scrittura ha per questo artista un’importanza grande e molto singolare: “Scrivere per me è un atto d’amore. Se non lo è, è soltanto scrittura” dichiarerà Jean Cocteau fino alla fine dei suoi giorni. E’ sempre stato palese che la scrittura in sé per lui non si esaurisce con la descrizione dello stile o delle costruzioni narrative o del gusto dell’imprevisto e dell’artificio teatrale. L’atto dello scrivere egli lo vive quasi “religiosamente“, come il realizzarsi concreto della trascendenza estetico – erotica.

Bisogna leggere i processi verbali, bisogna riprendere, contro le fumosità simboliste e decadenti, lo stile dei matematici, dei geometri, degli scienziati” affermerà con una certa libertà; ma dirà anche: “Vorrei non preoccuparmi più di scrivere bene o male, ma arrivare allo stile delle cifre“. Ecco, dunque, che Jean Cocteau consente di scorgere la saldatura che in lui si ha tra le “cifre” della trascendenza e quelle della scrittura: questo è stato l’obiettivo artistico della sua vita intera, eppure, e anche, in fondo “rendere il mistero luminoso, rendergli la sua purezza di mistero“; perciò la funzione della scrittura, per Jean Cocteau, consisterà sempre nel tentativo di far diventare quasi abbagliante il mistero delle tenebre, della notte

Nelle sue opere di poesia, nei suoi romanzi, nei suoi drammi, nei suoi saggi e nei suoi film, che rappresentano una produzione artistica davvero vasta e composita, egli veicola con squisitezza e maestrìa tutte francesi il messaggio radioso di una scrittura – linguaggio che illumina ogni angolo di oscurità umana, ogni elemento di tenebra che si colloca sia nello spazio – tempo sia al di fuori di esso. 

Jean Cocteau muore nella sua amata Parigi nel 1963, dopo aver donato al mondo della cultura, della letteratura, delle arti in generale, non soltanto francesi, la sua opera prolissa, instancabile, imperitura.

Francesca Rombola

Francesca Rita Rombolà è poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie fra le quali "Echi lontani" (NeP Edizioni); "Tra le rocce di Ryoan - Ji" (Edizioni Thoth); "Lesbos" (Calibano Editore) e diversi romanzi fra i quali "La notte della luna nuova" (Edizioni Thoth); "Sul treno" (Editrice GDS) ; "Su i tuoi passi di bruma" (Editrice GDS). Scrive sul blog http://www.poesiaeletteratura.it Canto le parole nell'era dei sentimenti estinti...

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