• 11 Giugno 2022 18:48

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

L’enigma delle linee di Nazca

Negli anni Venti dello scorso secolo, gli aviatori che sorvolavano l’altopiano desertico del Perù meridionale, a circa 320 chilometri da Machu Picchu, notarono strane lunghe linee che disegnavano enormi figure sulla terra arida del deserto.

Queste figure, tecnicamente geoglifi, sono sono conosciute come Linee di Nazca. Soltanto mezzo secolo dopo, nel 1968, questi inquietanti disegni divennero un caso mediatico, in seguito allo svizzero Erich von Däniken che pubblicò un libro dal titolo “Gli extraterrestri torneranno” in cui ipotizzava che le Linee di Nazca fossero state create a uso o per mano di viaggiatori alieni che avevano nell’antichità visitato il nostro paese. Per Däniken fino allora semi sconosciuto impiegato in un albergo svizzero le lunghe linee rette erano una sorta di pista d’atterraggio per le astronavi aliene.

“Gli extraterrestri torneranno” venderà un numero impressionante di copie diventando un vero e proprio best seller. Le linee di Nazca ovviamente non sono frutto di interventi extra terrestri ma non per questo non sono di degne di interesse storico-archeologico ed anche turistico.

Come già menzionato, non sono opera di antichi alieni, ma del gruppo indigeno locale chiamato nazca che abitò la regione tra il 200 a.e.v. e il 600 e.v., e le cui tombe e altri resti di insediamenti si situano nelle vicinanze delle linee stesse. Le misurazioni con la tecnica del carbonio-14 e le somiglianze evidentissime con i manufatti nazca non lasciano dubbi.

I geoglifi di Nazca sono stati realizzati, con un margine di errore di circa 80 anni, nel 525 dell’era volgare periodo che corrisponde con la presenza nazca in loco. Anche una cultura precedente i nazca, quella dei paracas realizzò figure simili, un po’ più a nord del paese, nei dintorni dell’odierna città di Palpa. Nel 1994 le due serie di opere, paracas e nazca, sono state dichiarate dall’UNESCO sito patrimonio dell’umanità.

Per formare le linee e quindi le figure in questo deserto è sufficiente rimuovere le rocce ossidate che formano lo strato superficiale e rivelare la sabbia sottostante, di colore più chiaro. Ripetendo l’operazione in una serie di linee sottili, dritte o curve che siano, si possono realizzare immagini molto ben visibili dall’alto, anche se non sempre è facile capire di che cosa si tratti. I soggetti raffigurati sono soprattutto animali anche se talvolta non è affatto chiaro cosa voglia identificare l’immagine tracciata sull’arido altipiano peruviano. Tra le ipotesi più accreditate sulle ragioni di questi disegni tracciati sia sull’altopiano che sulle pendici delle colline più a nord e che essi rappresentassero percorsi per processioni cerimoniali degli antichi nazca e paracas.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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