I buchi bianchi

Alcune soluzioni delle equazioni della relatività generale ammettono l’esistenza non soltanto dei buchi neri ma anche di oggetti che sono stati definiti come buchi bianchi.

In realtà i buchi bianchi potrebbero esistere soltanto se l’Universo nel momento del Big Bang abbia avuto determinate e precise condizioni iniziali. Chiariamo subito che si tratta di oggetti teorici, derivati dalla matematica della relatività generale ed al momento assolutamente non dimostrati.
Tali oggetti sarebbero l’opposto dei buchi neri ed espellerebbero materia ed energia (invece di risucchiarla) nell’universo. Anche le loro singolarità sarebbero differenti e sancirebbero l’inizio del tempo invece che la fine del tempo.

Albert Einstein e Nathan Rosen furono i primi a parlare di buco bianco, come di ipotetica controparte di un buco nero. Tuttavia mentre decenni di studi e di osservazioni indirette ci fanno ritenere ormai quasi certa l’esistenza dei buchi neri non è stata ancora trovata alcuna prova definitiva che dimostri l’esistenza dei buchi bianchi.

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che la materia espulsa dal buco bianco potrebbe precipitare al suo interno trasformandolo in un buco nero. Oggi siamo ragionevolmente certi che non esistono grandi buchi bianchi nell’universo, ma le leggi della meccanica quantistica riguardanti le particelle e le antiparticelle, lasciano supporre che se in scala subatomica esistono dei mini buchi neri dovrebbero esistere senz’altro anche il loro “opposto” ovvero dei mini buchi bianchi. E’ quindi, in via teorica, possibile che dal nulla si generino coppie di mini buchi neri e mini buchi bianchi.

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