• 22 Novembre 2021 18:47

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il pianeta che non dovrebbe esistere

A 30 anni luce dalla Terra intorno ad una nana rossa GJ 3512 orbita un gigante gassoso il cui nome completo è Gliese-Jahreiß 3512b.  Questo pianeta non dovrebbe esistere almeno per quanto riguarda la più accreditata delle teorie di formazione dei pianeti gassosi – la teoria dell’accrescimento del nucleo (core accretion theory).  Ma procediamo con ordine.

L’esotico esopianeta è stato scoperto nel 2019 da Juan Carlos Morales dell’Università
Autonoma di Barcellona, in Spagna, e colleghi di un’ampia collaborazione internazionale, di cui fanno parte anche l’Università di Roma Tor Vergata, l’Istituto nazionale di
astrofisica–Osservatorio astrofisico di Torino e l’Istituto internazionale per gli alti studi scientifici “E.R. Caianiello” di Vietri sul mare, in provincia di Salerno.

Le nane rosse sono tra  le stelle più comuni e fredde dell’universo e sono piuttosto facili da osservare nello spettro dell’infrarosso così come è relativamente  semplice osservare un peculiare effetto  di queste stelle dovuto al loro leggero movimento  avanti e indietro rispetto alla direzione di osservazione, movimento causato dall’interazione gravitazionale con pianeti in orbita. 

I ricercatori hanno calcolato che  il gigante  gassoso che orbita intorno a GJ 3512 presenta un orbita  molto allungata che completa  in circa sette mesi.  Il pianeta gassoso ha circa  la  metà della massa  della  nana rossa che a sua volta possiede una massa pari ad un decimo di quella del nostro Sole.

Oltre all’anomalo rapporto fra massa del pianeta e massa della stella, un altro dato che ha sorpreso i ricercatori è che l’orbita – la cui durata è di 204 giorni – ha un’eccentricità molto elevata (e=0.4356) per un pianeta di questo tipo. Tant’è che, come detto in apertura, la sua formazione non sarebbe spiegabile con la teoria di formazione dei pianeti gassosi. In altre parole il disco protoplanetario  ha proporzionalmente una massa ridotta e quindi non ha sufficiente “materiale di costruzione” per arrivare alla  formazione di un gigante gassoso.

L’ipotesi alternativa  è quindi quella che prevede la frammentazione del disco protoplanetario, in particolari condizioni di instabilità. Una di queste condizioni è quella
in cui il disco protoplanetario è troppo massiccio rispetto alla stella, e potrebbe essere questo il caso della nana rossa GJ 3512. In conclusione, questo meccanismo di formazione
planetaria alternativo potrebbe essere molto più efficiente di quanto ritenuto finora.

Inoltre la forte eccentricità  del pianeta  Gj 3512b fa ritenere che non sia l’unico  pianeta del  sistema. I ricercatori ritengono che inizialmente il sistema fosse formato da tre pianeti  di cui uno – con una massa simile o inferiore di quella del pianeta ‘b’ – fu espulso, lasciando il pianeta ‘b’ su un’orbita eccentrica e un grosso divario tra i due pianeti superstiti ‘b’ e ‘c’. Gj 3512c è dotato di una massa inferiore al pianeta ‘b’ e si muove su di un’orbita più larga (>1390 giorni). Dal momento che questo candidato pianeta ha un’orbita così lunga, occorrerà  continuare a misurare la velocità radiale della stella per altri anni per poterne confermare l’esistenza.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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