• 16 Agosto 2022 3:55

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

L’audizione di Lindbergh al Congresso Usa per la legge Affitti e Prestiti

La strategia di Roosevelt per condurre l’America ad una guerra che la maggioranza del paese non voleva combattere passa per la faticosa approvazione della legge Affitti e Prestiti. Il provvedimento legislativo a cui fu dato il numero HR 1776, che lo legava agli ideali della rivoluzione americana, una volta approvato avrebbe permesso al Presidente degli Stati Uniti di «…vendere, trasferire titoli, scambiare, dare in affitto, prestare, o disporre in altra maniera, a ognuno dei governi [la cui difesa è ritenuta vitale per la difesa degli Stati Uniti stessi dal Presidente] qualsiasi articolo da difesa.»

Il senatore repubblicano Hamilton Fish III, acceso oppositore di Roosevelt e della legge Affitti e Prestiti, ritenne di giocare la carta vincente chiamando a deporre di fronte alla Commissione Affari Esteri forse l’uomo più popolare d’America Charles A. Lindbergh.

L’aviatore di origine svedese era diventato celebre quando il 20 e 21 maggio 1927  compì la prima traversata aerea in solitario e senza scalo dell’Oceano Atlantico. La sua notorietà si ampliò tragicamente quando nel 1932 il figlioletto venne rapito ed ucciso suscitando un’enorme ondata di costernazione e partecipazione in tutto il paese.

Fish convocando Lindbergh era consapevole delle simpatie nazionalsocialiste dell’aviatore maturate durante i numerosi viaggi che aveva fatto per conto dell’esercito americano in Germania al fine di valutare i progressi dell’aviazione tedesca tra il  1936 ed il 1939. Lindbergh assistette alle Olimpiadi di Berlino, che si svolsero alla presenza di Adolf Hitler e più tardi scrisse di Hitler ad un amico: «È sicuramente un grand’uomo, e credo che abbia fatto molto per il popolo tedesco».

Il 23 gennaio 1941, Lindbergh testimoniò in una sala della commissione nella quale si accalcavano circa mille persone, tra cui fotografi, operatori cinematografici, cronisti e spettatori attratti dalla sua celebrità e dalla serietà dell’argomento trattato. Nonostante i frequenti applausi da parte dei suoi sostenitori, nel corso delle quattro ore e mezza di deposizione ci furono diversi scambi polemici, in genere provocati dalle domande di fautori della Affitti e Prestiti come il membro del congresso Luther A. Johnson.

Alla domanda se l’eroe americano fosse solidale con l’Inghilterra, la risposta di Lindbergh fu sibillina: «Sono solidale con le persone da entrambi i lati, ma penso che sarebbe dannoso per la stessa Inghilterra,se quello a cui si mira è una vittoria definitiva”.

Incalzato dallo stesso Johnson che gli chiese se per gli Stati Uniti una vittoria dell’Inghilterra non rappresentasse un fattore importante per la sicurezza nazionale, Lindbergh rispose: «No signore, ritengo che una vittoria assoluta significherebbe prostrazione in Europa; sarebbe una delle cose peggiori che potrebbero accadere».

Fedele alle sue convinzioni ed alle sua malcelate simpatie verso il nazionalsocialismo eglì proseguì affermando che la cosa migliore sarebbe stata una “pace negoziata” e il coinvolgimento dell’America nella guerra «sarebbe stato il peggiore dei disastri» e rifiutò di biasimare la Germania per aver dato inizio alla guerra, lasciando intendere che la Gran Bretagna fosse altrettanto colpevole.

Il risultato dell’audizione di Lindbergh non fu quello che la fazione isolazionista aveva sperato anzi di fatto fu controproducente e indebolì anziché rafforzare la causa di coloro che volevano mantenere una rigorosa neutralità. Il 9 febbraio 1941 la Camera approvò la legge Affitti e Prestiti con 260 voti contro 185; l’8 marzo fu la volta del Senato con un distacco di 60 voti contro 31.

Per quanto riguarda Lindbergh continuò a tenere comizi e conferenze contro la possibile entrata in guerra degli Stati Uniti fino a quando il proditorio attacco giapponese a Pearl Harbour nel dicembre del 1941 gli tagliò l’erba sotto i piedi. Nel gennaio del 1942 Lindbergh si recò a Washington per cercare di farsi reinserire nell’aeronautica militare, ma l’amministrazione americana e la stampa l’osteggiarono e Roosevelt oppose il suo netto rifiuto.

Finalmente nel 1944 dopo un periodo come consulente del programma di sviluppo bombardieri della Ford riuscì a partecipare a 50 missioni di combattimento contro obiettivi giapponesi in Nuova Guinea, abbattendo un aereo nemico.

Morirà nel 1974 all’età di 72 anni.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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