• 15 Novembre 2021 13:29

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Alla fine l’agognato posto fisso arrivò. Il 16 giugno 1902, il Consiglio federale svizzero lo nominò «in via provvisoria esperto tecnico di terza classe all’Ufficio federale per la proprietà intellettuale con uno stipendio annuo di 3500 franchi», che in realtà era più di quanto avrebbe guadagnato un professore a inizio carriera.

Il suo ufficio si trovava nel nuovo Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Berna, vicino alla celebre Torre dell’Orologio che sovrastava la città. Eintein passerà i successivi sette anni in un impiego che molti giudicavano noioso e che invece per lui rappresentò un’occasione unica per elaborare le sue teorie guadagnando uno stipendio ragguardevole e sicuro.

In breve si impratichì del suo nuovo lavoro tanto da riuscire a sbrigare in due o tre ore quello che un impiegato normale svolgeva in un’intera giornata lavorativa. «Riuscivo a fare il lavoro di un giorno intero in due o tre ore soltanto» raccontò poi. «Il resto del tempo lo dedicavo all’elaborazione delle mie idee.»

Il Direttore dell’Ufficio Brevetti Friedrich Haller era il classico omone brontolone e bonario che spesso fingeva di non vedere le carte di appunti che il giovane Einstein vergava e nascondeva precipitosamente in un cassetto al suo passaggio. «Ogni volta che qualcuno passava da me, chiunque fosse, cacciavo i miei appunti nel cassetto della scrivania e facevo finta di lavorare sulle carte dell’ufficio.»

Furono di grande stimolo per Einstein i consigli/istruzioni che Haller gli diede all’inizio del suo rapporto di lavoro presso l’Ufficio Brevetti di Berna. «Devi rimanere con il tuo senso critico sempre vigile.» Metti in dubbio ogni premessa, sfida l’opinione prevalente e non accettare mai la verità di qualcosa semplicemente perché tutti gli altri la considerano ovvia. Non essere credulo. «Quando prendi in mano una richiesta» erano le istruzioni di Haller «pensa che qualunque cosa dica quell’inventore sia sbagliata.»

Fu anche grazie a questo modo di affrontare le richieste degli aspiranti inventori che Einstein mise in discussione il tradizionale impianto teorico sull’universo arrivando ad elaborare le sue rivoluzionarie teorie sulla relatività. Se fosse riuscito ad entrare nella carriera accademica, oltre a guadagnare di meno, probabilmente sarebbe stato imbrigliato dal prevalente conformismo che non incoraggiava a mettere in discussione l’impianto teorico esistente.

nella foto, sullo sfondo la Torre dell’Orologio di Berna

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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