• 14 Novembre 2021 19:59

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il primo sottomarino al mondo ad affondare una nave nel corso di un’azione di guerra

I sottomarini divennero una formidabile arma di guerra nel corso del primo conflitto mondiale, mai prima di allora un battello in immersione aveva colpito e tantomeno affondato del naviglio nemico. Tranne una volta, quasi cinquanta anni prima.

Questo record appartiene ad uno dei primi prototipi di queste nuove “navi subacque”: il CSS H.L. Hunley, ma procediamo con ordine. Siamo nella fase conclusiva della Guerra di Secessione Americana, nel febbraio del 1864. Il sottomarino Hunley prendeva il suo nome da uno dei suoi progettatori  Horace Lawson Hunley. Si trattava di un battello lungo circa dieci metri con una propulsione basata azionando un elica attraverso un lungo albero a gomiti direttamente dagli otto membri dell’equipaggio (in pratica pedalavano con le braccia).

A prua del sottomarino era montato una sorta di lungo arpione di circa 12 metri che terminava con una carica esplosiva di 41 kg di polvere da sparo. Molte delle sue caratteristiche erano un’evoluzione di un precedente prototipo il Pioneer, progettato dallo stesso Hunley che fu precipitosamente affondato a New Orleans affinché non cadesse nelle mani degli avanzanti nordisti.

La missione assegnata al CSS Hunley era quello di affondare una nave da guerra nordista, la Housatonic. Le prove dell’attacco furono però funestate da una tragedia che causò l’affondamento del sottomarino per un errore di manovra delle casse di zavorra e la morte di tutto l’equipaggio e del suo comandante che per l’occasione era lo stesso Hunley.

Questo drammatico insuccesso non fermerà però la missione affidata al battello che recuperato dai fondali venne affidato al comando di George E. Dixon e propulso da un equipaggio formato da otto nuovi volontari.

L’attacco contro l’Housetonic si svolgerà il 17 febbraio del 1864 nei pressi del porto di Charleston nella Carolina del Sud. Come da piano d’azione l’Hunley speronerà la nave nordista penetrando con il suo arpione la chiglia del battello nemico.

La carica esplosiva rimase incastrata nella nave, come da programma. Per molto tempo si è pensato che il sommergibile fosse indietreggiato una cinquantina di metri prima di far esplodere il siluro tramite una fune collegata all’innesco. A quanto indicano i dati più recenti, tuttavia, potrebbe darsi che il distacco dalla Housatonic si sia rivelato più difficoltoso del previsto e che il sottomarino si trovasse a soli cinque o sei metri al momento della deflagrazione, finendo anch’esso distrutto.

Per circa 130 anni non si seppe più niente della sorte del coraggioso equipaggio dell’Hunley, finché il famoso romanziere Clive Cussler con la sua NUMA (  National Underwater & Marine Agency) riuscì a scoprirne il relitto nel 1995. Il sommergibile lungo dodici metri giaceva su un fianco, inclinato di 45 gradi, sprofondato nel limo del fondo marino, a circa nove metri dalla superficie.

Dopo questa sfortunata missione che però aveva raggiunto il suo obiettivo del sottomarino non si sentirà parlare più in modo significativo se non sulle pagine di un romanzo d’avventura che conobbe uno straordinario successo: “Ventimila leghe sotto i mari”.

Il romanzo che parla di un avveneristico sottomarino il Nautilus fu scritto da Giulio Verne nel 1869 e pubblicato l’anno dopo. Non sappiamo se Verne conoscesse o meno la storia dell’Hunley, certo è che il battello del capitano Nemo precorrerà i tempi di quello che nella realtà diverrà, con la Grande Guerra, il vero e proprio esordio dei sottomarini nei teatri di guerra dell’uomo.


Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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