• Gio. Feb 25th, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

La sporca guerra del Vietnam

Il conflitto vietnamita che per oltre 10 anni ha impantanato la superpotenza americana in Indocina si è caratterizzato, per quanto sia possibile effettuare “misurazioni” in una guerra, per la sua efferatezza e cinica disinvoltura.

Molto spesso la morte per i soldati statunitensi arrivava più che da uno scontro a fuoco con il nemico, da trappole, esplosivi e mine disseminati con incredibile mimetismo dai vietcong. Gli “ordigni esplosivi improvvisati” come venivano chiamati nel gergo militare, erano per lo più assemblati con materiali bellici statunitensi raccattati qua e là: un colpo di mortaio da 60 millimetri portava via un piede, mentre una bomba da 81 millimetri amputava una gamba e magari qualche dito e un gomito. Un proiettile da 105 millimetri vaporizzava la vittima dalla vita in giù.

Le mine venivano posizionate a grappoli in modo che il portaferiti che interveniva per aiutare il soldato colpito, subisse analoga sorte. Per avere un’idea di quanto pesante fosse il tributo in termini di morti e feriti americani, nell’arco di due mesi una singola compagnia di marines perse cinquantasette gambe a causa delle mine e delle trappole esplosive. Quasi una gamba al giorno!

Non era facile, se individuati sotto terriccio e fogliame, sminare questi ordigni. I genieri dovevano “pinzare” detonatore e spoletta con estrema precisione, a due centimetri e mezzo dalla base del detonatore, pena rimetterci la vita.

Harold Bryant, geniere, una volta lavorò per un’ora su un uomo del 1º squadrone del 9º reggimento di cavalleria che stava poggiato su una mina del genere ma non l’aveva, ancora, detonata. Gli spunzoni si rivelarono irremovibilmente intrappolati fra i tasselli di uno dei suoi anfibi: il minimo movimento sarebbe risultato letale.

Bryant attaccò una corda alla vita dell’uomo, la fece tendere alla sua squadra da una distanza di sicurezza di duecento metri, poi tutti insieme gli diedero uno strattone e lo fecero oscillare con grazia per cinque metri prima che giungesse l’esplosione. Il soldato fu particolarmente fortunato, rimettendoci soltanto un tacco dello stivale.

Sottoposti ad una tensione crescente i soldati che incappavano in un campo minato o in una trappola esplosiva “vendicavano” i loro compagni morti o feriti uccidendo qualunque vietnamita che aveva la sventura di incontrarli. D’altra parte gli americani con i loro bombardamenti insensati, i loro attacchi a villaggi che ritenevano, a volte a torto, sede di reparti vietcong, si erano alienati qualunque simpatia da gran parte dei contadini vietnamiti ed una parte di questi ultimi cooperava con il nemico nel piazzare trappole esplosive e mine con letale efficacia.

Gli americani contribuirono alla sporca guerra non soltanto con eccidi e stupri che si verificarono in non pochi attacchi ma, con un uso disinvolto della guerra chimica, che provocò gravi conseguenze ambientali e nella popolazione vietnamita.

Questo tipo di guerra andava sotto il nome di “operazione Trail Dust” e si prefiggeva l’obiettivo di defogliare le vie di infiltrazione di nord vietnamiti e vietcong. Iniziata nel 1961, quattro anni dopo furono scaricati i primi erbicidi nel cuore del Vietnam del Sud: nubi chimiche furono sospinte sui frutteti nei pressi di Bien Hoa e Lai Thieu, con conseguenze disastrose per i raccolti di manghi, graviole, giachi, ananas.

Nel complesso furono irrorati circa 20 milioni di galloni USA (76.000 m 3 ) di defolianti ed erbicidi sulle aree rurali del Vietnam del Sud nel tentativo di privare i VietCong di cibo e copertura vegetale. Anche le aree del Laos e della Cambogia sono state irrorate in misura minore. Quasi 20.000 sortite aeree furono effettuate tra il 1961 e il 1971.

Gli erbicidi utilizzati sono stati irrorati fino a 50 volte la concentrazione rispetto al normale uso agricolo. L’erbicida più comune utilizzato era Herbicide Orange, più comunemente indicato come Agente Arancio prodotto per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti principalmente da Monsanto Corporation e Dow Chemical.

I danni all’ambiente ed alla produzione agricola furono enormi e le conseguenze sulla salute di vasti strati della popolazione vietnamita altrettanto pesanti. Secondo Hanoi furono circa 2 milioni i vietnamiti esposti alle conseguenze dell’Agente Arancio.

Con il passare degli anni la guerra del Vietnam diventava sempre di più una faccenda sporca dove tutto era permesso in vista di un solo obiettivo possibile: vincere.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

Vietnam, una tragedia epica di M. Hastings

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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