Alle origini del terrapiattismo

L’uomo sa che la Terra è sferica da circa 2500 anni. Tra i primi a capirlo ci fu Pitagora, filosofo, astronomo e uomo politico vissuto a Crotone tra il 580 e il 495 a.e.v.

Dopo di lui Platone, Socrate, Aristotele, Eratostene che riesce addirittura a calcolare in modo incredibilmente preciso, visti i mezzi dell’epoca, il diametro della Terra che stimo tra i 39.700 e 46.600 km contro i 40.075 oggi noti.

Per diciotto secoli quindi nessuna strampalata teoria su altre forme del nostro pianeta prese mai corpo. È l’inglese Samuel Birley Rowbotham, autodidatta e organizzatore di una comune socialista, a pubblicare nel 1849 il primo opuscolo in cui si afferma la piattezza del nostro pianeta.

L’uomo, che assume lo pseudonimo di Parallax, inizia a tenere conferenze a pagamento sul tema. Gira per tutta l’Inghilterra di fronte ad un pubblico che si divide quasi equamente tra chi lo contesta e chi lo ascolta con interesse. Per il nostro Parallax la propaganda sul nascente terrapiattismo diventa un vero e proprio lavoro.

Un giorno, durante una delle sue conferenze, qualcuno gli chiede di spiegare come mai, guardando una nave allontanarsi in mare aperto, lo scafo scompare prima dell’albero e delle vele, dimostrando così la sfericità della Terra. Rowbotham non risponde, chiude bruscamente la conferenza e quasi scappa via da una platea che non riesce più a controllare.

Il nostro però non si perde d’animo e si prepara una risposta al quesito che lo ha messo nel panico: il fenomeno si verifica per colpa della prospettiva, afferma con sicumera nelle successive conferenze, se potessimo disporre di un telescopio abbastanza potente vedremmo l’intera nave riapparire, con lo scafo e tutto il resto!

Ancora oggi questa è una delle spiegazioni che i terrapiattisti rivendicano per affermare la loro teoria. Peccato che nessuno di loro abbia mai utilizzato un telescopio per verificare la giustezza della loro asserzione, se lo avessero fatto avrebbero constatato come il telescopio permette sì di ingrandire la vela di una barca lontana, ma non lo scafo se questo è coperto dalla linea dell’orizzonte.

Quando Parallax muore nel dicembre del 1884 i suoi seguaci fondano la Universal Zetetic Society, che porta avanti il terrapiattismo fino agli inizi del ventesimo secolo. Negli Stati Uniti la credenza sulla piattezza del pianeta è portata avanti da piccole sette religiose, organizzazioni del tutto marginali, tanto che a metà del ventesimo secolo il terrapiattismo pare agonizzante.

A “porre rimedio” interviene Samuel Shenton, che nel 1956 fonda a Dover, in Inghilterra, la Flat Earth Society. E lui che elabora l’immagina di una terra forma di pizza con al centro il Polo Nord ed ai bordi una barriera di ghiacci che impedirebbero agli abitanti del pianeta di “precipitare” nello spazio!

Shenton è però piuttosto sfortunato, la società della terra piatta da lui fondata agisce nel ventennio più entusiasmante della corsa allo spazio. L’uomo passa in pochi anni da orbitare intorno alla Terra a “sbarcare” sulla Luna, dimostrando con i fatti come la Terra sia sferica e non piatta.

I seguaci del terrapiattismo rispondono con l’unica arma a loro disposizione: la teoria del grande complotto. La NASA e i governi di mezzo mondo sanno benissimo che la terra è piatta ed avrebbero speso ben 24 miliardi di dollari di allora per mettere in opera una gigantesca operazione di mistificazione ed inganno.

Nessuno di loro si pone la domanda più banale: perché? Cui prodest? Charles Kenneth Johnson, successore di Shenton, nel 1972 fonda la International Flat Earth Society of America. Quando muore nel 2001 il terrapiattismo sembra in fase di estinzione.

Poi, nel 2015 accade qualcosa, che riporta in auge la bufala più sciocca ed assurda ancora in circolazione. Iniziano a circolare video di buona qualità su Youtube inneggianti al terrapiattismo. Si passa così dai 50.000 video dedicati all’argomento nel 2015 ai ben 40 milioni del 2019! Per avere un’idea del fenomeno, nello stesso periodo, i video dedicati alle scie chimiche sono 750.000 e quelli che contestano l’allunaggio circa 900.000.

Senza enfatizzare sull’entità del fenomeno, è riduttivo ritenere che tutta la messe di video, post, articoli che circola sul web sia prodotto da troll o da goliardici burloni. Esiste una significativa minoranza che da credito al terrapiattismo contro ogni evidenza scientifica.

Secondo un sondaggio svoltosi nel 2018 circa il 2% degli americani credono che la terra sia piatta, circa 2 milioni di persone. Al di la delle cifre di certi sondaggi che possono essere opinabili, quello che è certo è che l’interesse sul terrapiattismo è vivo e vegeto.

Nel novembre 2017 si è tenuta in un hotel di Raleigh, nel North Carolina, la prima convention sulla Terra piatta, a cui hanno partecipato centinaia di persone. Nel 2018 la prima convention dei terrapiattisti è arrivata anche in Europa e si è tenuta nel paese dove tutto è iniziato, l’Inghilterra ed esattamente a Birmingham.

In questa riunione l’unico elemento che unificava tutti i presenti era la convinzione che l’uomo non sia mai andato sullo spazio, poi le idee sulla forma della terra e dell’universo sono tante e confuse, e tutte senza alcun sostegno probatorio scientifico.

Un elemento ulteriore sembra unificare l’eterogeneo e fibrillante universo dei terrapiattisti ossia l’adesione incondizionata al più vasto e magmatico consesso dei complottisti e cospirazionisti che va dai fatti dell’11 settembre, alle scie chimiche, dal “falso” allunaggio del 1969 agli Illuminati. Insomma la psiche di queste persone, il loro modo di confrontarsi con la realtà, la loro dissonanza cognitiva è l’unica vera colla di un tourbillon di bufale la cui inconsistenza è pari al fideismo dei loro proseliti.

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