• 27 Giugno 2022 15:48

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Era destino che Hermann Einstein non potesse assistere ai primi grandi successi scientifici del figlio Albert. Nell’ottobre del 1902 le sue condizioni di salute si aggravarono tanto che Albert raggiunse Milano per stare vicino al padre morente.

Il rapporto tra i due era sempre stato uno strano impasto di affetto ed estraneità. In punto di morte Hermann finalmente concesse il suo consenso al matrimonio con Mileva Marić. Il 10 ottobre 1902 il padre di Einstein spirava e verrà tumulato nel cimitero monumentale di Milano.

Pochi mesi dopo, esattamente il 6 gennaio 1903, alla presenza soltanto dei colleghi dell’Accademia Olympia, Maurice Solovine e Conrad Habicht, Albert Einstein e Mileva Marić si sposarono con rito civile a Berna. Nessun familiare – né la madre o la sorella di Einstein, né i genitori di Mileva – venne a Berna. I membri del ristretto cenacolo intellettuale festeggiarono in un ristorante quella sera, e poi Einstein e Mileva tornarono insieme nell’appartamento di lui.

L’inizio del matrimonio fu apparentemente felice per la coppia. Mileva si prodigava nelle faccende domestiche e spesso partecipava alle riunioni dell’Accademia Olympia sia pure esclusivamente in veste di osservatrice. Ben presto però questo ruolo da “angelo del focolare” iniziò a diventargli stretto e Mileva prese ad incupirsi. Da parte sua Albert avvertì una crescente diffidenza verso questa unione. Aveva provato un’«intima resistenza» al matrimonio con la Marić, affermò più tardi, ma l’aveva superato per «senso del dovere».

A complicare ulteriormente le cose nell’agosto del 1903, giunse la notizia che Lieserl la prima figlia avuta da Albert, che aveva all’epoca diciannove mesi, e che era stata affidata ad un’amica di Mileva, si era ammalata di scarlattina. La Marić prese il treno per Novi Sad. E qui il mistero si infittisce, probabilmente Lieserl viene data in adozione, ma di fatto ogni documento, ogni lettera, qualunque atto che citi la bambina sparisce o viene distrutto.

Quasi tutte le lettere scambiate tra Einstein e la Marić nell’estate e nell’autunno del 1902, molte delle quali presumibilmente avevano a che fare con Lieserl, furono distrutte. Quelle scambiate tra la Marić e la sua amica Helene Savić, a cui era stata affidata la bambina durante quel periodo, furono intenzionalmente bruciate dalla famiglia della Savić.

Insomma sulla prima figlia di Einstein scende una cappa di mistero che non sarà mai del tutto svelata. L’ipotesi più probabile ma non suffragata da prove certe e che Lieserl sia morta in seguito alle complicanze della scarlattina. Quello che è certo è che Einstein non vedrà nemmeno una volta sua figlia. Qualunque sia stata la sorte della piccola, Mileva uscì profondamente provata da questa vicenda e probabilmente il comportamento tenuto da Albert influirà negativamente sul rapporto di coppia per altro già in crisi.

Mileva lontana da casa scopre di essere incinta e teme che questa gravidanza possa mandare in collera Einstein. Albert invece nell’apprendere la notizia che presto sarebbe arrivato un sostituto della loro figlia, espresse grande gioia. «Non sono assolutamente arrabbiato del fatto che la povera Doxerl stia covando un nuovo pulcino» scrisse. «Anzi, ne sono felice e mi ero chiesto se non dovessi fare in modo che tu abbia una nuova Lieserl. Dopotutto non dovrebbe esserti negato quello che è un diritto di ogni donna.»

Hans Albert Einstein nacque il 14 maggio 1904. Il bambino riporterà un po’ di serenità e gioia nel travagliato matrimonio di Albert e Mileva. Il padre di quest’ultima fu talmente felice per la nascita di un nipote che verrà a Berna a trovare gli sposi. Secondo una leggenda familiare avrebbe offerto un considerevole regalo in denaro ad Albert, qualcosa come 100.000 franchi svizzeri, che Einstein però rifiutò sdegnosamente affermando che non aveva sposato sua figlia per denaro.

Isaacson, Walter. Einstein: La sua vita, il suo universo (Oscar storia Vol. 515) (Italian Edition) . MONDADORI. Edizione del Kindle.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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