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L’Ombra dello Scorpione di Stephen King

In questa fase grigia e preoccupante segnata dall’epidemia del nuovo coronavirus merita forse rispolverare la lettura di un romanzo del 1975 un classico del Re dell’Horror Stephen King: “L’Ombra dello Scorpione”.

Il romanzo che nella versione rivista ed integrale degli anni Novanta misura ben 1376 pagine è l’opera di più lunga gestazione di King, scrittore altrimenti prolifico quanto veloce, ben 16 mesi.

L’Ombra dello Scorpione prende spunto da una spaventosa epidemia di un’arma batteriologica sfuggita al controllo dell’esercito, una mutazione letale della comune influenza che stermina oltre il 90% di tutta la popolazione mondiale.

Il romanzo nella seconda parte intreccia le vicende drammatiche di alcuni sopravvissuti. Le loro vicissitudini però non finiscono con lo sconvolgimento delle loro vite e di tutto l’ordine sociale degli Stati Uniti dove è ambientata la vicenda. Essi dovranno scegliere se seguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, e chi invece ha scelto di calcare le orme di Randall, il Senza Volto, il Male, il Signore delle Tenebre.

L’ombra dello scorpione è una delle poche opere di King a non aver avuto una trasposizione cinematografica ma ne è stata annunciata una a cui dovrebbe parteciperà Stephen King stesso.

Ne è stata tuttavia tratta una miniserie televisiva con l’omonimo titolo, trasmessa nel 1994 e divisa in quattro puntate: scritta dallo stesso King che vi appare anche in un cameo con guest star del calibro di Ed Harris, Kathy Bates e l’ex stella NBA Kareem Abdul-Jabbar.

Una lettura che ha tutte le caratteristiche avvincenti, ansiogene e sorprendenti del primo King, quello dove la sua creatività visionaria ha dato il meglio di se.

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