• 17 Novembre 2021 6:02

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Estate del 1983. Judy Johnson, ex studentessa di teologia e madre di un bambino che frequenta la scuola privata McMartin situata a Manhattan Beach in California, si accorge che il figlio si comporta in modo strano, inizia a tempestarlo di domande e si convince che il bambino sia vittima di molestie sessuali.

Si rivolge alla polizia e nonostante i racconti della donna siano particolarmente bizzarri (suo figlio avrebbe visto i maestri fare sesso con animali in classe e un inserviente volare), la polizia gli da credito ed arresta il presunto molestatore, Ray Buckley, allora ventitreenne figlio di Peggy una delle proprietarie della scuola.

Poco dopo si scoprirà che la Johnson  era affetta da un’acuta paranoia schizofrenica; morirà nel 1986, a causa dell’alcolismo cronico che l’affliggeva, ancora prima che l’udienza preliminare si concludesse. Le visite mediche sul bambino non confermano alcuna violenza subito né si hanno altre prove della colpevolezza del giovane Ray. Nonostante questo il capo della polizia di Manhattan Beach decide di inviare una lettera riservata alle famiglie di circa 200 tra allievi ed ex allievi della scuolaMcMartin.

L’incredibile testo così recita: «8 settembre 1983. Caro genitore: questo dipartimento sta conducendo un’indagine penale su presunte molestie su minori (288 P.C.). Ray Buckey, un dipendente della scuola McMartin, è stato arrestato il 7 settembre 1983 da questo dipartimento. La seguente procedura è ovviamente spiacevole, ma per proteggere i diritti dei tuoi figli e i diritti degli imputati, questa indagine è necessaria per un’indagine completa. I registri indicano che il tuo bambino è stato o è attualmente uno studente della scuola materna. Stiamo chiedendo la tua assistenza in questa indagine. Per favore, interroga tuo figlio per vedere se è stato testimone di un crimine o se ne è stato vittima. La nostra indagine indica che i possibili atti criminali includono: sesso orale, accarezzamento di genitali, delle natica o dell’area del torace oltre a sodomia, commessa con il pretesto di “prendere la temperatura del bambino”. Potrebbero essere state scattate foto ai bambini senza i loro vestiti. Qualsiasi informazione proveniente da tuo figlio riguardo la possibilità che possa aver visto Ray Buckey lasciare la classe da solo con un bambino durante oppure se ha mai osservato Ray Buckey legare un bambino, è importante. Si prega di compilare il modulo di informazioni allegato e di inviarlo al Dipartimento nella busta di ritorno con timbro al più presto possibile. Ti contatteremo se le circostanze lo richiederanno. Ti preghiamo di mantenere questa indagine strettamente confidenziale a causa della natura delle accuse e dell’effetto altamente emotivo che potrebbe avere sulla nostra comunità. Per favore non discutere di questa indagine con nessuno al di fuori della tua famiglia. Non contattare o discutere le indagini con Raymond Buckey, alcun membro della famiglia dell’imputato accusato o con dipendenti legati alla Pre-School McMartin.»

Come prevedibile questa lettera scatena il panico nella cittadina californiana che conta meno di 30.000 abitanti all’epoca. In pochi mesi, a 360 bambini sarà diagnosticato dal Children’s Institute International, un’organizzazione privata contro l’abuso sui minori, un trauma psicologico da violenze sessuali, sempre in mancanza di riscontri fisici o altre prove oggettive che non siano i racconti dei bambini stessi.

Leggendo le testimonianze dei bambini si scopre che sarebbero stati violentati, costretti a partecipare a rituali satanici, film pornografici e mutilazioni di animali, obbligati a partecipare all’uccisione rituale di un bambino e a berne il sangue. Sarebbero stati chiusi dentro bare, portati nei sotterranei della scuola e violentati, calati in una fossa, portati in aereo nel deserto o a Palm Springs, di nuovo violentati e riportati indietro, il tutto entro l’orario scolastico. Inoltre avrebbero visto uomini e streghe volare. Tra i loro carnefici vengono indicati alcuni uomini politici e l’attore Chuck Norris.

Al di fuori delle testimonianze dei bambini non c’è nessun altro riscontro probatorio. Nonostante questo si va al processo contro i McMartin, i docenti e gli impiegati della scuola. Ray Buckley finisce in galera e ci rimarrà per cinque anni mentre il processo durerà ben sei anni.

Alla fine non si trova alcun riscontro ai racconti dei bambini e tutti gli imputati verranno assolti. I veri colpevoli, come gli operatori del Children’s Institute International (CII), che hanno creato il clima da caccia alle streghe attraverso procedure irregolari e scorrette, al fine di incassare i sostanziosi contributi pagati dallo stato della California per ogni singolo interrogatorio, non possono essere perseguiti: per legge il fatto di avere collaborato con la pubblica accusa, infatti, li rende assolutamente immuni.

Gli interrogatori dei bambini erano pilotati con domande capziose e Kee MacFarlane, la psicoterapeuta che esaminava i bambini aveva dato precise disposizione ai suoi collaboratori di non accettare un “no” dai bambini, in quel caso occorreva insistere fintato che i racconti dei piccoli non si allineassero con la “verità” precostituita.

La conclusione del più lungo processo penale della storia statunitense (sei anni, dal 1983 al 1989), oltre che il più costoso (15 milioni di dollari spesi dallo stato della California) lascerà sul campo una moltitudine di vittime, rovinando molte vite. Centinaia di bambini crescendo hanno creduto ancora di essere stati stuprati e seviziati durante grotteschi rituali. Sette adulti sono finiti sul lastrico. La scuola viene chiusa e demolita.

L’irresponsabilità dei media che hanno cavalcato senza scrupolo e senza approfondire una storia che faceva acqua da tutte le parti ha terrorizzato l’intera regione, e molti casi-fotocopia si sono verificati in Nordamerica e nel mondo generando pericolosi fenomeni emulativi.

nella foto il giovane Ray Buckley durante il processo.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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