• 17 Novembre 2021 12:38

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il Modello Standard traballa davvero?

Fino ad una decina di anni fa il Modello Standard che descrive la nostra conoscenza del cosmo era talmente affidabile da meritarsi il titolo di “modello di concordanza”. E pur vero che per il suo completo funzionamento dovevamo accettare la presenza di una materia oscura, profondamente diversa dalla materia barionica e di un’ancora più esotica energia oscura, responsabile dell’accelerazione dell’espansione dell’universo.

Pagato questo tributo “oscuro” le cose però sembravano andare tutte perfettamente al loro posto. Poi nel corso dell’ultimo decennio qualche cosa nella graniticità della comunità scientifica internazionale è cominciato a scricchiolare. La prima picconata al Modello Standard è arrivata dalla costante di Hubble il parametro che misura l’espansione dell’universo. Questo parametro in genere si ricava dall’osservazione di galassie lontane e dalla velocità con cui quest’ultime si allontano da noi.

Negli ultimi anni si è però utilizzata anche una nuova “tecnica” ovvero tramite osservazioni ad alta risoluzione delle variazioni di temperatura della radiazione cosmica di fondo. I risultati dei due metodi, con il progressivo affinamento della seconda metodica, hanno iniziato a discostarsi in modo significativo al punto che attualmente le due misurazioni paiono inconciliabili.

Come se non bastasse da più parti è stato messa in discussione lo stesso concetto dell’accelerazione dell’espansione dell’universo che soltanto nel 2011 aveva fruttato il Nobel a Perlmutter, Riess e Schmidt. Il fisico francese Jacques Colin ha suggerito che la presunta accelerazione nell’espansione dell’universo potrebbe essere spiegata con una differente distribuzione della materia in diverse direzioni.

Altri fisici indicano invece in effetti sistematici nella misurazione delle distanze delle galassie la spiegazione di questo fenomeno fin qui universalmente accettato. Insomma siamo agli inizi di un vero e proprio crollo del Modello Standard, la “Bibbia” della cosmologia moderna?

Oppure assistiamo alle inevitabili contorsioni di una disciplina rimasta sostanzialmente immobile, priva di scoperte eclatanti e soprattutto incapace di fornire spiegazioni convincenti dei concetti di materia ed energia oscura? In altre parole picconate e distinguo inevitabili dopo circa venti anni di stasi.

Soltanto il tempo ci dirà se siamo in prossimità di un cambio di paradigma oppure se il Modello Standard è vivo e vegeto e rimane ancora la principale “bussola” per orientarci nella conoscenza dell’Universo.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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