• 3 Giugno 2022 15:30

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Covid19: Nudi alla meta?

Da qualche giorno siamo entrati nella cosiddetta Fase 2 e nonostante che l’epidemia sia ancora lungi dall’essere debellata ci prepariamo ad ulteriori aperture già a partire dal 18 maggio.

La curva dei contagi è in continuo, sia pure lento, calo. Ancora ieri, 8 maggio, sono stati registrati oltre 1300 nuovi casi e 243 morti. Molto buoni invece i dati che riguardano le ospedalizzazioni sia quelle dei reparti ordinari che delle terapie intensive.

Tutto bene allora?

Non proprio. Nonostante che il decreto firmato dal ministro della Salute Roberto Speranza, entrato in vigore il 4 maggio dichiari l’assoluta necessità : «di implementare e rafforzare un solido sistema di accertamento diagnostico, monitoraggio e sorveglianza della circolazione di Sars-CoV-2, attraverso i casi confermati e dei loro contatti al fine di intercettare tempestivamente eventuali focolai di trasmissione del virus e il progressivo impatto sui servizi sanitari» la realtà di questi giorni mostra ampie falle.

Ad iniziare dal numero di test diagnostici che l’insieme dei nostri servizi regionali sanitari sono in condizioni di fare. Le dichiarazioni trionfalistiche in questi giorni si sono sprecate: «Tre nuovi macchinari per processare i tamponi, l’obiettivo è di arrivare a 50 mila test al giorno» (Luca Zaia, Veneto, 1 maggio); «Raddoppieremo i tamponi» (Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, 6 maggio); «Faremo 30.000 tamponi al giorno» (Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Lombardia, 7 maggio).

Ebbene ancora ieri il numero nazionale complessivo dei tamponi fatti, comprendente anche quelli di controllo che ne costituiscono circa il 35% sono stati poco meno di 64.000 cifra che durante il week end precipita intorno ai 35.000/40.000 test fatti. Le ragioni sono molteplici e vanno dalla mancanza di reagenti, al numero di laboratori ancora non adeguato in particolare nei giorni festivi, all’insufficienza organizzativa che non consente quella “caccia attiva” sul territorio dei nuovi casi in particolare gli asitomatici.

Il decreto Speranza su questo punto prevedeva la costituzione sollecita di 1200 USCA, unità speciali di continuità assistenziali per la gestione domiciliare dei pazienti  affetti  da Covid-19  che  non  necessitano  di  ricovero  ospedaliero. Ebbene nonostante i cospicui investimenti finanziari fatti al momento sono circa 400 su tutto il territorio nazionale, ovvero un terzo.

Un altro punto critico rimane la fornitura di mascherine al pubblico. Le farmacie nonostante l’annuncio fatto ormai da una decina di giorni dal commissario Arcuri ancora non hanno disponibili questo dispositivo di protezione al prezzo calmierato di 50 centesimi. Come se non bastasse nonostante i proclami fatti da Stato e Regioni dipendiamo massicciamente dalla Cina per le forniture, la produzione nazionale fatica a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Infine della famosa app Immuni indispensabile per tracciare ed isolare i nuovi contagi non si sa quando sarà effettivamente disponibile, nella migliore delle ipotesi a fine maggio, ovvero 20-25 giorni dopo l’inizio della Fase 2. Il rischio che l’app arrivi fuori tempo massimo è concreto.


Anche sui famosi test sierologici i ritardi sono incomprensibili visto che la società americana Abbott che si è aggiudicata la fornitura gratuita il 29 aprile scorso dice di aver già consegnato i 150.000 kit e lo studio necessario a tracciare una mappa affidabile della circolazione del virus nel nostro paese non è ancora partito.

Se all’insieme di queste inefficienze sommiamo una serie di comportamenti discutibili di una parte della popolazione che ha preso l’avvio di questa seconda fase del contrasto epidemico come un ritorno ad un’impossibile normalità ante Covid19, c’è da aspettarsi tra fine maggio e primi di giugno un possibile brusco risveglio da quell’eccesso di ottimismo che sembra contraddistinguere questi giorni.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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