• 22 Novembre 2021 19:35

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Come arriva l’Italia dal punto di vista sanitario alla Fase 2?

Domani si apre ufficialmente quella che ormai comunemente è stata battezzata come la Fase 2 della lotta alla pandemia che prevede il ritorno al lavoro di circa 4 milioni di persone ed un progressivo allentamento delle misure restrittive di isolamento sociale del nostro paese.

Come arriva a questo importante, delicato ed anche temuto appuntamento l’Italia sotto il profilo sanitario? Al 2 maggio il nostro paese ha registrato un bilancio complessivo di 209.328 contagiati registrati dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Di questi gli attualmente positivi sono 100.074, 79.914 risultano guarite da Covid19, 1539 persone sono ricoverate in terapia intensiva e 17.357 sono ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali. I decessi fin qui registrati hanno raggiunto le 28.710 persone.

Questo è il quadro quantitativo globale. I fattori positivi sono il drastico calo del numero dei ricoverati in terapia intensiva passati dalle 4.068 unità del 4 aprile scorso, massimo livello raggiunto dall’inizio della pandemia in Italia, alle attuali 1539 unità, un mese ininterrotto di discesa. Sia pure con indici leggermente inferiori lo stesso andamento è stato registrato nei ricoveri ospedalieri ordinari passati da 29.010 del 4 aprile ai 17.357 del 2 maggio.

Il decongestionamento degli ospedali non è soltanto una buona notizia in se ma, sembra indicare anche una minore virulenza dell’agente patogeno o una migliore performance degli approcci terapeutici.

Anche la capacità diagnostica del nostro paese, i famosi tamponi è aumentata. Dal 24 febbraio inizio del rilevamento della Protezione Civile sono stati effettuati complessivamente 2.108.837 tamponi al 2 maggio di cui 1.429.864 fatti a persone fisiche diverse. La media giornaliera delle ultime settimane si attesta intorno a 60-65.000 tamponi giornalieri.

L’obiettivo adesso non è soltanto incrementare ulteriormente questa capacità diagnostica quanto quella di cambiare strategia ed andare a “cercare” i nuovi contagi che inevitabilmente si realizzeranno nella Fase 2 al fine di tracciarli ed isolarli impedendo all’epidemia di ripartire con nuove, brusche accelerazioni.

Per quanto riguarda i nuovi contagi giornalieri oscilliamo ancora intorno ai 1800-2000 casi, un numero che ci dice che l’epidemia non è stata affatto debellata. Il quadro però si presenta in modo molto differenziato da regione a regione. Solo per rimanere ai dati di ieri a fronte di 1900 nuovi casi di contagio diagnosticati 533 sono stati registrati in Lombardia, 495 in Piemonte, 166 in Liguria e 206 in Emilia Romagna. Per contro la Calabria ha registrato 0 nuovi casi, Basilicata e Sardegna 2, Molise ed Umbria 1 e Valle d’Aosta 3. Nel mezzo regioni come la Toscana 80 ed il Lazio 84.

La mortalità si è più che dimezzata rispetto ai dati terribili di fine marzo anche se la discesa è stata più lenta di quanto si prevedesse.

Da lunedì parte uno studio di siero prevalenza su un campione statistico messo a punto dal Comitato tecnico-scientifico, dall’Istat e da Inail che riguarderà 150.000 italiani. Questo dovrebbe fornirci una mappa molto più solida sull’effettiva circolazione di SARS-Cov-2 nel nostro paese.

Entro poi il mese di maggio dovrebbe essere pronta l’app Immuni che fornirà un contributo all’individuazione ed al tracciamento dei nuovi contagiati e delle persone che sono venuti a contatto con loro negli ultimi 14 giorni.

I principali indici sono quindi piuttosto positivi, adesso dipenderà da due fattori se riusciremo a tenere sotto controllo l’epidemia. Il primo è legato al potenziamento della rete di sorveglianza sanitaria territoriale e dai sistemi di monitoraggio in grado di intervenire chirurgicamente e tempestivamente per circoscrivere eventuali focolai.

Il secondo fattore attiene al senso di responsabilità di ciascuno di noi, al rispetto delle misure di distanziamento sociale, all’uso dei sistemi di protezione individuale ed alla convinzione che siamo ancora lontani dal recupero di una piena “normalità” di vita.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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